Geopolitica

Il piano italiano per l’Artico, il governo punta sul Grande Nord e sulle imprese

La Strategia italiana per l’Artico rafforza il peso geopolitico del Paese e apre nuove opportunità industriali per molte aziende tra cui: Eni, Enel, Leonardo e Fincantieri

di Giulia Brambilla 16 Gennaio 2026 17:04

financialounge
Con la presentazione ufficiale della Strategia italiana per l’Artico, il governo porta il Grande Nord al centro della politica estera ed economica del Paese. Il documento, illustrato oggi dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni, definisce una visione di lungo periodo in una regione sempre più rilevante per sicurezza, commercio ed energia. Ma soprattutto disegna un perimetro chiaro di opportunità per le imprese italiane già presenti o pronte a investire.

COSA CAMBIA NELL’ARTICO


L’Artico sta cambiando rapidamente. Il riscaldamento globale accelera lo scioglimento dei ghiacci, rende navigabili nuove rotte e aumenta l’interesse per risorse energetiche e minerarie. La Northern Sea Route promette collegamenti più rapidi tra Asia ed Europa, mentre la regione concentra una quota significativa delle riserve mondiali di gas e petrolio non ancora scoperte. In questo scenario, il governo italiano considera l’Artico un confine strategico dell’Europa, da presidiare in coordinamento con l'Unione Europea e la Nato.

LA STRATEGIA ITALIANA PER L’ARTICO


La Strategia italiana per l’Artico, firmata dai ministeri degli Esteri, della Difesa e della Ricerca, punta su cooperazione internazionale, sostenibilità e sicurezza. L’Italia ribadisce il proprio ruolo di Paese osservatore nel Consiglio Artico e la volontà di contribuire alla stabilità della regione, valorizzando una lunga tradizione scientifica e industriale. Il piano riconosce che l’Artico non è più solo un tema ambientale o di ricerca, ma un’area dove si intrecciano economia, difesa e catene di approvvigionamento globali.

LE AZIENDE ITALIANE GIÀ PROTAGONISTE


In questo quadro, alcune grandi aziende italiane partono in posizione avanzata. Fincantieri ha costruito in Norvegia, tramite Vard, una leadership mondiale nella progettazione e costruzione di navi per ambienti artici e ha investito nelle tecnologie underwater, dalla subacquea alla posa di infrastrutture sottomarine. Leonardo è attiva dal 2019 nel progetto Arcsar, dedicato alla sicurezza e alla gestione delle emergenze in un’area a crescente traffico marittimo. Eni resta un riferimento nel settore energetico, mentre Enel Green Power guarda alle opportunità legate alla geotermia e alle rinnovabili in condizioni estreme.

DALLE RISORSE ALL’EXPORT


La Strategia italiana per l’Artico individua nuove aree di sviluppo nelle telecomunicazioni, nelle costruzioni ad altissima efficienza energetica, nell’eco-design e nell’economia circolare, con un’attenzione crescente alla Groenlandia. Per sostenere questo percorso, il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha annunciato la convocazione di un tavolo dedicato all’Artico che coinvolgerà grandi gruppi e piccole e medie imprese. L’obiettivo è accompagnare le aziende italiane sui mercati del Grande Nord, favorendo investimenti, partnership industriali e opportunità di export. In questo modo la Strategia italiana per l’Artico diventa uno strumento operativo per rafforzare la presenza del sistema produttivo nazionale in una regione destinata a giocare un ruolo sempre più centrale negli equilibri economici globali.

 

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