Mercati azionari
Super Wall Street, l’S&P 500 verso la storica vetta dei 7000 punti alla faccia dei catastrofisti
Tensioni internazionali e altre possibili incertezze non intaccano la corsa del principale indice Usa, che mette nel mirino un nuovo record
di Antonio Cardarelli 16 Gennaio 2026 10:57
Venezuela, Iran, Groenlandia, indipendenza della Fed: il 2026 è appena cominciato e i colpi di scena non sono mancati. Ma c’è un elemento di continuità con il 2025: l'indice S&P 500 continua a salire. Incurante delle tensioni internazionali e delle avvertenze a “maneggiare con cura”, il principale indice di Wall Street ha messo nel mirino lo storico record dei 7.000 punti. Un copione già visto nel 2025 con i dazi, quando nonostante le tariffe trumpiane l’indice è salito costantemente.
I future dell’ultima seduta della settimana indicano un avvio in rialzo per l’S&P 500, ma forse non sarà oggi il giorno dei 7.000 punti. Come accaduto in passato, prima di superare la soglia tonda l’indice potrebbe prendersi qualche seduta di “riflessione”. Il record dei 6.000 punti era stato toccato l’11 novembre 2024, e anche in quel caso il traguardo non era stato tagliato di slancio, ma dopo qualche piccolo tentennamento. A sottolineare la ricorrenza di questo schema sono gli esperti di BTIG Research: "Sebbene non ci sia nulla di intrinsecamente ribassista in un numero tondo elevato, quattro degli ultimi cinque grandi livelli da 1K hanno causato una certa turbolenza". Nel frattempo, anche il Dow Jones, l’altro grande indice di Wall Street, ha messo nel mirino il record storico di 50.000 punti.
Ma quali sono le previsioni delle banche di investimento e degli esperti sull’andamento dell’indice S&P 500 nel 2026? Facendo una media tra le 19 risposte raccolte, il sito Nasdaq.com prevede un indice intorno ai 7.600 punti entro la fine del 2026, quindi un rialzo di circa l’11% rispetto ai livelli odierni. Nonostante i venti teoricamente contrari derivanti non solo dai fattori geopolitici, gli esperti sono ottimisti sull’andamento di Wall Street nel 2026. I più ottimisti, come Oppenheimer e Deutsche Bank, vedono una possibile chiusura rispettivamente a 8.000 e 8.100 punti. Goldman Sachs prevede l’S&P 500 a 7.600 punti, mentre JP Morgan e UBS fissano il target a 7.500 punti.
Anche nel 2026, quindi, il mercato azionario Usa dovrebbe continuare la sua corsa, senza fare troppo caso ai titoloni sui crolli di mercato e alle insidie. Eppure queste ultime non mancano, come gli stessi esperti ricordano spesso. Non solo le tensioni internazionali (che finora non hanno intaccato i mercati) ma anche, per esempio, l’arrivo delle elezioni di midterm Usa, dove Donald Trump si gioca molto e punta proprio sulla crescita economica e dei mercati per conquistare l’elettorato. L’altro tema ricorrente è quello del rischio concentrazione nei titoli tech, sostanzialmente trainati dalle scommesse sull’AI. Senza dimenticare la tensione sull'indipendenza della Fed e l'effetto sull'inflazione della combinazione tra stimoli fiscali e tassi di interesse in calo. Ma, come sottolineato per esempio da NeubergerBerman, questo rally della Borsa Usa ha caratteristiche diverse rispetto al passato.
Come spesso ripetuto da diversi gestori, nei portafogli di investimento è difficile fare a meno di Wall Street (anche se l’Europa al momento presenta prospettive migliori, non solo in termini di valutazioni). L’importante è, in questa fase, tenere d’occhio l’andamento dei multipli (sopra la media ma non troppo) e le prospettive degli utili. Inoltre, viste le incognite sul dollaro, per gli investitori europei è fondamentale prevedere una protezione dal rischio cambio.
S&P 500 VERSO I SETTEMILA PUNTI
I future dell’ultima seduta della settimana indicano un avvio in rialzo per l’S&P 500, ma forse non sarà oggi il giorno dei 7.000 punti. Come accaduto in passato, prima di superare la soglia tonda l’indice potrebbe prendersi qualche seduta di “riflessione”. Il record dei 6.000 punti era stato toccato l’11 novembre 2024, e anche in quel caso il traguardo non era stato tagliato di slancio, ma dopo qualche piccolo tentennamento. A sottolineare la ricorrenza di questo schema sono gli esperti di BTIG Research: "Sebbene non ci sia nulla di intrinsecamente ribassista in un numero tondo elevato, quattro degli ultimi cinque grandi livelli da 1K hanno causato una certa turbolenza". Nel frattempo, anche il Dow Jones, l’altro grande indice di Wall Street, ha messo nel mirino il record storico di 50.000 punti.
LE PREVISIONI SULL’S&P 500 NEL 2026
Ma quali sono le previsioni delle banche di investimento e degli esperti sull’andamento dell’indice S&P 500 nel 2026? Facendo una media tra le 19 risposte raccolte, il sito Nasdaq.com prevede un indice intorno ai 7.600 punti entro la fine del 2026, quindi un rialzo di circa l’11% rispetto ai livelli odierni. Nonostante i venti teoricamente contrari derivanti non solo dai fattori geopolitici, gli esperti sono ottimisti sull’andamento di Wall Street nel 2026. I più ottimisti, come Oppenheimer e Deutsche Bank, vedono una possibile chiusura rispettivamente a 8.000 e 8.100 punti. Goldman Sachs prevede l’S&P 500 a 7.600 punti, mentre JP Morgan e UBS fissano il target a 7.500 punti.
LE INSIDIE DA MONITORARE
Anche nel 2026, quindi, il mercato azionario Usa dovrebbe continuare la sua corsa, senza fare troppo caso ai titoloni sui crolli di mercato e alle insidie. Eppure queste ultime non mancano, come gli stessi esperti ricordano spesso. Non solo le tensioni internazionali (che finora non hanno intaccato i mercati) ma anche, per esempio, l’arrivo delle elezioni di midterm Usa, dove Donald Trump si gioca molto e punta proprio sulla crescita economica e dei mercati per conquistare l’elettorato. L’altro tema ricorrente è quello del rischio concentrazione nei titoli tech, sostanzialmente trainati dalle scommesse sull’AI. Senza dimenticare la tensione sull'indipendenza della Fed e l'effetto sull'inflazione della combinazione tra stimoli fiscali e tassi di interesse in calo. Ma, come sottolineato per esempio da NeubergerBerman, questo rally della Borsa Usa ha caratteristiche diverse rispetto al passato.
PROTEGGERSI DAL RISCHIO CAMBIO
Come spesso ripetuto da diversi gestori, nei portafogli di investimento è difficile fare a meno di Wall Street (anche se l’Europa al momento presenta prospettive migliori, non solo in termini di valutazioni). L’importante è, in questa fase, tenere d’occhio l’andamento dei multipli (sopra la media ma non troppo) e le prospettive degli utili. Inoltre, viste le incognite sul dollaro, per gli investitori europei è fondamentale prevedere una protezione dal rischio cambio.
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