Il punto

Mercati volatili, Neuberger Berman traccia le strategie di lungo periodo

Continuano a piacere settori come IT, servizi di comunicazione o anche industriali di mercati come Giappone, Cina e Corea del Sud

di Leo Campagna 29 Novembre 2025 09:30

financialounge -  investimenti mercati Neuberger Berman
La scorsa settimana ha registrato ribassi marcati in alcuni comparti dei mercati finanziari. In particolare negli Stati Uniti, i titoli ciclici hanno annullato gran parte del rally post-estivo, a differenza di quelli difensivi. Ma non si è trattato di un movimento generalizzato di risk off. I titoli di Stato non solo non hanno messo a segno un rally significativo ma, nel caso dei governativi Giapponesi, i prezzi sono scesi facendo salire i rendimenti, soprattutto sulla parte lunga della curva, fino a livelli che non si vedevano dal periodo successivo alla crisi finanziaria globale. Gli spread creditizi sono rimasti generalmente contenuti e alcune aree, come i mercati emergenti, hanno sovraperformato.

TIMORE DI UN ERRORE DELLA FED COME ACCADUTO A FINE 2018


Ad alimentare la discesa dei listini i timori di un errore di politica economica nel breve termine da parte della Federal Reserve statunitense, simile a quanto avvenuto, ad esempio, a fine 2018. ”A mano a mano che le probabilità di un taglio dei tassi a dicembre sono state rapidamente ridimensionate, anche i listini azionari hanno corretto, soprattutto quelli domestici e più sensibili alla politica monetaria” commenta Maya Bhandari, Chief Investment Officer, Multi-Asset Strategies, EMEA di Neuberger Berman.

LA POLITICA MONETARIA HA GUIDATO IL MERCATO


La manager pur ammettendo che altri fattori, come le preoccupazioni sul credito e sui rendimenti degli investimenti delle aziende in conto capitale e legati all’IA, quest’anno abbiano influito sulle scelte degli investitori, indica nella politica monetaria il principale motore dei rendimenti di mercato per gran parte del 2025. “Un semplice modello statistico che riassume 20 indicatori di mercato in tre grandi temi — crescita, inflazione e politica monetaria — mostra che le aspettative sulla politica della banca centrale hanno prima sostenuto il rally degli asset rischiosi, dopo l’estate, e poi hanno contribuito alla recente fase di vendite” spiega Bhandari.

PIL E SPESA DEI CONSUMATORI USA ROBUSTI


La quale fa presente che il PIL e la spesa dei consumatori statunitensi sono rimasti robusti, scongiurando un rallentamento più forte dell’economia. Inoltre, nonostante l’aumento significativo dei dazi, le aspettative di inflazione espresse dai mercati sono rimaste sostanzialmente stabili durante l’anno. Gli indicatori correnti e anticipatori segnalano infatti una ripresa, non una recessione, per gli Stati Uniti. Inoltre, la combinazione di miglioramenti trainati dalla produttività, e quindi una crescita con bassa inflazione, insieme a un indebolimento del mercato del lavoro consente una politica monetaria più accomodante.

UN CONTESTO FAVOREVOLE AGLI ASSET RISCHIOSI


“Si tratta, nel complesso, di un contesto favorevole agli asset rischiosi e, in particolare, per gli investimenti obbligazionari con una duration più lunga. In ogni caso, puntiamo a sfruttare le fasi di debolezza del mercato per rafforzare le posizioni preferite sia nell’azionario che nell’obbligazionario” riferisce Bhandari. La quale poi rivela una forte convinzione forte dell’Asset Allocation Committee di Neuberger Berman: l’atteso ampliamento delle performance nei mercati azionari allineato alle prospettive degli utili. Un processo che si è evoluto dalle Magnifiche 7 all’S&P 493 un anno fa, estendendosi poi all’Europa, al Giappone e ai mercati emergenti nel corso del 2025.

SELEZIONE SETTORIALE IN GIAPPONE, CINA E COREA


“Di recente abbiamo riportato l’allocazione in Europa al livello neutrale, ma continuiamo a privilegiare l’esposizione agli indici e ai principali settori azionari in Giappone e in alcuni mercati emergenti selezionati” specifica la CIO Multi-Asset Strategies, EMEA di Neuberger Berman. Bhandari, infine, rivela anche le proprie aree preferite nelle quali continua ad assumere un’esposizione al mercato. “Se si confrontano settori come IT, servizi di comunicazione o anche industriali, la performance di mercati come Giappone, Cina e, in particolare, Corea ha superato nettamente quella degli Stati Uniti - conclude Bhandari - a livello settoriale, sia in termini equiponderati sia ponderati per capitalizzazione di mercato”.

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