La view
Neuberger Berman sui mercati emergenti: da allocazione tattica a pilastro strategico dei portafogli
Secondo l'analisi di Shannon L. Saccocia, CFA, Chief Investment Officer–Wealth, i mercati emergenti stanno sovraperformando grazie a fondamentali più solidi, crescita degli utili e ruolo dell'intelligenza artificiale
di Silvia Longo 22 Gennaio 2026 07:55
I mercati emergenti stanno silenziosamente sovraperformando e questo trend continuerà. Nei mercati sviluppati invece prevale ancora il dibattito sulle politiche economiche e sul quadro macroeconomico. A dirlo è l'analisi di Neuberger Berman.
Il rally dei mercati emergenti, che stiamo osservando da oltre un anno, sia sul fronte azionario che su quello obbligazionario, non sembra essere legato alle decisioni della Federal Reserve. "Molte economie emergenti si sono mosse prima degli Stati Uniti e con maggiore decisione nel contrastare l’inflazione. Questo ha lasciato i tassi di politica monetaria reali in territorio positivo, ha contribuito a rendere i saldi della bilancia commerciale con l’estero più solidi e ha favorito traiettorie fiscali più stabili rispetto a quelle di diversi grandi mercati sviluppati" fa sapere Shannon L. Saccocia, CFA, Chief Investment Officer–Wealth di Neuberger Berman. Inoltre le revisioni degli utili sono diventate via via più favorevoli per numerosi settori chiave dei mercati emergenti, in particolare in Asia. Qui, molte società rivestono un ruolo centrale nello sviluppo delle infrastrutture hardware legate all'intelligenza artificiale e delle infrastrutture digitali più in generale. Questa è a tutti gli effetti una dinamica legata a fondamentali economici in miglioramento. In questo quadro, i mercati emergenti non rappresentano più solo un'allocazione tattica, ma assumono un ruolo più centrale all'interno dei portafogli.
A partire da questo trimestre la valutazione di Neuberger Berman sui mercati emergenti è diventata ancora più positiva: il Comitato di Asset Allocation ha infatti rivisto al rialzo la propria view sull’azionario dei mercati emergenti, portandola a sovrappeso. Un aggiornamento che si affianca alle posizioni di sovrappeso mantenute da tempo sulle obbligazioni e sulle valute locali dei mercati emergenti.
L'upgrade è in gran parte riconducibile a due cambiamenti. In primo luogo, l'India è passata da sottopeso a sovrappeso grazie a valutazioni più attraenti, un miglioramento del quadro macroeconomico e potenziali afflussi di capitali esteri. Il Brasile è stato promosso a sovrappeso grazie al contesto di allentamento monetario e alla domanda di materie prime. In questa maniera i due mercati si allineano al sovrappeso presente sulla Cina. La view costruttiva sui mercati emergenti, però, non si limita a questi tre Paesi. Secondo Saccocia di Neuberger Berman ci sono un insieme di opportunità più ampio in fase di sviluppo all’interno delle economie emergenti, in particolare in Asia, dove le riforme, il miglioramento della corporate governance e la crescente integrazione dell’intelligenza artificiale nella catena del valore e delle infrastrutture digitali stanno rafforzando il quadro macro e sostenendo diversi mercati chiave.
Il mercato azionario coreano rappresenta un esempio eloquente di queste dinamiche con i nuovi massimi storici registrati la scorsa settimana e trainati dagli acquisti degli investitori esteri concentrati sulle società dei semiconduttori legati all’intelligenza artificiale. La leadership di mercato non è più confinata a pochi titoli a maggiore capitalizzazione ma si estende anche ai fornitori di memoria ad ampia banda e ai produttori di apparecchiature per semiconduttori, poiché l’attenzione degli investitori si rivolge all’intera catena di fornitura dell'intelligenza artificiale. Secondo le analisi di Neuberger Berman la Corea sarà uno dei prossimi principali hub per gli investimenti legati all'intelligenza artificiale, considerando i trend nelle registrazioni di brevetti e nell’aumento della spesa in conto capitale.
In questo contesto i mercati emergenti offrono una fonte efficace di diversificazione rispetto ai titoli tecnologici statunitensi a mega capitalizzazione. I titoli tecnologici, infatti, pur avendo offerto rendimenti straordinari, concentrano l'esposizione degli investitori su un insieme ristretto di modelli di business. Al contrario, i mercati emergenti presentano una composizione differente con una maggiore presenza di settori ciclici come quelli finanziari, dei materiali e industriali, più strettamente collegati allo sviluppo interno e al commercio globale, anziché esclusivamente alle piattaforme digitali. Inoltre, la maggiore esposizione a settori ciclici e a temi strutturali come demografia e urbanizzazione amplia le fonti di rendimento. Oltre la componente azionaria anche il debito sovrano di questi mercati rappresenta un universo di opportunità ampio e diversificato.
Le performance dei mercati emergenti, sia sul fronte dei tassi sai quello del credito, sono state robuste e, in molti casi, superiori a quelle dei corrispettivi mercati sviluppati. Questo, secondo l'analisi, riflette una combinazione di rendimenti più elevati, interventi di politica economica più precoci e fondamentali in miglioramento. Il quadro è poi favorito da un contesto esterno più favorevole dato il dollaro Usa più debole e una crescita globale in fase di stabilizzazione e da oneri sul debito e tassi di default più contenuti rispetto ai mercati sviluppati.
Secondo Saccocia i mercati emergenti offrono tre elementi distintivi. Innanzitutto, presentano un premio di crescita macro in una fase in cui la crescita dei mercati sviluppati sta riaccelerando solo gradualmente, partendo da una base più contenuta. In secondo luogo, consentono di ampliare l’esposizione azionaria oltre ai titoli delle mega-cap statunitensi. Infine, permettono di accedere a un universo obbligazionario ormai più maturo e diversificato.
In un contesto di possibile allentamento monetario globale e di dollaro più debole, i mercati emergenti appaiono sempre più come potenziali beneficiari. La sida è quella della selettività: occorre distinguere tra Paesi e società che stanno realmente portando avanti riforme, innovando e rafforzando la governance, e quelli che non lo stanno facendo. Per gli investitori disposti a spingersi oltre i nomi statunitensi più familiari, conclude Shannon L. Saccocia, CFA, Chief Investment Officer–Wealth di Neuberger Berman, i mercati emergenti appaiono sempre meno come una semplice allocazione tattica di portafoglio e sempre più come un pilastro centrale.
OLTRE LE DECISIONI DELLA FED
Il rally dei mercati emergenti, che stiamo osservando da oltre un anno, sia sul fronte azionario che su quello obbligazionario, non sembra essere legato alle decisioni della Federal Reserve. "Molte economie emergenti si sono mosse prima degli Stati Uniti e con maggiore decisione nel contrastare l’inflazione. Questo ha lasciato i tassi di politica monetaria reali in territorio positivo, ha contribuito a rendere i saldi della bilancia commerciale con l’estero più solidi e ha favorito traiettorie fiscali più stabili rispetto a quelle di diversi grandi mercati sviluppati" fa sapere Shannon L. Saccocia, CFA, Chief Investment Officer–Wealth di Neuberger Berman. Inoltre le revisioni degli utili sono diventate via via più favorevoli per numerosi settori chiave dei mercati emergenti, in particolare in Asia. Qui, molte società rivestono un ruolo centrale nello sviluppo delle infrastrutture hardware legate all'intelligenza artificiale e delle infrastrutture digitali più in generale. Questa è a tutti gli effetti una dinamica legata a fondamentali economici in miglioramento. In questo quadro, i mercati emergenti non rappresentano più solo un'allocazione tattica, ma assumono un ruolo più centrale all'interno dei portafogli.
SOVRAPPESO SUI MERCATI EMERGENTI
A partire da questo trimestre la valutazione di Neuberger Berman sui mercati emergenti è diventata ancora più positiva: il Comitato di Asset Allocation ha infatti rivisto al rialzo la propria view sull’azionario dei mercati emergenti, portandola a sovrappeso. Un aggiornamento che si affianca alle posizioni di sovrappeso mantenute da tempo sulle obbligazioni e sulle valute locali dei mercati emergenti.
INDIA, BRASILE E NON SOLO
L'upgrade è in gran parte riconducibile a due cambiamenti. In primo luogo, l'India è passata da sottopeso a sovrappeso grazie a valutazioni più attraenti, un miglioramento del quadro macroeconomico e potenziali afflussi di capitali esteri. Il Brasile è stato promosso a sovrappeso grazie al contesto di allentamento monetario e alla domanda di materie prime. In questa maniera i due mercati si allineano al sovrappeso presente sulla Cina. La view costruttiva sui mercati emergenti, però, non si limita a questi tre Paesi. Secondo Saccocia di Neuberger Berman ci sono un insieme di opportunità più ampio in fase di sviluppo all’interno delle economie emergenti, in particolare in Asia, dove le riforme, il miglioramento della corporate governance e la crescente integrazione dell’intelligenza artificiale nella catena del valore e delle infrastrutture digitali stanno rafforzando il quadro macro e sostenendo diversi mercati chiave.
L'ESEMPIO DEL MERCATO AZIONARIO COREANO
Il mercato azionario coreano rappresenta un esempio eloquente di queste dinamiche con i nuovi massimi storici registrati la scorsa settimana e trainati dagli acquisti degli investitori esteri concentrati sulle società dei semiconduttori legati all’intelligenza artificiale. La leadership di mercato non è più confinata a pochi titoli a maggiore capitalizzazione ma si estende anche ai fornitori di memoria ad ampia banda e ai produttori di apparecchiature per semiconduttori, poiché l’attenzione degli investitori si rivolge all’intera catena di fornitura dell'intelligenza artificiale. Secondo le analisi di Neuberger Berman la Corea sarà uno dei prossimi principali hub per gli investimenti legati all'intelligenza artificiale, considerando i trend nelle registrazioni di brevetti e nell’aumento della spesa in conto capitale.
DIVERSIFICAZIONE CROSS-ASSET
In questo contesto i mercati emergenti offrono una fonte efficace di diversificazione rispetto ai titoli tecnologici statunitensi a mega capitalizzazione. I titoli tecnologici, infatti, pur avendo offerto rendimenti straordinari, concentrano l'esposizione degli investitori su un insieme ristretto di modelli di business. Al contrario, i mercati emergenti presentano una composizione differente con una maggiore presenza di settori ciclici come quelli finanziari, dei materiali e industriali, più strettamente collegati allo sviluppo interno e al commercio globale, anziché esclusivamente alle piattaforme digitali. Inoltre, la maggiore esposizione a settori ciclici e a temi strutturali come demografia e urbanizzazione amplia le fonti di rendimento. Oltre la componente azionaria anche il debito sovrano di questi mercati rappresenta un universo di opportunità ampio e diversificato.
LE PERFORMANCE DEI MERCATI EMERGENTI
Le performance dei mercati emergenti, sia sul fronte dei tassi sai quello del credito, sono state robuste e, in molti casi, superiori a quelle dei corrispettivi mercati sviluppati. Questo, secondo l'analisi, riflette una combinazione di rendimenti più elevati, interventi di politica economica più precoci e fondamentali in miglioramento. Il quadro è poi favorito da un contesto esterno più favorevole dato il dollaro Usa più debole e una crescita globale in fase di stabilizzazione e da oneri sul debito e tassi di default più contenuti rispetto ai mercati sviluppati.
I TRE ELEMENTI DISITINTIVI DEI MERCATI EMERGENTI
Secondo Saccocia i mercati emergenti offrono tre elementi distintivi. Innanzitutto, presentano un premio di crescita macro in una fase in cui la crescita dei mercati sviluppati sta riaccelerando solo gradualmente, partendo da una base più contenuta. In secondo luogo, consentono di ampliare l’esposizione azionaria oltre ai titoli delle mega-cap statunitensi. Infine, permettono di accedere a un universo obbligazionario ormai più maturo e diversificato.
APPROCCIO SELETTIVO AI MERCATI EMERGENTI
In un contesto di possibile allentamento monetario globale e di dollaro più debole, i mercati emergenti appaiono sempre più come potenziali beneficiari. La sida è quella della selettività: occorre distinguere tra Paesi e società che stanno realmente portando avanti riforme, innovando e rafforzando la governance, e quelli che non lo stanno facendo. Per gli investitori disposti a spingersi oltre i nomi statunitensi più familiari, conclude Shannon L. Saccocia, CFA, Chief Investment Officer–Wealth di Neuberger Berman, i mercati emergenti appaiono sempre meno come una semplice allocazione tattica di portafoglio e sempre più come un pilastro centrale.
