I numeri

Pensioni, il sistema resta sostenibile ma serve meno assistenzialismo

Presentato l’ultimo rapporto Itinerari Previdenziali che mette in evidenza come nel 2024 siano cresciute le entrate contributive. Sale la spesa previdenziale che supera i 286 miliardi

di Fabrizio Arnhold 15 Gennaio 2026 17:25

financialounge -  Itinerari Previdenziali pensioni transizione demografica
Cresce la spesa previdenziale ma crescono anche le entrate contributive a 260,59 miliardi: il saldo previdenziale, benché negativo migliora, passando da -30,72 miliardi del 2023 a -25,55 dell’ultima rilevazione. I numeri sono quelli del Rapporto “Il Bilancio del Sistema Previdenziale italiano. Andamenti finanziari e demografici delle pensioni e dell’assistenza per l’anno 2024”, presentato alla Camera da Alberto Brambilla, presidente del centro studi e ricerche Itinerari Previdenziali.

PENSIONI, IL SISTEMA REGGE


Dall’ultimo rapporto emerge un quadro del sistema pensionistico sempre in difficoltà ma con qualche spunto positivo sulla tenuta. L’Italia è un Paese che invecchia sempre di più, meno popolazione attiva significa anche meno contributi da pagare. L’aumento dell'occupazione, con un valore pari a 1,4758, contribuisce a migliorare le entrate contributive, che ammontano a 260,59 miliardi. La spesa previdenziale è stata, nel 2024, di 286,14 miliardi (+18,73 rispetto al 2023).



LA SFIDA DELLA TRANSIZIONE DEMOGRAFICA


Se il sistema oggi resta tutto sommato in un sostanziale equilibrio, in futuro le disuguaglianze saranno destinate a crescere. Complice l’invecchiamento della popolazione. Il futuro, quindi, dipenderà dalla capacità di fronteggiare la più grande transizione demografica di tutti i tempi, tenendo sotto controllo sia l’età pensionabile sia l’eccessiva commistione e assistenza degli ultimi anni.

AUMENTANO I PENSIONATI


Il 13simo rapporto di Itinerari Previdenziali mette in luce come il numero globale di pensionati sia aumentato di 75.723 nuovi ingressi rispetto al 2023 (+0,47%), con gli uomini che salgono di 54.927 unità e le donne che incrementano invece il loro numero di 20.796 unità. Nel 2024 il numero di prestazioni pensionistiche è cresciuto di oltre 95mila trattamenti, calano le pensioni indennitarie e crescono quelle assistenziali. Tra il 2008 e il 2024 i trattamenti assistenziali hanno fatto registrare una crescita del +12,48%.

SERVE MENO ASSISTENZIALISMO


“Risulta piuttosto chiaro che le prestazioni assistenziali sono la principale causa dell’aumento del numero dei pensionati”, ha commentato Alberto Brambilla, presidente del centro studi e ricerche Itinerari Previdenziali. “Per quanto riguarda i trattamenti previdenziali è interessante invece notare come nell’ultimo biennio (2023-2024) ci sia stata un’inversione di tendenza, con le pensioni di vecchiaia liquidate in numero maggiore rispetto alle anticipate, il che è positivo perché riduce la spesa e contiene le età di pensionamento”.

IL SOTTILE EQUILIBRIO DEL SISTEMA PREVIDENZIALE


Cosa fare per mantenere il sistema in equilibrio in futuro? “Potrà essere preservato solo con un’applicazione puntuale dei due stabilizzatori automatici già previsti dal sistema, vale a dire adeguamento all’aspettativa di vita dei requisiti di età anagrafica e dei coefficienti di trasformazione”, ha aggiunto Brambilla. “Insomma, sarebbe auspicabile un serio cambio di rotta da parte del nostro Paese che, al momento naviga a vista e senza una bussola, dinanzi alla più grande transizione demografica di tutti i tempi”.

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