Il commento
Goldman Sachs Asset Management: “Inflazione Usa stabile, cresce timore per l'indipendenza della Fed”
Per Alexandra Wilson-Elizondo, Global Co-CIO of Multi-Asset Solutions, il dato è risultato più debole delle attese. L'indice dei prezzi al consumo core è al 2,6% rispetto a una previsione del 2,7%
di Silvia Longo 14 Gennaio 2026 12:54
I dati sull'inflazione negli Stati Uniti relativi al mese di dicembre pubblicati ieri sono risultati complessivamente in linea con le attese di mercato. L'inflazione americana si è attestata al 2,7%, in linea con le attese e sullo stesso livello di novembre. Su base mensile i prezzi al consumo sono saliti dello 0,3%.
"La pubblicazione odierna dei dati CPI rappresenta una gradita iniezione di dati concreti in un contesto abituato a pochi dati e tante notizie. Il dato è risultato più debole delle attese, con il CPI core al 2,6% rispetto a una previsione del 2,7%. L’inflazione dei servizi core rimane sopra il 3%, pur mostrando un trend al ribasso. L’inflazione dei beni core sta risalendo lentamente da livelli molto contenuti" fa sapere Alexandra Wilson-Elizondo, Global Co-CIO of Multi-Asset Solutions di Goldman Sachs Asset Management. I dati, nel complesso, confermano lo scenario Goldilocks che descrive una situazione caratterizzata da una crescita moderata e una bassa inflazione.
"È probabile che i dati sull’inflazione siano destinati a non rappresentare più un trigger primario del mercato ma che diventino un vincolo secondario, dato che il mercato è sempre più concentrato sui rischi per l'indipendenza della Federal Reserve. Continuiamo a preferire un approccio long sul rischio, evitando il flusso incessante di notizie e posizionandoci invece su temi duraturi e negoziabili” conclude Alexandra Wilson-Elizondo, Global Co-CIO of Multi-Asset Solutions di Goldman Sachs Asset Management.
INFLAZIONE, IL COMMENTO DI GOLDMAN SACHS ASSET MANAGEMENT
"La pubblicazione odierna dei dati CPI rappresenta una gradita iniezione di dati concreti in un contesto abituato a pochi dati e tante notizie. Il dato è risultato più debole delle attese, con il CPI core al 2,6% rispetto a una previsione del 2,7%. L’inflazione dei servizi core rimane sopra il 3%, pur mostrando un trend al ribasso. L’inflazione dei beni core sta risalendo lentamente da livelli molto contenuti" fa sapere Alexandra Wilson-Elizondo, Global Co-CIO of Multi-Asset Solutions di Goldman Sachs Asset Management. I dati, nel complesso, confermano lo scenario Goldilocks che descrive una situazione caratterizzata da una crescita moderata e una bassa inflazione.
"MERCATO CONCENTRATO SUI RISCHI PER L'INDIPENDENZA DELLA FED"
"È probabile che i dati sull’inflazione siano destinati a non rappresentare più un trigger primario del mercato ma che diventino un vincolo secondario, dato che il mercato è sempre più concentrato sui rischi per l'indipendenza della Federal Reserve. Continuiamo a preferire un approccio long sul rischio, evitando il flusso incessante di notizie e posizionandoci invece su temi duraturi e negoziabili” conclude Alexandra Wilson-Elizondo, Global Co-CIO of Multi-Asset Solutions di Goldman Sachs Asset Management.
