La view

Pictet AM: 2026 positivo per l’economia Usa con possibili scossoni sui mercati

In un commento titolato “Tra dottrina “Donroe” e pressioni sulla Fed” il Senior Investment Manager Fabrizio Santin delinea lo scenario macro del nuovo anno. Attenzione alle trimestrali

di Stefano Caratelli 20 Gennaio 2026 15:17

financialounge -  economia mercati Pictet USA
I mercati sono entrati nel 2026 in modo positivo, con i principali indici azionari vicini ai massimi storici, non solo in USA ma anche in Europa e nei maggiori Paesi Emergenti. Il quadro geopolitico resta in fermento, con il blitz americano in Venezuela che conferma la nuova strategia delle sfere di influenza, ribattezzata dottrina “Donroe” per le similitudini con quella del presidente Monroe nel 1823. Un altro elemento di tensione riguarda la Fed, dove Powell scadrà a maggio ma è probabile che resti nel board mentre a breve la Corte Suprema dovrebbe pronunciarsi sulla legittimità del licenziamento di un altro membro della banca centrale, Lisa Cook.

FRIZIONI SULLA FED E SOSTEGNO AI TREASURY


Un commento sul nuovo scenario macro del 2026 a cura di Fabrizio Santin, Senior Investment Manager di Pictet Asset Management, prosegue rilevando che intanto l'amministrazione USA ha chiesto a due entità controllate dal Tesoro di acquistare 200 miliardi di dollari in titoli legati ai mutui immobiliari, per sostenere la parte lunga della curva obbligazionaria e a ridurre il costo degli stessi mutui, sopra il 6%, con l'obiettivo di contenere l'aumento del costo della vita. Santin osserva che le rinnovate frizioni con la Fed potrebbero limitare l'efficacia delle ultime decisioni e che le tensioni istituzionali stanno avendo un impatto diretto sui mercati, con rendimenti in aumento sulle scadenze lunghe e forti rialzi nei prezzi di oro e argento.

ECONOMIA USA SEMPRE SU UN SENTIERO DI CRESCITA


Intanto il mercato del lavoro segnala un rallentamento graduale, con poche assunzioni e pochi licenziamenti e una disoccupazione che resta comunque bassa attorno al 4,5%. Dopo la guerra tariffaria del 2025, prosegue l’esperto di Pictet AM, l'economia USA rimane su un sentiero di crescita solida, trainata dagli investimenti tecnologici, che lo scorso anno hanno contribuito per quasi due punti percentuali al PIL. Per gli investitori resta difficile fare a meno del mercato americano dove utili, capacità di adattamento e innovazione restano i principali fattori di attrattività.

ATTENZIONE ALLE TRIMESTRALI, DALLE BANCHE AI BIG TECH


La stagione delle trimestrali è appena iniziata con quelle di banche e finanziari, cui seguiranno i Big Tech, e per l'ecosistema dell'IA sarà interessante valutare intensità degli investimenti, qualità degli utili e ritorno sul capitale. Di recente il tema del possibile eccesso di valutazioni, alimentato da investimenti a leva e da operazioni circolari, ha attirato l'attenzione. Ma paradossalmente, sottolinea Santin, questo è un fattore positivo perché la maggior selettività e la dispersione dei ritorni favoriscono la gestione attiva e un allineamento più stretto fra prezzi e fondamentali.

RIDIMENSIONAMENTO DEI DIFFERENZIALI SULL’AZIONARIO


Nei prossimi trimestri Pictet AM si aspetta un ridimensionamento del differenziale di crescita tra large cap del Nasdaq e il resto del mercato, che se verrà confermato favorirà la rotazione verso settori ciclici e Mercati Emergenti potrà proseguire. Dopo aver messo sotto pressione il consumatore americano nel 2025 con dazi elevati, Santin ritiene che nei prossimi trimestri possa delinearsi uno scenario “Goldilocks”, vale a dire roseo.

POSSIBILI TURBOLENZE SUI MERCATI


In conclusione, l’analisi di Pictet AM sottolinea che la crescita USA si mantiene solida grazie a politiche fiscali espansive, deregolamentazione e ciclo degli investimenti, mentre l'inflazione, pur restando sopra il target, viene tollerata dalla Fed. Ma avverte anche che eventuali scostamenti o scossoni potrebbero provocare turbolenze sui mercati.

Trending