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Reddito fisso: AllianceBernstein prevede un 2026 ancora positivo
Scott DiMaggio, Head of Fixed Income, propone 7 strategie: dalla gestione attiva della duration, a un approccio globale ed equilibrato tra tassi e credito, fino alla protezione da picchi di inflazione
di Stefano Caratelli 14 Gennaio 2026 08:00
Dopo un 2025 eccezionale per le obbligazioni, il 2026 confermerà questo andamento, con un’ampia gamma di opportunità sia nei mercati dei tassi che del credito, nel contesto di una crescita globale moderata, con elementi di rischio ancora presenti. E’ l’indicazione di AllianceBernstein in un commento dal titolo “Prospettive del reddito fisso per il 2026: Fondamenta ed equilibrio”, a cura di Scott DiMaggio, CFA, Head, Fixed Income, secondo cui la probabilità di una forte recessione appare inferiore come un’impennata dell’inflazione. Restano i rischi, legati soprattutto ai flussi commerciali, ai dazi e all’IA, che potrebbero creare volatilità e condurre a cicli regionali sempre più divergenti.
DiMaggio prevede che il PIL USA crescerà di circa l’1,75% nel 2026, con maggior dinamicità nella seconda metà dell’anno, ma l’espansione in modo probabilmente disomogeneo: gli investimenti in IA stanno aumentando i profitti e spingendo i mercati, mentre un mercato del lavoro in difficoltà grava sui redditi più bassi. Fuori degli USA, l’adattamento al nuovo regime tariffario con ogni probabilità resterà il tema di primo piano. In Cina, l’economia sta rallentando, mentre l’Europa mostra focolai di resilienza mentre la BCE potrebbe avere margine per tagliare ulteriormente i tassi.
AllianceBernstein indica sette strategie per rendere più solida la componente obbligazionaria del portafoglio, assorbire la volatilità e cogliere nuove opportunità. La prima è gestire attivamente la duration: i titoli di Stato restano la fonte più pura di sensibilità ai tassi e sono essenziali per la liquidità. Ma gli investitori possono assumere duration anche attraverso i mercati cartolarizzati, come obbligazioni garantite da ipoteche, e anche il posizionamento sulla curva è una leva importante.
La seconda è pensare in modo globale con un approccio diversificato, che includa l’esposizione al Regno Unito e all’Eurozona. Quindi concentrarsi sulla qualità del credito, nella convinzione che i livelli di rendimento siano un indicatore più affidabile rispetto ai soli spread. DiMaggio ritiene sensato sottopesare i settori ciclici, società con rating CCC, che rappresentano la maggior parte dei default, e il debito cartolarizzato di qualità inferiore, più vulnerabili in caso di rallentamento economico.
La quarta strategia consiste in un approccio equilibrato tra tassi e credito, che offre una combinazione più solida di resilienza e reddito, mentre la quinta prevede di attenuare la volatilità azionaria con l’High Yield, valido per non compromettere sensibilmente il potenziale di rendimento. La sesta strategia è sfruttare un approccio sistematico basato su diversi fattori predittivi, come il momentum, evitando però di farsi influenzare dai titoli dei giornali che alimentano le emozioni degli investitori.
Infine, la protezione dall’inflazione, con strategie mirate per evitarne l’effetto erosivo. In conclusione, secondo l’esperto di AllianceBernstein, l’insieme di questi approcci creano una base per il reddito fisso più solida e resiliente per il 2026. Diversificazione delle fonti di duration, esposizione bilanciata ai tassi e al credito e un’ampia liquidità forniscono un quadro in grado di assorbire l’incertezza, restando comunque abbastanza agili da cogliere rapidamente le nuove opportunità non appena si presenteranno.
ECONOMIA USA IN RALLENTAMENTO, EUROZONA RESILIENTE
DiMaggio prevede che il PIL USA crescerà di circa l’1,75% nel 2026, con maggior dinamicità nella seconda metà dell’anno, ma l’espansione in modo probabilmente disomogeneo: gli investimenti in IA stanno aumentando i profitti e spingendo i mercati, mentre un mercato del lavoro in difficoltà grava sui redditi più bassi. Fuori degli USA, l’adattamento al nuovo regime tariffario con ogni probabilità resterà il tema di primo piano. In Cina, l’economia sta rallentando, mentre l’Europa mostra focolai di resilienza mentre la BCE potrebbe avere margine per tagliare ulteriormente i tassi.
COME RENDERE SOLIDA LA COMPONENTE OBBLIGAZIONARIA
AllianceBernstein indica sette strategie per rendere più solida la componente obbligazionaria del portafoglio, assorbire la volatilità e cogliere nuove opportunità. La prima è gestire attivamente la duration: i titoli di Stato restano la fonte più pura di sensibilità ai tassi e sono essenziali per la liquidità. Ma gli investitori possono assumere duration anche attraverso i mercati cartolarizzati, come obbligazioni garantite da ipoteche, e anche il posizionamento sulla curva è una leva importante.
APPROCCIO GLOBALE E FOCUS SULLA QUALITÀ
La seconda è pensare in modo globale con un approccio diversificato, che includa l’esposizione al Regno Unito e all’Eurozona. Quindi concentrarsi sulla qualità del credito, nella convinzione che i livelli di rendimento siano un indicatore più affidabile rispetto ai soli spread. DiMaggio ritiene sensato sottopesare i settori ciclici, società con rating CCC, che rappresentano la maggior parte dei default, e il debito cartolarizzato di qualità inferiore, più vulnerabili in caso di rallentamento economico.
HIGH YIELD PER ATTENUARE LA VOLATILITÀ AZIONARIA
La quarta strategia consiste in un approccio equilibrato tra tassi e credito, che offre una combinazione più solida di resilienza e reddito, mentre la quinta prevede di attenuare la volatilità azionaria con l’High Yield, valido per non compromettere sensibilmente il potenziale di rendimento. La sesta strategia è sfruttare un approccio sistematico basato su diversi fattori predittivi, come il momentum, evitando però di farsi influenzare dai titoli dei giornali che alimentano le emozioni degli investitori.
BASE PIÙ SOLIDA E RESILIENTE PER IL 2026 NEL REDDITO FISSO
Infine, la protezione dall’inflazione, con strategie mirate per evitarne l’effetto erosivo. In conclusione, secondo l’esperto di AllianceBernstein, l’insieme di questi approcci creano una base per il reddito fisso più solida e resiliente per il 2026. Diversificazione delle fonti di duration, esposizione bilanciata ai tassi e al credito e un’ampia liquidità forniscono un quadro in grado di assorbire l’incertezza, restando comunque abbastanza agili da cogliere rapidamente le nuove opportunità non appena si presenteranno.
