Weekly Bulletin

Arctic Economy, la nuova frontiera della competizione globale

Le rotte dell’estremo Nord cruciali per gli scambi e il posizionamento militare e strategico delle due superpotenze, risorse minerarie strategiche più accessibili, in partita anche l’Italia

di Stefano Caratelli 12 Gennaio 2026 08:00

financialounge -  Arctic Economy Groenlandia Weekly Bulletin
La scorsa estate sottomarini cinesi per la prima volta si sono avventurati nelle profondità del Mar Artico per congiungersi con unità navali di Mosca sulle coste della Russia di fronte all’Alaska, mentre in autunno portacontainer di Pechino hanno raggiunto i porti del Nord Europa percorrendo la rotta artica, impiegando la metà del tempo che sarebbe occorso facendo il percorso tradizionale di Oceano Indiano e Canale di Suez. Lo ha riportato il WSJ , secondo cui la superpotenza rivale degli USA punta sull’estremo Nord del pianeta per acquisire vantaggi strategici in campi cruciali, dalle rotte commerciali, al presidio militare, fino allo sfruttamento di risorse minerarie vitali per lo sviluppo tecnologico, a cominciare dall’IA.

GROENLANDIA QUADRANTE VITALE


In questa nuova partita sulla scacchiera globale la Groenlandia rappresenta un quadrante vitale in un’area molto vasta che spazia dall’Alaska fino alla “terra verde” dei Vichinghi, da cui raggiunsero il Nord America intorno all’anno mille, passando per la lunghissima e frastagliata costa canadese. In questa prospettiva, con la Cina che si dichiara una potenza “quasi Artica”, anche se dichiara obiettivi pacifici, legittimi, e di sviluppo sostenibile, è abbastanza comprensibile l’attenzione di Trump per la Groenlandia, che insieme all’Alaska a Ovest rappresenta l’estremità orientale della “regione artica” del continente americano, se non (per ora) dal punto di vista politico, almeno in termine di conformazione e piattaforme geologiche.

TRUMP IMPEGNATO A CONTENERE LE MIRE CINESI


Nella strategia di Trump mirata a contrastare e contenere l’espansionismo globale cinese, che ha i suoi cardini nel presidio di rotte, porti e risorse strategiche più che nel controllo diretto di territorio, la frontiera artica si aggiunge a quella dell’America Latina, su cui rivendica una specie di protettorato con la dottrina di Monroe rivisitata e corretta, e a quella orientale, dove gli obiettivi principali sono Russia e Iran. A differenza dei suoi predecessori, Trump non si propone di esportare la democrazia, ma di disinnescare in modo chirurgico le minacce, sia politico-militari che economico-commerciali.

UN MIX DI OPPORTUNITÀ E RISORSE STRATEGICHE


L’Arctic Economy rappresenta un mix di opportunità e risorse di ampia scala, che va dall’estrazione di petrolio, gas e minerali, tra cui anche quelli essenziali per le nuove tecnologie come l’IA, come rame, nickel, tungsteno, zinco e platino, fino a potenziali risorse alimentari, legate alla pesca e all’agricoltura resa praticabile dal cambiamento climatico, e anche al turismo, alle energie rinnovabili e ai data center, oltre naturalmente al posizionamento strategico in campo politico-militare. La sola Groenlandia vanta la maggior disponibilità globale di terre rare dopo la Cina. Il tutto fa gola a Pechino, con la Russia che le offre una sponda strategica.

ANCHE L’ITALIA VUOL GIOCARSI LA SUA PARTITA


Quella della Groenlandia in particolare è una partita da 5.000 miliardi di dollari stimati di sole risorse minerarie ed energetiche, che potrebbe coinvolgere anche l’Italia: secondo quanto riportano i media, la Farnesina avrebbe già predisposto un dossier, che sarà presentato a marzo, in cui si ragiona in termini di difesa e soprattutto di economia e energia, con un ruolo chiave assegnato all’Eni, ma anche di cantieristica con Fincantieri e di applicazioni nel settore spaziale e satellitare per lo sviluppo delle rotte artiche.

Bottom line. L’Arctic Economy si aggiunge alla lista delle opportunità di diversificazione che il 2026 si prepara a offrire all’investitore globale in cerca di alternative e complementi a un settore tecnologico USA che ha corso molto. L’onda lunga dell’IA continua ad essere il tema centrale ma non è detto che non possa offrire anche una sponda “polare”.

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