Le voci
In Mps è scontro tra Caltagirone e Lovaglio sul futuro di Mediobanca?
Secondo una clamorosa indiscrezione riportata dal Financial Times, Francesco Gaetano Caltagirone e Luigi Lovaglio avrebbero progetti diversi su Mediobanca (e sul 13% di Generali)
di Antonio Cardarelli 16 Gennaio 2026 11:28
Una clamorosa indiscrezione potrebbe gettare nuova luce sul risiko bancario italiano. Secondo un articolo del Financial Times, sarebbe in atto uno scontro tra Francesco Gaetano Caltagirone e l’amministratore delegato del Monte dei Paschi di Siena Luigi Lovaglio. Motivo del contendere, secondo le voci riportate dal quotidiano, il futuro di Mediobanca e, indirettamente, di Generali.
Riassumendo la vicenda a grandi linee, il piano di fusione con successivo delisting di Mediobanca (che verrebbe incorporata da Mps) messo a punto da Lovaglio non trova d’accordo Caltagirone. Il delisting porterebbe al trasferimento del 13% di Generali attualmente detenuto da Mediobanca al gruppo Mps. Uno scenario che, secondo la ricostruzione del Financial Times, darebbe mano libera a Lovaglio anche sull’eventuale vendita di questo pacchetto azionario strategico per il controllo del Leone di Trieste.
Citando una delle fonti interpellate per l’articolo, l'FT scrive che “uno scenario di questo tipo significa che Caltagirone perda il controllo su Generali e dal suo punto di vista non ha senso”. D’altra parte, sempre secondo i rumor, seguire le indicazioni di Caltagirone su Mediobanca (che ricordiamo è stata oggetto di una scalata da parte di Mps nei mesi scorsi sulla quale è in corso un’indagine che coinvolge Caltagirone, Lovaglio e Delfin) non avrebbe senso dal punto di vista industriale per Lovaglio.
La resa dei conti, sempre secondo il Financial Times, potrebbe arrivare nel consiglio di amministrazione di Mps, in programma a breve. Il timore di Lovaglio è che Caltagirone stia lavorando per non conferirgli un nuovo mandato alla guida della banca senese. Caltagirone lavora da anni per rafforzare la propria posizione in Generali. In ottobre ha sostenuto la nomina di Alessandro Melzi d’Eril come nuovo amministratore delegato di Mediobanca e ora punta a far sì che la banca milanese mantenga direttamente la sua partecipazione nell’assicuratore, secondo quanto riferito da tre fonti citate dal Financial Times.
CALTAGIRONE CONTRARIO AL DELISTING DI MEDIOBANCA?
Riassumendo la vicenda a grandi linee, il piano di fusione con successivo delisting di Mediobanca (che verrebbe incorporata da Mps) messo a punto da Lovaglio non trova d’accordo Caltagirone. Il delisting porterebbe al trasferimento del 13% di Generali attualmente detenuto da Mediobanca al gruppo Mps. Uno scenario che, secondo la ricostruzione del Financial Times, darebbe mano libera a Lovaglio anche sull’eventuale vendita di questo pacchetto azionario strategico per il controllo del Leone di Trieste.
GENERALI SEMPRE SULLO SFONDO
Citando una delle fonti interpellate per l’articolo, l'FT scrive che “uno scenario di questo tipo significa che Caltagirone perda il controllo su Generali e dal suo punto di vista non ha senso”. D’altra parte, sempre secondo i rumor, seguire le indicazioni di Caltagirone su Mediobanca (che ricordiamo è stata oggetto di una scalata da parte di Mps nei mesi scorsi sulla quale è in corso un’indagine che coinvolge Caltagirone, Lovaglio e Delfin) non avrebbe senso dal punto di vista industriale per Lovaglio.
IL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE DI MPS
La resa dei conti, sempre secondo il Financial Times, potrebbe arrivare nel consiglio di amministrazione di Mps, in programma a breve. Il timore di Lovaglio è che Caltagirone stia lavorando per non conferirgli un nuovo mandato alla guida della banca senese. Caltagirone lavora da anni per rafforzare la propria posizione in Generali. In ottobre ha sostenuto la nomina di Alessandro Melzi d’Eril come nuovo amministratore delegato di Mediobanca e ora punta a far sì che la banca milanese mantenga direttamente la sua partecipazione nell’assicuratore, secondo quanto riferito da tre fonti citate dal Financial Times.
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