L'analisi
Candriam: ecco come costruire i portafogli obbligazionari del 2026
L’high yield e l’universo del credito privato offrono una forte complementarità, creando opportunità varie e granulari per la costruzione di un investimento diversificato tramite un approccio selettivo e disciplinato
di Leo Campagna 5 Gennaio 2026 11:41
L’high yield e i mercati del credito privato continueranno a offrire opportunità nel 2026. Ne sono convinti Thomas Joret, Deputy Head of High Yield & Credit Arbitrage di Candriam e Charles-Henri Clappier, Partner - Head of KSO France & Business Development di Kartesia, a condizione però di adottare una rigorosa selezione. Nell’high yield, in particolare, gli spread restano contenuti mentre le valutazioni del credito privato, che ha registrato una significativa diffusione tra diversi tipi di investitori, risultano eterogenee.
Restando nel credito privato, emerge una importante differenza tra Stati Uniti ed Europa. In America le dimensioni si stanno ora avvicinando ai 1.400 miliardi di dollari del mercato obbligazionario high yield mentre secondo Preqin, società leader nella fornitura di dati, analisi e insight sui mercati degli alternative assets, il mercato europeo del credito privato dovrebbe raddoppiare le proprie dimensioni e avvicinarsi a quota 1.000 miliardi di euro entro il 2030. “Il principale motore di crescita del mercato europeo è alimentato dalle soluzioni di capitale su misura nel lower-mid market, sia da parte di sponsor di private equity che da operatori non sponsored, poiché le aziende a conduzione familiare cercano finanziamenti personalizzati e non diluitivi” spiega Joret.
Analizzando il mercato del credito privato europeo si nota la segmentazione in base alle dimensioni delle transazioni e alla struttura proprietaria. Sulle operazioni di LBO sponsorizzate da large cap confluiscono ingenti capitali private debt, costante partecipazione del canale bancario e una modesta attività di M&A che alimentano una forte concorrenza che fa pressione sui prezzi e sulle condizioni di emissione. Nell’ambito invece delle transazioni di piccole-medie dimensioni la pressione competitiva è ridotta, soprattutto in quelle senza sponsor. “Si tratta di emissioni contraddistinte da un deal flow soddisfacente e di qualità, con condizioni che garantiscono rendimenti elevati e un forte controllo del rischio” riferisce il manager di Candriam.
Il quale, passando all’high yield, ne sottolinea la resilienza nell’attuale contesto grazie ad un insieme più difensivo rispetto ai cicli precedenti. “La duration, prossima ai minimi storici, riduce la sensibilità ai tassi d’interesse e offre caratteristiche difensive rispetto al resto dello spettro del credito” argomenta il manager che poi segnala la quota importante di emittenti con rating BB (molti dei quali sono fallen angel): un elemento che rende l’esposizione all’high yield molto meno in sofferenza rispetto ai cicli precedenti.
Joret prevede inoltre un aumento delle attività dei fallen angel nel 2026, ma non tale da intaccare il margine di qualità di questa asset class. Il tutto mentre le dinamiche tra domanda e offerta dovrebbero risultare favorevoli. Molte obbligazioni in scadenza non verranno rimpiazzate mentre gli emittenti sono attivamente impegnati nel deleveraging: fattori che dovrebbero provocare una scarsità di titoli piuttosto che un eccesso di offerta. “Nel 2026 dovrebbe aumentare il volume di rifinanziamento degli high yield, sostenuto da una concentrazione di scadenze a breve termine più accentuata, e una ripresa dell’attività complessiva di M&A/LBO. Gli emittenti che ritardano il rifinanziamento a causa dei tassi elevati dovrebbero invece entrare sul mercato quando la Fed taglierà i tassi” specifica il manager di Candriam.
Il quale a livello settoriale segnala infine anche la concentrazione sui settori dell’energia, delle telecomunicazioni, della sanità e delle industrie di base che limita gli investitori high yield nell’esposizione alla disruption causata dall’IA. È vero, ammette Joret che alcune obbligazioni high yield sono emesse da neocloud e hyperscaler, tuttavia la maggior parte della pressione sull'offerta collegata alle criticità dell’IA dovrebbe spostarsi verso il mercato investment grade.
CREDITO PRIVATO: NEGLI USA VICINI AI 1.400 MILIARDI DI DOLLARI
Restando nel credito privato, emerge una importante differenza tra Stati Uniti ed Europa. In America le dimensioni si stanno ora avvicinando ai 1.400 miliardi di dollari del mercato obbligazionario high yield mentre secondo Preqin, società leader nella fornitura di dati, analisi e insight sui mercati degli alternative assets, il mercato europeo del credito privato dovrebbe raddoppiare le proprie dimensioni e avvicinarsi a quota 1.000 miliardi di euro entro il 2030. “Il principale motore di crescita del mercato europeo è alimentato dalle soluzioni di capitale su misura nel lower-mid market, sia da parte di sponsor di private equity che da operatori non sponsored, poiché le aziende a conduzione familiare cercano finanziamenti personalizzati e non diluitivi” spiega Joret.
IL MERCATO DEL CREDITO PRIVATO EUROPEO
Analizzando il mercato del credito privato europeo si nota la segmentazione in base alle dimensioni delle transazioni e alla struttura proprietaria. Sulle operazioni di LBO sponsorizzate da large cap confluiscono ingenti capitali private debt, costante partecipazione del canale bancario e una modesta attività di M&A che alimentano una forte concorrenza che fa pressione sui prezzi e sulle condizioni di emissione. Nell’ambito invece delle transazioni di piccole-medie dimensioni la pressione competitiva è ridotta, soprattutto in quelle senza sponsor. “Si tratta di emissioni contraddistinte da un deal flow soddisfacente e di qualità, con condizioni che garantiscono rendimenti elevati e un forte controllo del rischio” riferisce il manager di Candriam.
L’ATTUALE RESILIENZA DEL MERCATO HIGH YIELD
Il quale, passando all’high yield, ne sottolinea la resilienza nell’attuale contesto grazie ad un insieme più difensivo rispetto ai cicli precedenti. “La duration, prossima ai minimi storici, riduce la sensibilità ai tassi d’interesse e offre caratteristiche difensive rispetto al resto dello spettro del credito” argomenta il manager che poi segnala la quota importante di emittenti con rating BB (molti dei quali sono fallen angel): un elemento che rende l’esposizione all’high yield molto meno in sofferenza rispetto ai cicli precedenti.
RIPRESA DELL’ATTIVITÀ COMPLESSIVA DI M&A/LBO
Joret prevede inoltre un aumento delle attività dei fallen angel nel 2026, ma non tale da intaccare il margine di qualità di questa asset class. Il tutto mentre le dinamiche tra domanda e offerta dovrebbero risultare favorevoli. Molte obbligazioni in scadenza non verranno rimpiazzate mentre gli emittenti sono attivamente impegnati nel deleveraging: fattori che dovrebbero provocare una scarsità di titoli piuttosto che un eccesso di offerta. “Nel 2026 dovrebbe aumentare il volume di rifinanziamento degli high yield, sostenuto da una concentrazione di scadenze a breve termine più accentuata, e una ripresa dell’attività complessiva di M&A/LBO. Gli emittenti che ritardano il rifinanziamento a causa dei tassi elevati dovrebbero invece entrare sul mercato quando la Fed taglierà i tassi” specifica il manager di Candriam.
LIMITATA ESPOSIZIONE ALLA DISRUPTION CAUSATA DALL’IA
Il quale a livello settoriale segnala infine anche la concentrazione sui settori dell’energia, delle telecomunicazioni, della sanità e delle industrie di base che limita gli investitori high yield nell’esposizione alla disruption causata dall’IA. È vero, ammette Joret che alcune obbligazioni high yield sono emesse da neocloud e hyperscaler, tuttavia la maggior parte della pressione sull'offerta collegata alle criticità dell’IA dovrebbe spostarsi verso il mercato investment grade.
