Azionario e obbligazionario
Schroders scruta oltre il vecchio dibattito sugli investimenti “attivi contro passivi”
Se una soluzione futura per il reddito è quella di offrire sia debito pubblico che privato, la tradizionale contrapposizione tra i due approcci diventa irrilevante. Lo stesso vale per l'azionario, tra listini pubblici e private equity
di Leo Campagna 29 Agosto 2025 19:00

Schroders pone l'accento sugli ultimi 25 anni che sono stati caratterizzati dall'ascesa dell'investimento passivo. Un fenomeno di successo plasmato dal settore stesso, con un'esplosione dei fondi passivi che non replicano indici generali, ma si concentrano invece su temi, stili, regioni o altre sottocategorie. Possono essere passivi, ma il processo che li utilizza come elementi costitutivi di un portafoglio è decisamente attivo.
“Al contempo, altri fattori stanno determinando una rivalutazione della contrapposizione tra l'approccio attivo a quello passivo. Negli ultimi mesi, per esempio, la volatilità dei mercati ha evidenziato il rischio di concentrazione negli indici generali, globali e statunitensi. Quasi tre quarti dell'indice MSCI World sono costituiti da società statunitensi e solo dieci titoli, principalmente tecnologici, ne rappresentano la metà” fa sapere Richard Oldfield, Group ceo, Schroders.
Il manager ammette che la partecipazione passiva al percorso che ha portato a tale concentrazione ha permesso agli investitori che hanno puntato dal 2010 sull'indice S&P500 di incamerare rendimenti annuali di quasi il 14%. Performance che, sommate al rafforzamento del dollaro e al consolidamento del dominio delle azioni statunitensi hanno garantito nette sovraperformance rispetto agli altri mercati mondiali. Una situazione che però ha anche incrementato i pericoli di concentrazione emersi con chiarezza nel sell-off di aprile innescato dai dazi del “Liberation Day” di Trump.
Non a caso, nell'ultimo sondaggio Global Investor Insights Survey di Schroders condotto tra aprile e maggio, tra gli investitori prevale ora un approccio più ponderato e una maggiore necessità di strategia. Nella survey, che raccoglieva le indicazioni di 995 investitori professionali di tutto il mondo che rappresentano 67.000 miliardi di dollari di asset, l'80% degli intervistati ha rivelato la propensione a ricorrere a strategie di gestione attiva nei prossimi 12 mesi. “Gli investitori vogliono ora rafforzare la resilienza dei loro portafogli e intendono farlo diversificando tra aree geografiche, stili e asset class. Inoltre mentre diminuisce l'esposizione al dollaro crescono gli investimenti verso l'Europa, l'Asia o i mercati emergenti” spiega Oldfield.
Nel frattempo è sempre più urgente guardare avanti e affrontare le potenziali insidie di un indice tramite un approccio anticipatorio o contrarian. “Nel corso degli ultimi due decenni, gli asset finanziari sono stati generalmente sostenuti dai fattori macroeconomici (tassi d'interesse bassi, liquidità abbondante, eccezionalità degli Stati Uniti). Attualmente, in un contesto di maggiore volatilità, prevalgono i fattori microeconomici (ad esempio, la resilienza degli utili delle singole società)” riferisce il Group ceo di Schroders. Che indica anche alcune possibili soluzioni come l’approccio value, in cui i titoli sottovalutati offrono un margine di sicurezza, o quello tematico, ancorato a un settore o a una tendenza.
Per quanto riguarda gli investitori alla ricerca di reddito, le obbligazioni potrebbero essere la risposta, o almeno una parte di essa. Tenendo tuttavia conto del sensibile incremento del debito sovrano, una tendenza strutturale che farà aumentare i rendimenti e anche la volatilità del mercato. “Un altro risultato interessante emerso dalla ricerca Global Investor Insight Survey è che il debito privato e le alternative al credito sono attualmente gli asset più interessanti per gli investitori che cercano income. Se una soluzione futura per il reddito è quella di offrire sia debito pubblico che privato, il tradizionale dibattito tra attivo e passivo diventa irrilevante. Lo stesso vale per l'azionario, tra listini pubblici e private equity” commenta Oldfield.
Tutto questo per affermare che è necessario guardare oltre il il vecchio dibattito “attivi contro passivi”. “La tecnologia a registro distribuito (distributed ledger), l'intelligenza artificiale e l'informatica a basso costo stanno proponendo soluzioni di investimento più sofisticate e più tarate sulle specificità degli investitori rispetto alle strutture classiche dei fondi. Per esempio i portafogli degli investitori privati saranno personalizzati in base ai propri obiettivi e alle proprie scadenze mentre i fondi pensione integreranno le preferenze di sostenibilità nella costruzione dei portafogli” conclude il Group ceo di Schroders.
IL RISCHIO DI CONCENTRAZIONE NEGLI INDICI AZIONARI
“Al contempo, altri fattori stanno determinando una rivalutazione della contrapposizione tra l'approccio attivo a quello passivo. Negli ultimi mesi, per esempio, la volatilità dei mercati ha evidenziato il rischio di concentrazione negli indici generali, globali e statunitensi. Quasi tre quarti dell'indice MSCI World sono costituiti da società statunitensi e solo dieci titoli, principalmente tecnologici, ne rappresentano la metà” fa sapere Richard Oldfield, Group ceo, Schroders.
SCHRODERS SPIEGA IL SELL-OFF DI APRILE
Il manager ammette che la partecipazione passiva al percorso che ha portato a tale concentrazione ha permesso agli investitori che hanno puntato dal 2010 sull'indice S&P500 di incamerare rendimenti annuali di quasi il 14%. Performance che, sommate al rafforzamento del dollaro e al consolidamento del dominio delle azioni statunitensi hanno garantito nette sovraperformance rispetto agli altri mercati mondiali. Una situazione che però ha anche incrementato i pericoli di concentrazione emersi con chiarezza nel sell-off di aprile innescato dai dazi del “Liberation Day” di Trump.
IL SONDAGGIO GLOBAL INVESTOR INSIGHTS SURVEY DI SCHRODERS
Non a caso, nell'ultimo sondaggio Global Investor Insights Survey di Schroders condotto tra aprile e maggio, tra gli investitori prevale ora un approccio più ponderato e una maggiore necessità di strategia. Nella survey, che raccoglieva le indicazioni di 995 investitori professionali di tutto il mondo che rappresentano 67.000 miliardi di dollari di asset, l'80% degli intervistati ha rivelato la propensione a ricorrere a strategie di gestione attiva nei prossimi 12 mesi. “Gli investitori vogliono ora rafforzare la resilienza dei loro portafogli e intendono farlo diversificando tra aree geografiche, stili e asset class. Inoltre mentre diminuisce l'esposizione al dollaro crescono gli investimenti verso l'Europa, l'Asia o i mercati emergenti” spiega Oldfield.
APPROCCIO VALUE O TEMATICO
Nel frattempo è sempre più urgente guardare avanti e affrontare le potenziali insidie di un indice tramite un approccio anticipatorio o contrarian. “Nel corso degli ultimi due decenni, gli asset finanziari sono stati generalmente sostenuti dai fattori macroeconomici (tassi d'interesse bassi, liquidità abbondante, eccezionalità degli Stati Uniti). Attualmente, in un contesto di maggiore volatilità, prevalgono i fattori microeconomici (ad esempio, la resilienza degli utili delle singole società)” riferisce il Group ceo di Schroders. Che indica anche alcune possibili soluzioni come l’approccio value, in cui i titoli sottovalutati offrono un margine di sicurezza, o quello tematico, ancorato a un settore o a una tendenza.
GLI INVESTITORI ALLA RICERCA DI REDDITO
Per quanto riguarda gli investitori alla ricerca di reddito, le obbligazioni potrebbero essere la risposta, o almeno una parte di essa. Tenendo tuttavia conto del sensibile incremento del debito sovrano, una tendenza strutturale che farà aumentare i rendimenti e anche la volatilità del mercato. “Un altro risultato interessante emerso dalla ricerca Global Investor Insight Survey è che il debito privato e le alternative al credito sono attualmente gli asset più interessanti per gli investitori che cercano income. Se una soluzione futura per il reddito è quella di offrire sia debito pubblico che privato, il tradizionale dibattito tra attivo e passivo diventa irrilevante. Lo stesso vale per l'azionario, tra listini pubblici e private equity” commenta Oldfield.
GUARDARE AVANTI OLTRE IL VECCHIO DIBATTITO ATTIVI CONTRO PASSIVI
Tutto questo per affermare che è necessario guardare oltre il il vecchio dibattito “attivi contro passivi”. “La tecnologia a registro distribuito (distributed ledger), l'intelligenza artificiale e l'informatica a basso costo stanno proponendo soluzioni di investimento più sofisticate e più tarate sulle specificità degli investitori rispetto alle strutture classiche dei fondi. Per esempio i portafogli degli investitori privati saranno personalizzati in base ai propri obiettivi e alle proprie scadenze mentre i fondi pensione integreranno le preferenze di sostenibilità nella costruzione dei portafogli” conclude il Group ceo di Schroders.