Economia Usa

La Financière de l’Echiquier: l’economia Usa regge anche con meno occupazione

Il legame storico tra occupazione e recessione si è indebolito e l’economia americana mostra una nuova resilienza. Ecco perchè secondo l’analisi di La Financière de l’Echiquier

di Giulia Brambilla 15 Gennaio 2026 07:55

financialounge -  economia La Financière de l'Echiquier mercato del lavoro recessione USA
Per decenni, negli Stati Uniti un rallentamento dell’occupazione è stato un segnale quasi certo di recessione. Oggi questo legame sembra essersi indebolito. È quanto emerge da un’analisi di Enguerrand Artaz, strategist di La Financière de l’Echiquier, che mette in discussione uno dei pilastri storici del ciclo economico americano: la relazione diretta tra crescita dell’occupazione e andamento dell’economia.

UN LEGAME STORICO CHE SI È ROTTO


Dalla metà degli anni Cinquanta, ogni volta che la crescita dell’occupazione negli Stati Uniti è scesa sotto l’1% su base annua, l’economia è entrata in recessione entro pochi mesi. Una regola che oggi non sembra più valere. Nonostante la crescita dell’occupazione sia scesa allo 0,4%, gli Stati Uniti non mostrano segnali evidenti di recessione. "La struttura dell’economia americana è cambiata al punto che un mercato del lavoro più debole non implica più automaticamente un forte rallentamento", osserva Artaz. A suo avviso, il mercato del lavoro americano è diventato più resistente rispetto al passato.

IL RUOLO DELLA SPESA PUBBLICA E DEL DEFICIT


Uno dei fattori chiave è il crescente disallineamento tra disoccupazione e deficit pubblico. Storicamente, il deficit aumentava durante le recessioni e si riduceva nelle fasi di espansione. Questo meccanismo si è interrotto a metà degli anni 2010. "Negli ultimi dieci anni il deficit ha continuato a crescere anche con una disoccupazione in calo", spiega Artaz, ricordando riforme e interventi come l’Obamacare, i tagli fiscali dell’era Trump, gli aiuti durante il Covid e i piani di stimolo dell’amministrazione Biden. Una spesa pubblica più strutturale ha reso il mercato del lavoro americano meno flessibile ma anche meno fragile.

LA FINANCIÈRE DE L’ECHIQUIER: MENO OFFERTA DI LAVORO, PIÙ CAUTELA DELLE IMPRESE


Dopo la pandemia, sono cambiati anche gli equilibri tra domanda e offerta di lavoro. Le imprese hanno ridotto le assunzioni, ma la disoccupazione non è salita in modo significativo. Il motivo principale è la contrazione dell’offerta di manodopera, dovuta al calo dell’occupazione tra gli over 55 e alla riduzione dell’immigrazione. "La scarsità di lavoratori spinge le aziende a evitare licenziamenti drastici", sottolinea Artaz. Questo contribuisce a un rallentamento graduale del mercato del lavoro americano, senza effetti immediati sulla crescita.

CONSUMI E CRESCITA: UN EQUILIBRIO ANCORA TENUTO


Resta il rischio che una crescita occupazionale debole freni i redditi e, di conseguenza, i consumi. Tuttavia, secondo l’analisi, le famiglie americane dispongono ancora di margini. L’indebitamento resta contenuto, il tasso di risparmio è superiore ai minimi storici e l’aumento del valore degli asset finanziari sostiene la spesa attraverso il cosiddetto “effetto ricchezza”. "Non è escluso uno scenario nuovo: un’economia americana resiliente anche senza una forte crescita dell’occupazione", conclude Artaz. I prossimi dati diranno se questa trasformazione del mercato del lavoro americano è davvero strutturale.

Trending