L'analisi
Neuberger Berman resta orientata al rischio ma raccomanda un approccio vigile
Secondo Joseph V. Amato (CIO Equities di NB) occorre essere espliciti sui rischi che potrebbero mettere in discussione l’attuale posizionamento e strategia nei portafogli, restando al contempo rigorosi e disciplinati
di Leo Campagna 17 Gennaio 2026 12:00
L’atteggiamento corretto da mantenere, secondo la recente analisi di Joseph V. Amato, President and CIO Equities di Neuberger Berman, consiste in un approccio costruttivo e selettivo e, con la necessaria vigilanza, nello scegliere di rimanere investiti. Occorre comprendere i rischi capaci di mettere in discussione l’attuale posizionamento e strategia, e, al contempo, mantenere rigore e disciplina nel modo in cui il rischio viene espresso all’interno dei portafogli. Una posizione, quella del CIO Equities di Neuberger Berman, sostenuta da tempo e che, finora, è stata confermata dal quadro congiunto di dati macroeconomici, risultati societari e orientamento delle politiche monetarie.
Infatti, la crescita degli utili rimane robusta, la dinamica del PIL globale mostra segnali di miglioramento e la maggior parte delle banche centrali sta avviando un graduale allentamento delle politiche monetarie. Persino shock geopolitici di una certa criticità – come il recente intervento USA in Venezuela – sembrano avere scarso impatto, rispetto al passato, sui mercati. “Sono comunque i fondamentali a sostenere la solidità del mercato. La maggior parte dei rialzi dell’azionario statunitense nel 2025 è stata infatti trainata dagli utili, più che dall’espansione dei multipli” tiene a sottolineare Amato che poi segnala anche l’apporto favorevole delle politiche fiscali e monetarie per una crescita robusta sia del PIL reale che di quello nominale.
In questo contesto il CIO Equities di Neuberger Berman suggerisce maggiore rischio nei portafogli. “Il nostro Comitato di Asset Allocation (AAC) è sovrappesato sull’azionario globale dal secondo trimestre dello scorso anno. Adesso è in sovrappeso anche sull’azionario dei mercati emergenti, una decisione che rafforza sovrappesi di lunga data sul debito e le valute dei paesi in via di sviluppo. Il Comitato è, inoltre, lievemente sottopesato sul reddito fisso statunitense e mantiene una view ampiamente costruttiva sui mercati privati e sulle materie prime, asset class che offrono la possibilità sia di cogliere opportunità generate da dislocazioni di mercato, che di contribuire a contenere il rischio da ribasso” specifica Amato.
Il manager, pur mantenendo una view complessivamente ottimistica, ammette la presenza di potenziali criticità in grado di complicare l’attuale quadro favorevole. Si tratta del rischio di nuovi shock geopolitici e politiche monetarie e fiscali divergenti tra le principali economie. Da tener sotto controllo pure un’inversione del trend disinflazionistico o un rallentamento della Cina più marcato del previsto. Tuttavia, in particolare, sono tre i fattori cruciali a suo avviso da monitorare: i consumatori, le condizioni del credito e le spese in conto capitale per l’IA. Ognuno dei quali potrebbe mettere in discussione l’idea che gli shock recenti possano essere assorbiti con facilità.
“Se si materializzasse un deterioramento significativo dei dati occupazionali, oppure un arretramento dei salari reali, la spesa potrebbe contrarsi mettendo in discussione le prospettive sugli utili che oggi sostengono le valutazioni azionarie” specifica Amato che poi indica le potenziali criticità nella condizioni del credito. “Un improvviso allargamento degli spread creditizi per effetto o di un incremento dei default, o di tensioni circoscritte ad alcuni settori oppure di un irrigidimento degli standard di concessione del credito da parte delle banche, potrebbe trasformare la volatilità in un fenomeno più duraturo. Secondo i nostri analisti specializzati negli investimenti obbligazionari i tassi di default dovrebbero mantenersi su livelli ragionevoli per i prossimi due anni. Sono tuttavia seguiti con grande attenzione segnali di crescita della leva finanziaria che possa superare una capacità di indebitamento sostenibile rispetto a rendimento e spread” argomenta il CIO Equities di Neuberger Berman.
Il quale conclude illustrando le criticità anche delle spese in conto capitale per l’IA. “Le aziende che fanno ampio affidamento sul capitale esterno potrebbero accusare pressione sui propri modelli di business in caso di una stretta nelle condizioni di finanziamento. A rischio, più in generale, il sentiment nei confronti della crescita e dell’innovazione. Senza dimenticare che il sensibile incremento del volume delle emissioni di debito destinato a finanziare la spesa per l’IA potrebbe scompaginare l’equilibrio tra domanda e offerta di credito” spiega Amato.
I FONDAMENTALI SOSTENGONO LA SOLIDITÀ DEL MERCATO
Infatti, la crescita degli utili rimane robusta, la dinamica del PIL globale mostra segnali di miglioramento e la maggior parte delle banche centrali sta avviando un graduale allentamento delle politiche monetarie. Persino shock geopolitici di una certa criticità – come il recente intervento USA in Venezuela – sembrano avere scarso impatto, rispetto al passato, sui mercati. “Sono comunque i fondamentali a sostenere la solidità del mercato. La maggior parte dei rialzi dell’azionario statunitense nel 2025 è stata infatti trainata dagli utili, più che dall’espansione dei multipli” tiene a sottolineare Amato che poi segnala anche l’apporto favorevole delle politiche fiscali e monetarie per una crescita robusta sia del PIL reale che di quello nominale.
MAGGIORE RISCHIO NEI PORTAFOGLI
In questo contesto il CIO Equities di Neuberger Berman suggerisce maggiore rischio nei portafogli. “Il nostro Comitato di Asset Allocation (AAC) è sovrappesato sull’azionario globale dal secondo trimestre dello scorso anno. Adesso è in sovrappeso anche sull’azionario dei mercati emergenti, una decisione che rafforza sovrappesi di lunga data sul debito e le valute dei paesi in via di sviluppo. Il Comitato è, inoltre, lievemente sottopesato sul reddito fisso statunitense e mantiene una view ampiamente costruttiva sui mercati privati e sulle materie prime, asset class che offrono la possibilità sia di cogliere opportunità generate da dislocazioni di mercato, che di contribuire a contenere il rischio da ribasso” specifica Amato.
I FATTORI CRUCIALI DA TENERE SOTTO CONTROLLO
Il manager, pur mantenendo una view complessivamente ottimistica, ammette la presenza di potenziali criticità in grado di complicare l’attuale quadro favorevole. Si tratta del rischio di nuovi shock geopolitici e politiche monetarie e fiscali divergenti tra le principali economie. Da tener sotto controllo pure un’inversione del trend disinflazionistico o un rallentamento della Cina più marcato del previsto. Tuttavia, in particolare, sono tre i fattori cruciali a suo avviso da monitorare: i consumatori, le condizioni del credito e le spese in conto capitale per l’IA. Ognuno dei quali potrebbe mettere in discussione l’idea che gli shock recenti possano essere assorbiti con facilità.
“Se si materializzasse un deterioramento significativo dei dati occupazionali, oppure un arretramento dei salari reali, la spesa potrebbe contrarsi mettendo in discussione le prospettive sugli utili che oggi sostengono le valutazioni azionarie” specifica Amato che poi indica le potenziali criticità nella condizioni del credito. “Un improvviso allargamento degli spread creditizi per effetto o di un incremento dei default, o di tensioni circoscritte ad alcuni settori oppure di un irrigidimento degli standard di concessione del credito da parte delle banche, potrebbe trasformare la volatilità in un fenomeno più duraturo. Secondo i nostri analisti specializzati negli investimenti obbligazionari i tassi di default dovrebbero mantenersi su livelli ragionevoli per i prossimi due anni. Sono tuttavia seguiti con grande attenzione segnali di crescita della leva finanziaria che possa superare una capacità di indebitamento sostenibile rispetto a rendimento e spread” argomenta il CIO Equities di Neuberger Berman.
LE CRITICITÀ DELLE SPESE IN CONTO CAPITALE PER L’IA
Il quale conclude illustrando le criticità anche delle spese in conto capitale per l’IA. “Le aziende che fanno ampio affidamento sul capitale esterno potrebbero accusare pressione sui propri modelli di business in caso di una stretta nelle condizioni di finanziamento. A rischio, più in generale, il sentiment nei confronti della crescita e dell’innovazione. Senza dimenticare che il sensibile incremento del volume delle emissioni di debito destinato a finanziare la spesa per l’IA potrebbe scompaginare l’equilibrio tra domanda e offerta di credito” spiega Amato.
