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Venezuela, cosa si aspettano gli analisti: le ricadute su asset e settore petrolifero

Secondo gli esperti, le major petrolifere europee potrebbero essere coinvolte nei progetti per placare l’opposizione dei leader Ue. Focus sul prezzo del greggio e sul settore difesa

di Antonio Cardarelli 6 Gennaio 2026 10:32

financialounge -  economia venezuela
Mentre la situazione politica in Venezuela è ancora fluida, le società di investimento stanno provando ad analizzare le possibili ricadute sul mercato del blitz americano che ha portato all’arresto del presidente Maduro. Ecco una rassegna dei commenti di alcuni esperti ed analisti.

PREZZO DEL PETROLIO


Il petrolio rimane il focus della maggior parte delle analisi. Gli esperti sono concordi nel ritenere che, almeno sul breve termine, non ci saranno ricadute su prezzo e produzione globale. Come spiega Joshua Aguilar di Morningstar, pur avendo riserve più vaste dell’Arabia Saudita, la produzione venezuelana è molto limitata a causa di infrastrutture obsolete e per questo serviranno grandi investimenti e diversi anni prima di vedere un impatto del petrolio del Venezuela sul mercato internazionale. Gli esperti di Banque Lombard Odier & Cie SA prevedono un prezzo del petrolio di 63 dollari al barile a 12 mesi.

IL RUOLO DELLE MAJOR PETROLIFERE EUROPEE


Ashley Kelty di Panmure Liberum passa in rassegna il possibile coinvolgimento delle major petrolifere europee in Venezuela, che potrebbe essere usato anche come strumento politico. A trarre i maggiori benefici saranno ovviamente le società americane, ma queste ultime avranno bisogno di partner europei per ridurre i rischi e, secondo Kelty, Shell e BP potrebbero essere quelle maggiormente favorite. Inoltre, secondo l’esperto, offrire alle major petrolifere europee partecipazioni nei giacimenti venezuelani aiuterebbe a placare l'opposizione dei leader Ue all'intervento del Presidente Trump in Venezuela. Se la francese TotalEnergies o la spagnola Repsol dovessero ottenere una grande opportunità nei giacimenti venezuelani, è improbabile che i loro governi nazionali si oppongano alle azioni di Trump, aggiunge.

RISVOLTI GEOPOLITICI DOPO IL BLITZ IN VENEZUELA


Matthew Aks, analista politico di Evercore Isi, si sofferma sulla portata geopolitica del blitz in Venezuela: "Trump non è interessato a un cambio di regime su vasta scala, sul campo, come le guerre in Iraq e Afghanistan che ha a lungo criticato. Tuttavia, le dichiarazioni di Trump lasciano aperta la possibilità che questo non sarà proprio un fatto unico, come l'attacco all'Iran dell'anno scorso", ha spiegato Aks a CNBC. Gli analisti di Morgan Stanley giudicano l’azione militare Usa uno stimolo, per l’Europa, a rafforzare la spesa nella difesa.

LE CONSEGUENZE SUI BOND


Secondo Felipe Villarroel di TwentyFour Asset Management, la destituzione del presidente venezuelano Nicolas Maduro da parte degli Stati Uniti non avrà un impatto considerevole sulle obbligazioni globali nel breve termine. "Il Venezuela è un Paese piccolo dal punto di vista del PIL e la sua rilevanza nei mercati petroliferi è diminuita, poiché le infrastrutture del Paese sono fortemente sottoinvestite". Tuttavia, una possibile escalation dei conflitti geopolitici in Sud America, Europa e Asia potrebbe far salire l'inflazione e rendere meno appetibili i titoli sovrani. "I portafogli dovrebbero essere liquidi per cambiare rapidamente le esposizioni se necessario, poiché i rischi geopolitici non sono destinati a scomparire".

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