Mercati, ora la palla passa nel campo delle banche centrali

di Redazione

Maggiori dettagli sulle prossime mosse dei banchieri centrali dovrebbero giungere dal loro annuale simposio di Jackson Hole, in programma dal 22 al 24 agosto

Come spesso è capitato in passato agosto, il mese tradizionalmente associato alle vacanze e al relax, ha riservato non poche preoccupazioni agli investitori di tutto il mondo. A determinare un clima di generale avversione al rischio la concomitanza di eventi geopolitici particolarmente severi: dall’ulteriore escalation nella disputa commerciale tra Washington e Pechino all’improvvisa possibile crisi di governo in Italia, dalla inattesa svolta peronista in Argentina alla crescente incertezza sulla Brexit fino alla rivolta di piazza a Hong Kong che rischia di vedere un intervento repressivo da parte della Cina.

DELUSIONI MACRO DA CINA E GERMANIA

Se a questi eventi si aggiungono gli ulteriori deludenti dati macroeconomici, che hanno visto una produzione industriale di luglio in Cina disattendere le aspettative, mentre il Pil tedesco del secondo trimestre finiva in territorio negativo (-0,1%), ecco che il quadro d’insieme avverso al rischio è completo.

INVESTITORI IN MODALITA’ RISK OFF

La risposta da parte degli investitori è stata quella classica di risk off con la corsa agli acquisti dei governativi, soprattutto dei paesi ‘core’, e vendite consistenti sui mercati azionari, dove gli indici hanno accusato perdite in media nell’ordine del 3,5%. “Mentre Wall Street ha confermato di essere la piazza finanziaria più difensiva, l’area emergente ha sofferto il collasso degli asset finanziari e della valuta di Buenos Aires e, nella zona euro, il Dax di Francoforte e il Ftse Mib di Piazza Affari hanno subito i maggiori arretramenti, penalizzati dal settore bancario che da inizio anno mostra una performance negativa”, spiegano gli esperti di Euromobiliare Sgr.

INVERSIONE DELLA CURVA DEI TASSI USA

In questo contesto, a preoccupare ancora di più gli investitori è l’inversione della curva dei tassi Usa, con il rendimento del Treasury a due anni superiore al titolo del Tesoro a 10 anni: una situazione che in passato ha quasi sempre preannunciato una recessione nei successivi 12 mesi.

ADESSO TOCCA ALLE BANCHE CENTRALI

“La palla passa nel campo delle banche centrali”, fanno sapere i professionisti di Euromobiliare Sgr, secondo i quali adesso tocca a loro rispondere in modo concreto al deterioramento dello scenario globale. La Bce, come ha avuto modo di anticipare Olli Rehn, governatore della Banca di Finlandia, dovrebbe già a settembre varare un articolato pacchetto di misure espansive, all’interno del quale non dovrebbero mancare né un programma di acquisto titoli e nemmeno un taglio dei tassi ufficiali. Sul fronte americano, invece, dovrebbe esserci un secondo taglio dei Fed Fund di almeno 25 punti base (-0,25%) sempre in settembre.

SIMPOSIO ANNUALE DI JACKSON HOLE

“Nel corso di questa settimana maggiori dettagli sulle prossime mosse dei banchieri centrali dovrebbero giungere dal loro annuale simposio in programma a Jackson Hole dal 22 al 24 agosto, il cui tema di quest’anno è ‘Sfide per la politica monetaria’” puntualizzano gli esperti di Euromobiliare Sgr.

SITUAZIONE POLITICA ITALIANA

C’è poi da tenere d’occhio la situazione politica italiana, la cui incertezza “preoccupa soprattutto in vista dei delicati appuntamenti autunnali che prevedono la nota integrativa al Def e legge di Bilancio 2020. In assenza di un governo scatterebbe infatti l’aumento dell’Iva previsto dalle clausole di salvaguardia, evento che avrebbe implicazioni negative importanti in un contesto in cui la dinamica economica del nostro Paese risulta in stagnazione da diversi trimestri”, avvertono i professionisti di Euromobiliare Sgr che, per l’appunto, suggeriscono di tenere d’occhio sempre allo spread tra il rendimento del Btp decennale e il Bund tedesco di uguale scadenza in modo da verificare come il mercato valuta la situazione sebbene, per ora, tale indicatore oscilli in area 200 punti base grazie alla prospettiva di una Bce ultra accomodante.

GIOVEDI 22: INDICI PMI DI AGOSTO

Giovedì 22 agosto, invece, si alzerà il velo sui dati preliminari di agosto degli indici Pmi statunitensi e dell’area euro: si tratta di numeri particolarmente attesi per verificare l’evoluzione economica delle due regioni con le aspettative che propendono per una stabilizzazione dell’indice composto grazie al comparto dei servizi.

FIDUCIA DELLE IMPRESE ANCORA DEBOLE

“Al contrario non si può escludere una maggiore debolezza della fiducia delle imprese del settore manifatturiero, sebbene di lieve entità e, soprattutto, nell’Eurozona. Osservato speciale sarà il Pmi manifatturiero tedesco, che si è rivelato essere il maggior contributore negativo all’andamento del comparto europeo”, concludono gli esperti di Euromobiliare Sgr.

pabradyphoto / iStock / Getty Images Plus


FinanciaLounge
22 Agosto 2019
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