Car sharing, investire in un mercato da ottomila miliardi di dollari

di Redazione

Le società di passenger e car sharing, come Uber e Lyft, continuano a guadagnare quote di mercato: nel 2030 controlleranno il 90% del mercato

Il settore auto è in grossa difficoltà da qualche tempo, ma la causa potrebbe non essere soltanto riconducibile all’ascesa dei veicoli elettrici: all’orizzonte si sta affermando, ad un ritmo ancora più incalzante, il car sharing. Un fenomeno che coinvolge diversi player di mercato, non solo società di passanger e car sharing come Uber e Lyft che continuano a guadagnare quote di mercato, ma anche provider di Software as a Service (SaaS), e aziende innovative nell’infrastruttura cloud, come per esempio Microsoft e Amazon.

CAR SHARING E  TAAS

In quest’ottica, un tema di particolare rilievo è quello relativo al Transport as a Service (TaaS). Quest’ultimo, definito anche Mobility-as-a-Service (MaaS), descrive un passaggio dal trasporto con un mezzo di proprietà personale verso soluzioni di mobilità che vengono utilizzate come servizio. Ciò è reso possibile dalla combinazione di servizi di trasporto pubblici e privati attraverso una piattaforma unificata che crea e gestisce il viaggio, che permette agli utenti di pagare per singolo trasporto o tramite un abbonamento mensile.

INFINEON E MONOLITHIC POWER

“Sebbene non ci siano ancora società TaaS purissime sul mercato, alcune di quelle che forniscono servizi al settore, come Infineon in Germania e Monolithic Power negli Stati Uniti, dovrebbero essere in condizione di esprimere buone performance” puntualizza Mark Hawtin, investment director settore azionario tecnologico di GAM Investments.

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A soffrire l’ascesa di queste aziende e, più in generale, del car sharing saranno le case automobilistiche tradizionali e questo si sta già notando nelle performance dei prezzi delle azioni del settore. D’altra parte, le previsioni non sembrano lasciare dubbi: in base a recenti stime entro il 2030 il 90% del mercato farà capo alle infrastrutture di trasporto della sharing economy piuttosto che ai veicoli di proprietà. In parallelo si assisterà ad una ottimizzazione dell’uso dei veicoli, con un incremento del numero di miglia-passeggero effettivamente guidate che dovrebbero crescere da 4mila miliardi (dato del 2015) a 6mila miliardi (stima per il 2020) e una drastica riduzione dei veicoli in circolazione: negli Stati Uniti il numero di auto dovrebbe ridursi in 10 anni dell’80%, passando da 247 milioni di automobili nel 2020 a 44 milioni nel 2030.

CAR SHARING, OPPORTUNITÀ DA OTTOMILA MILIARDI DI $

“Tenendo conto del ritmo incalzante con il quale l’innovazione tecnologica si sta affermando nel car sharing e non solo, stimiamo che tutte le aree del TaaS possano costituire un’opportunità del calibro di 8mila miliardi di dollari. Si tratta di circa il 10% del PIL globale complessivo, ovvero un fenomeno che potrebbe rivelarsi addirittura maggiore persino degli impatti dei social network o degli smartphone” afferma Mark Hawtin.

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FOCUS ANCHE SU CLOUD E SAAS LEGATE AL CAR SHARING

L’esperto, allargando l’orizzonte oltre le opportunità nel car sharing, segnala altre tematiche attuali sulle quale sta investendo. Si tratta, per la precisione, delle opportunità individuate nell’adozione dell’infrastruttura cloud e del Software as a Service (SaaS). Nell’ambito del retail e della pubblicità, inoltre, Mark Hawtin, alla luce dell’evoluzione degli ultimi anni che ha visto l’online trasformarsi in una delle tante strade per affacciarsi al mercato, reputa essenziale una presenza omni-canale, evitando pertanto di pagare un premio significativo per titoli di rivenditori online puri.

taikrixel / iStock / Getty Images Plus


FinanciaLounge
8 Aprile 2019
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