Settore auto Usa, i tassi sui prestiti fanno crescere le preoccupazioni

di Redazione

Gli investitori che pensavano che vendite stabili e valutazioni basse nel settore auto Usa potessero portare a rendimenti azionari superiori alla media continuano ad essere costantemente delusi

Da un lato la costante diffusione dei veicoli elettrici e, dall’altra, l’affermazione del car sharing. Non è buon periodo per il settore auto Usa, sul quale è appena piovuta un’altra tegola: il fornitore di dati del settore automobilistico statunitense Edmunds ha rivelato che i tassi di interesse sui prestiti auto hanno raggiunto a marzo il massimo da 10 anni. Le cifre si basano sui termini effettivi ai quali i clienti sottoscrivono il prestito e quindi riflette effettivamente quello che le persone realmente pagano.

UNA BRUTTA NOTIZIA PER CONSUMATORI E INVESTITORI

Si tratta di una cattiva notizia non soltanto per i consumatori statunitensi ma anche per gli investitori del settore auto Usa. È l’ennesimo segnale che tutti gli addetti ai lavori nel settore automobilistico, dagli investitori ai finanziatori, sembrano ritenere che le vendite di veicoli leggeri negli Stati Uniti siano destinate a un calo. Le case automobilistiche sembrano ritenere che non valga la pena offrire incentivi per sostenere le vendite.

L’80% DI AUTO IN MENO IN USA IN 10 ANNI

L’industria automobilistica sta subendo enormi cambiamenti. I modelli di auto elettriche stanno proliferando e la tecnologia di guida autonoma sta progredendo. Un contesto che non sembra affatto favorevole al settore auto Usa: si stima infatti che negli Stati Uniti il numero di auto sia destinato a scendere a 44 milioni nel 2030 dai 247 milioni previsti per il 2020, con una drastica riduzione quindi dell’80% in dieci anni.

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VALUTAZIONI A SCONTO DEL 13%

Non a caso, a fronte dell’ottimismo riguardo alle nuove tecnologie, le valutazioni delle azioni del settore non sono favorevoli. I fornitori di componenti automobilistici scambiano a un rapporto prezzo / utili 2019 (p/e) di 11,5 volte, pari ad uno sconto del 13% rispetto alla media storica e uno sconto del 25% sul mercato complessivo (media indice S&P 500). Inoltre, i titoli dei colossi auto Usa Ford e General Motors scambiano rispettivamente a p/e di 7,5 e 5,8.

UN TREND NEGATIVO DA TRE ANNI

Sembra che gli investitori non cambieranno opinione sul settore auto Usa fino a quando le vendite non inizieranno a crescere. I dati sulle vendite di veicoli mensili rilasciati martedì 2 aprile sono stati superiori alle attese, ma le quote dei due colossi automobilistici americani hanno evidenziato solo modeste variazioni: quelle di Ford salite dello 0,3% e quelle di GM dello 0,1%. “Ci aspettiamo che le vendite di auto diminuiscano nel 2019”, ha dichiarato a MarketWatch Jeremy Acevedo, manager di analisi del settore presso Edmunds. Negli ultimi tre anni le vendite di auto negli Stati Uniti hanno oscillato attorno ai 17 milioni di unità, un picco che ha innescato le aspettative di una recessione. Non deve pertanto sorprendere se i titoli del settore auto Usa abbiano accusato il trend negativo: negli ultimi 3 anni, l’indice S & P 500 ha registrato un rialzo medio annuo del 13,7%, ovvero circa 10 punti percentuali in più rispetto all’indice Russell 3000 Auto & Auto Index nello stesso periodo.

ANCHE I BUONI CREDITORI ORA PAGANO DI PIU’

“Una cosa è diventata chiara già nel corso del 2018 e sta proseguendo nel 2019: il restringimento del credito è una tendenza“, spiega Avecedo, che poi aggiunge: “Anche le persone con un buon credito ora pagano di più”. I produttori di auto che hanno usato incentivi per preservare le vendite un paio di anni fa sono meno disposti a farlo ora: basti pensare che i prestiti con rateizzazioni a tasso zero sono praticamente scomparsi dal mercato. Gli investitori che pensavano che vendite stabili e valutazioni basse nel settore auto Usa potessero portare a rendimenti azionari superiori alla media sono stati gravemente delusi. E, a meno di eventi al momento non previsti, potrebbero probabilmente continuare ancora ad esserlo.

Ron_Thomas / E+ / Getty Images


FinanciaLounge
11 Aprile 2019
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