Unicredit-Mediobanca, l’addio riapre la corsa a Generali. Intesa spettatore interessato

di Redazione

La banca di Mustier non ha più voce in capitolo sul 13% strategico di Generali custodito in Mediobanca, un passaggio storico che potrebbe riaprire i giochi sul futuro della compagnia. Anche Intesa potrebbe rientrare nei giochi?

I titoloni per la notizia che non è esagerato definire storica nella finanza italiana dicono tutti che Unicredit esce da Mediobanca tagliando un legame che affonda le sue radici negli anni del dopoguerra. Ma il vero titolo dovrebbe essere ‘Unicredit esce da Generali’, nel senso che la banca guidata oggi dal francese Mustier non è più in cima alla catena di controllo delle azioni che contano nel capitale del Leone di Trieste.

LA CATENA DI PARTECIPAZIONI CHE DA UNICREDIT PORTAVA A GENERALI

Mediobanca infatti ha in portafoglio il 13% di Generali di cui è il primo singolo azionista, e la banca guidata da Nagel vede, anzi vedeva, come primo azionista con poco meno del 9% proprio Unicredit. Vuol dire che fino allo storico annuncio di mercoledì 10 novembre 2019 sul futuro assetto di Generali Unicredit aveva quanto meno un diritto di veto, se non un vero e proprio potere decisionale determinante. Quindi la domanda che oggi tutti si fanno è se si stia sbloccando qualcosa di grosso, forse di molto grosso, che riguarda proprio Generali, la regina della finanza italiana.

DEL VECCHIO E CALTAGIRONE AZIONISTI PESANTI DI TRIESTE

Leonardo del Vecchio diventa primo azionista di Mediobanca, ma ha anche una quota importante di Generali, una posizione che diventa simile, anche se dimensionalmente un po’ più contenuta, a quella che aveva Unicredit. Ma in Generali negli ultimi tempi hanno incrementato le quote di capitale altri azionisti importanti come l’imprenditore delle costruzioni e dell’editoria Caltagirone.

GENERALI BLINDATA IN MANI ITALIANE O APERTA A DEAL EUROPEI?

Vuol dire che si va verso una Generali blindata in mani italiane? Oppure che i nuovi protagonisti della catena di controllo hanno le mani libere per organizzare una maxi fusione con un grande player europeo, tipo Axa o Allianz? Del Vecchio con i francesi ha già chiuso un mega-deal, vale a dire la fusione di Luxottica con la francese Essilor portata a termine proprio un anno fa. Mediobanca era nota una volta come il ‘salotto buono’ della finanza italiana, nel senso che custodiva nei suoi forzieri tutte le partecipazioni che contavano della Corporate Italy.

Unicredit esce da Mediobanca e incassa 785 milioni. Bene i conti trimestrali

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L’ULTIMO GIOIELLO DI MEDIOBANCA MA ANCHE IL PIU’ PREZIOSO

Ora di quei gioielli ne è rimasto solo uno, il 13% di Generali, ma anche il più prezioso. E dopo la mossa a sorpresa di Mustier è diventato un gioiello che potrebbe passare di mano. I soggetti finanziari coinvolti sono molti, ma circola poco un nome che un paio d’anni fa era protagonista proprio sul dossier Generali.

INTESA POTREBBE TORNARE IN GIOCO? MAGARI PUNTANDO SU MEDIOBANCA

Parliamo di Banca Intesa, che si contende con Unicredit il primato italiano, e che più o meno tre anni fa aveva fatto circolare l’ipotesi di una possibile aggregazione/fusione proprio con Generali, per poi ritirarla dopo una fase di studio approfondito che aveva portato anche alla nomina di advisor, almeno secondo alcune fonti, con nomi del calibro di UBS. Ora che Unicredit non ha più voce in capitolo sul futuro di Generali la banca guidata da Carlo Messina potrebbe tornare alla carica? Magari non più per fondersi direttamente con Generali ma andando alla conquista di Mediobanca, ora diventata contendibile, che oltre ad avere in cassaforte la quota strategica di Generali sarebbe anche una perfetta combinazione con Imi.




FinanciaLounge
7 Novembre 2019
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