L'analisi

Bolla dell'intelligenza artificiale, nel 2026 più evidente chi sono i vincitori e i vinti

Secondo Schroders il timore di una bolla speculativa s'intensificherà nei prossimi mesi e i mercati diventeranno più selettivi

di Silvia Longo 16 Gennaio 2026 18:15

financialounge -  intelligenza artificiale mercati Schroders
Il timore di una bolla speculativa nell'ambito dell'intelligenza artificiale spinge gli investitori a interrogarsi sul ritorno economico degli investimenti delle aziende in relazione all'intelligenza artificiale. Secondo l'analisi di Schroders nel 2026 questo fenomeno si intensificherà generando volatilità e divergenze. "I mercati stanno già diventando più selettivi, premiando le aziende con una monetizzazione visibile (ad esempio, il business cloud di Google) e mettendo in discussione quelle con rendimenti meno chiari o meno convincenti (come si è visto sulla scia della relazione sugli utili di Oracle di dicembre)" fa sapere Alex Tedder, CIO Equities, Schroders.

LA TENTAZIONE DI TRATTARE IL "RISCHIO IA" COME UN'UNICA CATEGORIA


Le aziende devono affrontare pressioni competitive, modelli di business ed esigenze di finanziamento  molto diversi tra loro. "Un grave intoppo da parte di un modello linguistico di grandi dimensioni come ChatGPT o Anthropic, dovuto alla concorrenza o a vincoli di finanziamento, colpirebbe senza dubbio il sentiment del settore e farebbe scendere le valutazioni su tutta la linea. Ma i ricavi dell'IA non si accumulano tutti nello stesso posto e la monetizzazione può essere dispersa e nascosta. Questa complessità rende insolitamente probabile un'errata attribuzione sia del rischio sia del valore" spiega Tedder. Inoltre si prevede che l'aumento della divergenza tra le singole aziende, anche quando operano in settori apparentemente simili dello spettro dell' IA, è una tendenza che continuerà.

I RICAVI NON SEMPRE EMERGONO DOVE CI SI ASPETTA


Un aspetto da considerare è che l'intelligenza artificiale viene utilizzata in molti modi con implicazioni molto diverse in termini di ricavi. In alcuni casi, infatti, la monetizzazione è nascosta in ricavi più ampi. Alcuni utenti pagano direttamente per l'IA con abbonamenti o licenze mentre altri accedono a strumenti potenziati dall'IA senza pagare direttamente per questa componente. "Molte aziende stanno implementando l'IA dietro le quinte per proteggere la quota di mercato, favorire la conversione o migliorare l'economia unitaria" spiega Tedder. In generale qualsiasi analisi della monetizzazione dell'intelligenza artificiale richiede un esame dell'intero universo. Quest'ultimo comprende le applicazioni con cui gli utenti interagiscono, gli LLM che le alimentano e l'infrastruttura di calcolo sottostante. Dunque il valore è frutto dei costi per l'accesso al modello e la capacità di calcolo che si traducono in entrate per i fornitori di LLM e e degli hyperscaler, indipendentemente da come pagano gli utenti.

RICAVI DELL'INTELLIGENZA ARTIFICIALE VISIBILI


La prova proviene dalle stesse aziende di LLM ( i modelli linguistici di grandi dimensioni), dove l'utilizzo da parte degli sviluppatori, le licenze aziendali e gli abbonamenti dei consumatori stanno già generando ricavi sostanziali. I ricavi combinati raggiungeranno decine di miliardi di dollari entro pochi anni, alla pari con le aziende di software consolidati. Anche i fornitori di servizi cloud hyperscale stanno registrando una crescita accelerata trainata dai carichi di lavoro dell'intelligenza artificiale. I team di gestione di AWS, Azure e Google Cloud descrivono, infatti, costantemente una domanda superiore alla capacità.

RICAVI DELL'INTELLIGENZA ARTIFICIALE  NASCOSTI


In altri casi i ricavi sono nascosti. Le piattaforme digitali come Meta e Google, spiega l'analisi, usano l'intelligenza artificiale non come un prodotto da vendere ma come strumento per migliorare le prestazioni pubblicitarie e l'engagement. In questo caso il miglioramento è reale, ma non viene etichettato come “ricavo dell'IA”. Lo stesso vale per le aziende che operano in molti settori in cui l'intelligenza artificiale viene utilizzata per migliorare la conversione e la redditività. Questa monetizzazione nascosta è già consistente e spesso sottovalutata.

GLI SCENARI DI "BOOM" O "CROLLO" DELL'INTELLIGENZA ARTIFICIALE


Il team degli economisti di Schroders, spiega Tedder, ha sviluppato due scenari che esplorano come potrebbe svilupparsi un “boom dell'IA” o un “crollo dell'IA”. Entrambi gli scenari presentano potenziali difficoltà per gli investitori e le economie. Nello scenario del “crollo dell'IA”, ad esempio, modellato sul crollo del mercato seguito allo scoppio della bolla tecnologica del 1999-2000, un calo degli investimenti potrebbe innescare una lieve recessione e due anni di stagnazione. Il lavoro, poi, esplora alcune delle incognite più ampie e a lungo termine associate a questa tecnologia trasformativa. Per ora, dato il solido contesto economico, in particolare negli Stati Uniti, i mercati potrebbero continuare la loro marcia al rialzo. "La preoccupazione sul ritorno degli investimenti per il settore dell'intelligenza artificiale è reale e porterà senza dubbio a una maggiore volatilità dei mercati nel 2026. Come nei precedenti cicli di innovazione, diverse aziende legate all'IA, grandi e piccole, potrebbero fallire. Ma i ricavi stanno emergendo. Ci vorrà ben più di qualche delusione per minare il potenziale a lungo termine dell'intelligenza artificiale" conclude l'analisi di Alex Tedder, CIO Equities, Schroders.

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