Il webinar

Capital Group vede un 2026 resiliente per azioni e obbligazioni globali

Spinta alle economie in USA, Europa e Emergenti, tassi Fed in calo e rischio rialzo della Bce, spinta diffusa dell’IA oltre i Big Tech, dollaro debole, obbligazioni protezione dalla volatilità

di Stefano Caratelli 21 Gennaio 2026 16:12

financialounge -  azionario Capital Group Flavio Carpenzano investimenti Julie Dickson Roberta Gastaldello
Dopo gli scossoni emotivi del 2024 e 2025, ben assorbiti dai mercati, soprattutto azionari, il 2026 si prospetta come un anno di resilienza con un ampio ventaglio di opportunità di investimento sia a livello settoriale che regionale, in un quadro sempre dominato dal tema dell’IA ma guardando oltre i Big Tech, per gli effetti diffusi su tutto il sistema delle imprese. Fed e Bce sembrano avviate su percorsi diversi, con la prima che proseguirà con i tagli e la seconda che potrebbe invece alzare i tassi nella seconda parte dell’anno sulla spinta di un’accelerazione di crescita e inflazione innescata dalla Germania. In questo quadro le obbligazioni svolgono un ruolo importante di protezione dalla volatilità oltre che rendimenti che restano molto interessanti, anche nell’Area Emergente.

PER CAPITAL GROUP ANCORA VOLATILITÀ MA MENO INCERTEZZA


Sono le principali indicazioni emerse da un webinar di Capital Group, che gestisce globalmente asset per 3.200 miliardi di dollari, coordinato da Roberta Gastaldello, Managing Director e Head of Financial Intermediaries Italy, che ha proposto le analisi di Julie Dickson, Investment Director per l’azionario, e di Flavio Carpenzano, Asset Class Lead Fixed Income, Europe e Asia, supportate da molti dati e proiezioni anche con l’ausilio di visualizzazioni grafiche, da cui emerge il permanere di un rischio geopolitico che crea volatilità, ma meno incertezza rispetto al 2024 e 2025, ma escludendo catalizzatori negativi in arrivo, come una recessione.

ACCELERAZIONE NELLA CRESCITA IN USA E EUROPA


Il tema di un 2026 di resilienza per l’azionario è stato sviluppato da Julie Dickson, che ha prospettato una potenziale accelerazione della crescita economica nella seconda metà del 2026, sia in USA che in Europa, dove l’inflazione resta un tema che potrebbe indurre la Bce a stringere insieme alla continua debolezza del dollaro. Un forte stimolo è atteso dalla Germania, con il rischio di rialzo dei tassi, al contrario degli USA, e vantaggi in arrivo in Giappone dalle riforme corporate. Finora l’azionario ha tratto molto vantaggio in USA, ma ora le opportunità sono diffuse dappertutto, dopo un impatto dei dazi di Trump meno forte delle attese e incertezze in calo. Capital Group evita di esporsi con movimenti speculativi, guardando alla spinta dell’IA in espansione, con guadagni diffusi anche nei finanziari, nell’healthcare e nelle infrastrutture.

RESILIENZA IMPORTANTE DEGLI UTILI AZIENDALI


L’esperta di Capital Group ha comunque sottolineato che i cicli di allentamento attesi dalla Fed sono positivi e ha prefigurato una resilienza importante degli utili societari in Europa oltre che in USA, sulla spinta dell’IA, che beneficerà altri settori a cominciare dai finanziari, e l’attesa di attesa forte crescita in Cina. Alcune valutazioni sono elevate, ma proprio utili in crescita nella seconda metà del 2026 apriranno molte opportunità trascurate, in USA e anche in Europa. Resta l’interrogativo bolla, anche in seno al team di Capital Group, ma ci saranno beneficiari primari e secondari, come i media, e di terzo livello, come l’healthcare. Un’area chiave definita “entusiasmante” è rappresentata dallo stimolo in Germania, non solo nella difesa ma nelle infrastrutture in generale, con un effetto domino su investimenti e opportunità.

SPOSTAMENTI TETTONICI NEGLI EMERGENTI


Le tensioni sui dazi saranno un tema anche nel 2026, ma il mercato si è mostrato paziente e la volatilità resterà gestibile anche in futuro. Nei Mercati Emergenti invece sono attesi spostamenti tettonici legati a localizzazioni produttive e crescita degli utili, con la Cina in prima fila. Flavio Carpenzano ha sottolineato l’importanza di detenere obbligazioni, sia per la cedola elevata, sia per preservare il capitale e diversificare rispetto all’azionario. Con la volatilità azionaria le obbligazioni diversificano senza penalizzare i rendimenti, in uno scenario che vede le banche centrali tagliare anche senza recessione, anche se la Bce nella seconda metà dell’anno potrebbe iniziare un aumento graduale.

REDDITO FISSO, VALORE NELLE CURVE PIÙ RIPIDE


Carpenzano vede comunque una ri-convergenza globale tra USA e Europa, con valore in curve più ripide, pressioni al rialzo sulla parte lunga per l’aumento del debito pubblico. Capital Group si concentra sulle scadenze più brevi soprattutto in USA, mentre gli investitori europei dovranno devono tener conto del continuo deprezzamento del dollaro su euro e delle pressioni sulla Fed. Nel debito corporate, la preferenza va all’Investment Grade USA, ma resta importante un approccio globale, che non può fare a meno dei titoli in dollari, che devono ancora scontare il calo dei tassi.

OPPORTUNITÀ NELLE OBBLIGAZIONI INVESTMENT GRADE


Capital Group vede opportunità nel credito corporate di alta qualità, per la bassa leva, valutazioni attraenti nonostante gli spread stretti, e aspetti tecnici legati all’aumento dell’M&A in USA, e dall’ IA, che alimenta forte domanda investitori istituzionali. Anche nell’High Yeld USA la qualità è aumentata, e il rischio default molto basso, come dicono i rating, la resilienza a fronte degli shock, e fondamentali forti.

OBBLIGAIZONI, MERCATO EMERGENTE BEN POSIZIONATO


Infine un Mercato Emergente del reddito fisso che ha performato molto bene nel 2025 ma può replicare nel 2026, con le banche centrali che hanno giocato d’anticipo e ora possono tagliare, soprattutto in valuta locale, grazie anche al dollaro debole, mentre non si vede il catalizzatore negativo della recessione. Il rischio a lunga resta la capacità delle aziende USA e globali di creare profitti da ingenti investimenti. La geopolitica crea volatilità ma meno incertezza rispetto al 2024-25, mentre emerge un’opportunità LatAm, con tassi in calo e dollaro debole, lo scenario ideale per le valute locali.

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