Idee di investimento – Azioni – 18 novembre 2019

di Redazione

Gestori attivi, maggiore esposizione al rischio e orizzonte temporale più lungo consentono di gettare delle solide basi per buoni rendimenti. Opportunità nel settore dei videogiochi, in quello della plastica riciclata e nel tema millennials

LE QUATTRO MOSSE VINCENTI

La buona notizia è che i risparmiatori hanno a disposizione quattro mosse tramite le quali gettare solide basi affinchè i rendimenti futuri siano ottimizzati: magari non riusciranno a raggiungere l’utopistico guadagno a due cifre, ma dovrebbero posizionarsi al di sopra della media dei mercato. La prima mossa – come si legge nell’articolo Schroders: quattro mosse per aumentare i rendimenti finanziari – consiste nell’accettare il fatto che si è entrati in un contesto di bassi rendimenti (il cosiddetto basso income). Quella successiva è invece investire prima e di più. Grazie alle virtù del rendimento composto – il meccanismo che permette agli interessi generati anno per anno che vengono reinvestiti di generare ulteriori e crescenti guadagni – è possibile ricavare maggiori rendimenti sul lungo termine. E prima si inizia a farlo meglio è. La terza mossa consiste nell’assumere un livello di rischio più elevato: è vero che nel breve termine le asset class rischiose sono piuttosto instabili, ma nel lungo termine tendono a generare performance superiori. Infine, ma non certo per importanza, la quarta mossa: affidarsi a gestori attivi esperti che, anche in un ambiente di tassi bassi, sono in grado di fare la differenza. A questo proposito, specifica Rupert Rucker, head of income solutions di Schroders, è fondamentale scegliere il fondo più adatto alle proprie esigenze.

QUOTAZIONI DELLE AZIONI EQUE, MA QUELLE AMERICANE SONO CARE

Intanto Pictet Asset Management, nell’articolo Investimenti, perché nelle scelte di Pictet AM tornano a brillare le azioni fa il punto sul ciclo economico e sulle prospettive dei mercati. I dati indicano ancora una crescita globale sotto il potenziale, ma che punta a un miglioramento nei mesi a venire. Questo grazie a dati sempre più positivi dai settori manifatturiero e industriale statunitensi e alla sorprendente resilienza dei consumi Usa. In generale, in questo contesto gli indicatori delle valutazioni della casa indicano che le azioni hanno quotazioni nel complesso eque, con quelle statunitensi più costose e le britanniche più convenienti. Per quanto riguarda singoli settori azionari e regioni, Pictet AM vede prospettive migliori per i mercati emergenti e i titoli value. Le previsioni per le economie dei mercati emergenti prevedono una crescita del 4% quest’anno, ben oltre il livello previsto per i mercati sviluppati, con utili societari proiettati verso una crescita del 14% l’anno prossimo, percentuale che secondo Pictet AM potrebbe essere anche maggiore se il dollaro dovesse ulteriormente indebolirsi. Per questo la casa d’investimento ha portato la posizione sui titoli emergenti al sovrappeso, mentre è meno entusiasta sulla maggior parte dei titoli dei mercati sviluppati, nel timore che le previsioni degli analisti sul possibile aumento dell’8-9% degli utili negli Stati Uniti e in Europa, Svizzera e Giappone nel 2020 possano essere troppo ottimistiche. Di qui la scelta di mantenere gli Usa sottopesati, di ridurre a neutra la posizione sui titoli britannici e di restare sovrappesati sull’eurozona, perché l’ampio stimolo monetario è destinato a sostenere la crescita.

LA MARCIA IN PIU’ DEL SETTORE DEGLI ESPORTS

Scelte di portafoglio senz’altro valide a livello macro. Poi, come sanno gli investitori, la differenza spesso la fanno i dettagli che, nel caso dei mercati azionari di questo periodo, coincidono con nicchie di valore inespresso. Tra questi per esempio, si sta distinguendo il settore degli eSports che continuano a crescere a cifra doppia, spinti anche dal gaming su smartphone. I videogame continuano a conquistare spazio nell’industria globale dei media, un settore da 1,5 mila miliardi di dollari. Nel 2018 il gaming è cresciuto dell’11% a livello mondiale e la diffusione di un numero sempre maggiore di titoli “giocabili” sugli smartphone accelererà ancora di più la crescita. “Il fenomeno non riguarda più il cliché del 15enne chiuso nella sua cameretta e incollato allo schermo: questo è un grande business, e sta attirando svariate tipologie di giocatori in tutto il mondo”, spiegano Nathan Meyer, analista d’investimento azionario, e Alan Wilson, portfolio manager di Capital Group. Si parla di oltre 164 milioni di adulti negli Stati Uniti, secondo un recente rapporto della Entertainment Software Association, per una spesa di circa 43 miliardi di dollari destinata ad acquisti relativi a questo hobby. L’età media del gamer americano è di 33 anni; il 54% sono maschi e il 46%  femmine. La Cina – che conta 598 milioni di gamer – è invece il mercato dei videogiochi in più rapida crescita al mondo, con vendite in aumento del 14% circa all’anno. Ormai i videogiochi più famosi stanno soppiantando prodotti storici come film, libri e musica. Il prodotto d’intrattenimento più venduto al mondo è Grand Theft Auto V (GTA V) che con 90 milioni di copie vendute ha generato un fatturato di circa 6 miliardi di dollari. Il film con il maggior incasso di sempre – Avengers: Endgame – ha guadagnato “solo” 2,79 miliardi di dollari. Meyer e Wilson, nell’articolo “Perché è il momento di investire nel settore dei videogiochi”, passano in rassegna i principali attori dell’industria del gaming sottolineandone la globalità con aziende sparse in Europa, Asia e Usa.

LE AZIENDE SENSIBILI ALLA QUESTIONE DEI RIFIUTI PLASTICI

Invece Morgan Stanley Investment Management, nell’articolo Riciclare la plastica fa bene anche ai rendimenti, valuta l’impatto di tasse e aumento dell’utilizzo della plastica riciclata sulla sostenibilità dei rendimenti. Le interazioni del team International Equity di Morgan Stanley IM con i produttori di beni di largo consumo in cui investono mostrano che la questione dei rifiuti plastici viene presa in grande considerazione e che, in vista dell’imminente impatto di normative più rigide e dell’introduzione di tasse sulla plastica, gli obiettivi di riduzione del consumo di plastica non riciclata sono stati notevolmente innalzati. “La plastica potrebbe non rappresentare un rischio materiale per la sostenibilità dei rendimenti delle società di beni di consumo primari nell’immediato”, si spiega, “ma il pericolo che ciò accada in futuro è troppo concreto per poter essere trascurato, per non parlare dei danni reputazionali”.

IL TEMA DEI MILLENNIALS

Infine, chi intendesse cavalcare il tema d’investimento dei millennials può prendere in considerazione un prodotto dedicato appena presentato da Kairos. Si chiama KIS Millennials (Kairos International Sicav Millennials) – e, come si legge nell’articolo Kairos, tre nuovi fondi per la ricerca di rendimenti nel lungo termine – intende sfruttare le preferenze, le abitudini di consumo e di spesa dei millennials (i nati tra il 1980 e il 2000). Un fenomeno che sta già comportando una profonda trasformazione degli stili di vita, principalmente negli Stati Uniti e nei Paesi emergenti, che sono alla base di quel cambiamento sociale ed economico che solo alcune aziende innovative sono in grado di cogliere. Proprie quelle imprese che rientrano nell’universo in cui investe il fondo dopo un rigoroso processo di selezione. KIS Millennials è un comparto azionario tematico di Kairos International Sicav (Sicav di diritto lussemburghese), denominato in dollari, che investe almeno il 70% del portafoglio in società quotate negli Stati Uniti e sarà gestito da Pio Benetti e da Riccardo Baldissera.

fpm / E+


FinanciaLounge
18 Novembre 2019
Partner
Top