Outlook 2026
Wang (Aberdeen Investments): perché i mercati privati restano centrali nel 2026
Secondo Lulu Wang, il cambiamento strutturale in atto favorisce private credit, infrastrutture e strategie di investimento più selettive
di Giulia Brambilla 20 Gennaio 2026 17:38
In un contesto macroeconomico che cambia passo, i mercati privati continuano a rafforzare il loro ruolo nei portafogli degli investitori. Secondo Lulu Wang, Portfolio Strategist di Aberdeen Investments, il 2026 si apre con opportunità interessanti, sostenute da trend strutturali di lungo periodo più che dal semplice ciclo economico.
L’analisi di Wang parte dal contesto. La crescita globale rallenta ma rimane solida, l’inflazione mostra segnali di attenuazione e le banche centrali si avvicinano alla fine delle politiche restrittive. “Questo scenario sta migliorando le condizioni di finanziamento”, spiega Wang, creando un ambiente più favorevole per deal-making e valutazioni nei mercati privati. Un cambiamento che, secondo l’esperta, riduce alcune delle pressioni viste negli ultimi anni senza eliminare la necessità di un approccio selettivo.
Nel private equity si osserva un ritorno di slancio delle operazioni, favorito da un migliore allineamento tra compratori e venditori e da una maggiore disponibilità di credito. Tuttavia, Wang sottolinea come l’attenzione resti concentrata sulla qualità degli asset. Tecnologia e sanità continuano ad attrarre capitali grazie a digitalizzazione, automazione e intelligenza artificiale, mentre i settori più ciclici vengono affrontati con cautela. Il private equity, secondo l’esperta, resta un motore di rendimento, ma solo per chi mantiene una forte disciplina sugli investimenti.
Il private credit consolida il proprio ruolo come alternativa al credito bancario, soprattutto in Europa. “La minore propensione delle banche a finanziare alcune aree dell’economia apre spazi significativi per il direct lending”, osserva Wang, evidenziando come pricing e strutture più conservative mantengano elevata la qualità del credito. Parallelamente, le infrastrutture emergono come uno dei temi più solidi del 2026. Digitalizzazione e transizione energetica sostengono una pipeline di progetti ampia, con crescente interesse per strategie core-plus che combinano stabilità e crescita.
Sul fronte immobiliare, l’analisi di Wang è più cauta. Il mercato mostra segnali di stabilizzazione grazie all’allentamento monetario, ma le differenze tra segmenti sono marcate. Logistica e residenziale beneficiano di una domanda strutturale solida, mentre uffici tradizionali e retail continuano a soffrire. “La polarizzazione è destinata a proseguire”, avverte l’esperta, con un crescente interesse per asset sostenibili, flessibili e in grado di adattarsi ai nuovi modelli economici e sociali.
Guardando al 2026, Wang conclude che i mercati privati sono ormai una componente strutturale dell’asset allocation. Non solo per la ricerca di rendimento, ma per la capacità di offrire diversificazione e resilienza in un contesto incerto. Innovazione, sostenibilità e visione di lungo periodo restano, secondo l’esperta, i fattori chiave per cogliere le opportunità che il nuovo ciclo dei mercati privati è pronto a offrire.
UN QUADRO MACRO PIÙ FAVOREVOLE
L’analisi di Wang parte dal contesto. La crescita globale rallenta ma rimane solida, l’inflazione mostra segnali di attenuazione e le banche centrali si avvicinano alla fine delle politiche restrittive. “Questo scenario sta migliorando le condizioni di finanziamento”, spiega Wang, creando un ambiente più favorevole per deal-making e valutazioni nei mercati privati. Un cambiamento che, secondo l’esperta, riduce alcune delle pressioni viste negli ultimi anni senza eliminare la necessità di un approccio selettivo.
PRIVATE EQUITY: QUALITÀ PRIMA DEI VOLUMI
Nel private equity si osserva un ritorno di slancio delle operazioni, favorito da un migliore allineamento tra compratori e venditori e da una maggiore disponibilità di credito. Tuttavia, Wang sottolinea come l’attenzione resti concentrata sulla qualità degli asset. Tecnologia e sanità continuano ad attrarre capitali grazie a digitalizzazione, automazione e intelligenza artificiale, mentre i settori più ciclici vengono affrontati con cautela. Il private equity, secondo l’esperta, resta un motore di rendimento, ma solo per chi mantiene una forte disciplina sugli investimenti.
PRIVATE CREDIT E INFRASTRUTTURE: I PILASTRI DEL CAMBIAMENTO
Il private credit consolida il proprio ruolo come alternativa al credito bancario, soprattutto in Europa. “La minore propensione delle banche a finanziare alcune aree dell’economia apre spazi significativi per il direct lending”, osserva Wang, evidenziando come pricing e strutture più conservative mantengano elevata la qualità del credito. Parallelamente, le infrastrutture emergono come uno dei temi più solidi del 2026. Digitalizzazione e transizione energetica sostengono una pipeline di progetti ampia, con crescente interesse per strategie core-plus che combinano stabilità e crescita.
IMMOBILIARE: SELETTIVITÀ OBBLIGATA
Sul fronte immobiliare, l’analisi di Wang è più cauta. Il mercato mostra segnali di stabilizzazione grazie all’allentamento monetario, ma le differenze tra segmenti sono marcate. Logistica e residenziale beneficiano di una domanda strutturale solida, mentre uffici tradizionali e retail continuano a soffrire. “La polarizzazione è destinata a proseguire”, avverte l’esperta, con un crescente interesse per asset sostenibili, flessibili e in grado di adattarsi ai nuovi modelli economici e sociali.
UNA COMPONENTE STRATEGICA DEI PORTAFOGLI
Guardando al 2026, Wang conclude che i mercati privati sono ormai una componente strutturale dell’asset allocation. Non solo per la ricerca di rendimento, ma per la capacità di offrire diversificazione e resilienza in un contesto incerto. Innovazione, sostenibilità e visione di lungo periodo restano, secondo l’esperta, i fattori chiave per cogliere le opportunità che il nuovo ciclo dei mercati privati è pronto a offrire.
