Idee di investimento – Azioni – 25 novembre 2019

di Redazione

Il mercato azionario sembra al momento ben intonato, ma il proseguimento del rally dipenderà dal ritorno della redditività e da una tregua Usa – Cina. Intanto l’Asia, Piazza Affari e Parigi sono attraenti

LE BORSE CERCANO DI ANTICIPARE

Al momento una combinazione di fattori, soprattutto di carattere emotivo, sta riaccendendo la propensione al rischio, ma Allianz Global Investors tiene sotto stretta osservazione dati e eventi per capire se basta a far ripartire anche gli investimenti delle imprese. Infatti come specifica nell’articolo Azioni, l’ottimismo di fine anno può essere contagioso Stefano Rondorf, senior investment strategist, global economics & strategy di Allianz Global Investors, il ritorno degli “animal spirits” non vuol dire che la tendenza al rialzo sia sostenibile nel lungo periodo. Per questo occorrerà maggiore ottimismo anche da parte del management delle imprese. Negli ultimi trimestri l’attività di investimento, la costituzione di scorte e il pricing power hanno risentito dell’incertezza sul fronte geo-politico, andando anche a pesare, insieme all’aumento del costo del lavoro, sugli utili societari. Di solito i mercati azionari cercano di anticipare, o almeno ci provano. Probabilmente l’ultimo scorcio dell’anno sarà caratterizzato da effetti stagionali favorevoli. Visto il posizionamento degli investitorioggi relativamente prudente in termini di rischio, potrebbe avere senso cogliere delle opportunità a livello tattico sull’azionario. Ma, avverte l’esperto di Allianz GI, sarà sempre più difficile per banche centrali e governi sostenere la crescita, dato il ciclo quasi maturo, mentre non è ancora chiaro se e quanto il temporaneo sollievo sul conflitto commerciale basterà ad aumentare la propensione all’investimento delle imprese.

TUTTO DIPENDE DALLA CONFERMA DEL RECUPERO DI REDDITIVITA’

A questo proposito, Paolo Mauri Brusa, gestore del team multi asset Italia di GAM Italia Sgr, ricorda che oggi S&P500 e Nasdaq sono nuovamente sui massimi storici, e il Dax tedesco è poco sotto. Un rialzo a cui è corrisposta un’espansione dei multipli generalizzata, che ha riportato le valutazioni a livelli, in alcuni casi, estremamente elevati. Quest’anno gli utili sono scesi rispetto ai picchi del 2018, ma alcuni osservatori ritengono che potremmo vedere una stabilizzazione nell’ultima fase dell’anno. Se così fosse, è la conclusione dell’esperto di GAM nell’articolo La locomotiva dei mercati corre, entrata di slancio nel 2020?, il positivo movimento attuale potrebbe trovare una giustificazione, supportato magari da attese di un clima più disteso sul fronte geopolitico. E nel 2020 potremmo assistere a un recupero di redditività delle imprese e a una prosecuzione della corsa del Toro. Ma, avverte Mauri Brusa, se la crescita degli utili dovesse invece rivelarsi sovrastimata, allora le valutazioni attuali sarebbero difficilmente sostenibili, e sarebbe lecito attendersi un ritorno alla media, guidato ovviamente da una correzione degli indici.

LA BORSA DI SEUL SEMBRA CONFERMARE LE PREVISIONI POSITIVE

Intanto alcuni dati macroeconomici lasciano intravedere una stabilizzazione per i settori manifatturieri, i più colpiti dal rallentamento economico. “In quest’ottica, un indizio importante lo ha fornito il listino di Seul estremamente sensibile al ciclo manifatturiero e alle attese sul commercio globale dove sono quotati colossi esportatori sudcoreani come Samsung, Hyundai ed il produttore di semiconduttori SK Hynix. Dai minimi di fine agosto l’indice Kospi della Borsa sudcoreana è cresciuto del 13%” spiega nell’articolo Amundi: “mercati, indispensabile una tregua stabile Usa-Cina Stefano Castoldi, direzione investimenti di Amundi Sgr. Il quale però avverte: “Alla luce di tutte le considerazioni che si possono fare sul momento attuale è indispensabile raggiungere una tregua, possibilmente solida e che lasci aperta l’opzione per ulteriori passi di riavvicinamento. Costituirebbe una significativa giustificazione alla recente impostazione positiva dei mercati finanziari e fornirebbe una buona base per ulteriori miglioramenti del ciclo economico”.

MAGGIORE ESPOSIZIONI ALL’AZIONARIO ASIA

In attesa di verificare se, come e quanto la disputa tra Washington e Pechino vira perso una tregua Maya Bhandari, gestore di portafoglio, multi-asset di Columbia Threadneedle Investments, pur condividendo un approccio prudente in questa fase, segnala anche che l’aumento della stabilità riporta in primo piano le qualità delle azioni del mercato asiatico Per l’esperta l’impressione è che l’Asia possa aver innestato la ripresa prima di altri, e una particolare conseguenza della guerra commerciale – l’internalizzazione delle catene di produzione – potrebbe rendere la regione meno esposta all’imprevedibilità del ciclo economico. “In tutti i casi la nostra asset allocation non ha subito variazioni e, nell’attuale contesto, resta giustificata una maggiore cautela rispetto, ad esempio, a un anno. Tuttavia con il quadro d’insieme che comincia a mostrare una certa stabilità abbiamo iniziato a considerare una più ampia esposizione all’azionario asiatico” conclude Bhandari nell’articolo “Mercati azionari, è il momento giusto per esporsi sull’Asia”.

ITALIA E FRANCIA DA PREFERIRE A SPAGNA E GERMANIA

Un altro spunto per gli investitori azionari lo forniscono gli analisti di Barclays, che suggeriscono un sovrappeso della zona euro rispetto al Regno Unito, con Italia e Francia da preferire a Spagna e Germania. Cautela, invece, nell’esposizione ai mercati emergenti Nell’articolo Azionario Europa, per Barclays Piazza Affari meglio di Francoforte si legge che il sovrappeso (OW, overweight) sulla zona euro rispetto al Regno Unito è giustificato dalla riduzione dell’incertezza sulla Brexit, che potrebbe generare un significativo rialzo della sterlina nel caso di accordo con la Ue: le azioni della Borsa di Londra sono trainate dalle esportazioni e potrebbero essere danneggiate da una valuta più forte. Nella zona euro, sempre in base ai consigli degli esperti di Barclays, da sovrappesare sono Piazza Affari e Parigi a discapito di Madrid e Francoforte: la Germania è fortemente ciclica mentre la Francia è più diversificata. Le azioni italiane, invece, sono economiche – in base ai parametri di Borsa come il rapporto prezzo – utili (p/e), il prezzo patrimonio netto (p/bv) – e, inoltre, non sembrano incorporare del tutto la compressione degli spread dei Btp rispetto al Bund.

chaofann / iStock / Getty Images Plus


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