Il caso
Class action contro Booking.com: 15mila hotel europei chiedono risarcimenti
Italia capofila tra i Paesi che partecipano alla battaglia, con circa tremila hotel aderenti. Gli albergatori mirano ad ottenere il 30% più gli interessi sulle commissioni versate
di Annalisa Lospinuso 29 Agosto 2025 11:04

Si intensifica la battaglia tra hotel europei e Booking.com. Oltre 15mila strutture ricettive hanno aderito a una class action continentale, organizzata da HOTREC, Federalberghi e una trentina di associazioni nazionali, per ottenere risarcimenti a causa dei danni subiti dalle clausole anticoncorrenziali sul miglior prezzo (best price). In Italia hanno aderito circa tremila hotel, affermandosi come il Paese con il maggior numero di partecipanti, seguita da Germania, Paesi Bassi, Grecia e Austria.
L’azione legale prende il via sulla base di una sentenza della Corte di Giustizia europea del 2024, che ha dichiarato illegali le clausole di “best price” (parity clauses), ritenendole una pratica anticoncorrenziale. Booking.com era solita vietare agli hotel di offrire tariffe inferiori su altri canali, compresi i propri siti ufficiali.
L’azione legale chiede risarcimenti per il periodo dal 2004 al 2024, stimando compensazioni fino al 30% più interessi sulle commissioni versate a Booking.com durante questi venti anni. Booking.com ha respinto le accuse definendo le affermazioni “inaccurate e fuorvianti”, precisando di non aver ricevuto alcuna notifica formale di class action, ma soltanto comunicazioni da parte delle associazioni. L’azienda sostiene inoltre che le clausole, nel passato, non fossero anticoncorrenziali ma mirate a garantire “prezzi competitivi".
L’azione legale prende il via sulla base di una sentenza della Corte di Giustizia europea del 2024, che ha dichiarato illegali le clausole di “best price” (parity clauses), ritenendole una pratica anticoncorrenziale. Booking.com era solita vietare agli hotel di offrire tariffe inferiori su altri canali, compresi i propri siti ufficiali.
L’azione legale chiede risarcimenti per il periodo dal 2004 al 2024, stimando compensazioni fino al 30% più interessi sulle commissioni versate a Booking.com durante questi venti anni. Booking.com ha respinto le accuse definendo le affermazioni “inaccurate e fuorvianti”, precisando di non aver ricevuto alcuna notifica formale di class action, ma soltanto comunicazioni da parte delle associazioni. L’azienda sostiene inoltre che le clausole, nel passato, non fossero anticoncorrenziali ma mirate a garantire “prezzi competitivi".
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