L'analisi

T. Rowe Price: ecco perché l’intelligenza artificiale è un tema di investimento a lungo termine

Ci sono diverse ragioni che portano a considerare il settore tecnologico e, nello specifico, quello dell’IA interessante per la costruzione del portafoglio nei prossimi mesi, con un focus su semiconduttori e cloud computing

di Fabrizio Arnhold 15 Aprile 2024 12:55
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Ci sono diversi motivi per considerare l’intelligenza artificiale un investimento a lungo termine. Alcuni titoli potrebbero risultare sopravvalutati nel breve, ma allargando l’orizzonte temporale, il settore tecnologico resta interessante per tutto il 2024. “Molti dei titoli tecnologici globali coperti dai nostri analisti stanno registrando un'accelerazione della crescita organica degli utili e un'espansione dei margini operativi, apparentemente destinata a proseguire anche nel 2024”, commenta Rahul Ghosh, Portfolio Specialist Global Equity, T. Rowe Price.

IL RUOLO DEI SEMICONDUTTORI


“L'IA è stata, e potrebbe essere ancora ciclica, ma riteniamo che la sua traiettoria, caratterizzata da una curva a S, sia stata probabilmente sottovalutata dal mercato”, prosegue Rahul Ghosh che sottolinea anche il ruolo dei semiconduttori. “Considerando le relative opportunità, le prime a beneficiarne sono, tra le altre, le aziende coinvolte nell'ecosistema dei chip per semiconduttori avanzati e nelle spese in conto capitale per i semiconduttori (la base della piramide), come NVIDIA, TSMC, ASML, Lam Research. Uno dei modi migliori per trarre vantaggio dall'IA generativa in questo mega-trend è stato quello di sfruttare le ‘pale e i picconi’ e altre parti del livello infrastrutturale”.

FOCUS SULLE INFRASTRUTTURE


T. Rowe Price prosegue la sua analisi, sul secondo livello della piramide, concentrandosi sui fornitori di infrastrutture per l’IA, come Amazon, Apple e Alibaba Cloud, ma anche dagli abilitatori dell’AI come Accenture e Microsoft Azure. “Al terzo livello della piramide si trovano i modelli linguistici fondazionali di grandi dimensioni, come GPT-4 di Open AI, o LLaMA di Meta – precisa Ghosh -. Infine, al vertice della piramide, sono presenti le applicazioni di IA personalizzate, per le quali è meno chiaro chi saranno i vincitori finali”.

NESSUN RISCHIO BOLLA


L’intelligenza artificiale generativa non è una bolla, ma una svolta innovativa tecnologica che offre diverse opportunità da cogliere in ottica investimento. “A livello globale, le prospettive per la tecnologia nel 2024 appaiono piuttosto solide, con una crescita continua dell’IA generativa e una ripresa ciclica del più ampio mercato dei semiconduttori, comprendente pc e smartphone”, spiega il Portfolio Specialist Global Equity di T. Rowe Price. “Naturalmente, questo giudizio favorevole in relazione alla tecnologia dev’essere controbilanciato in rapporto a rischi e alle preoccupazioni a livello macroeconomico più in generale, come un potenziale rallentamento della domanda dei consumatori negli Usa, la lenta ripresa economica cinese e l'escalation delle incertezze geopolitiche in Medio Oriente, in Ucraina e in altre regioni”.

SEMICONDUTTORI E CLOUD


Tra i settori da tenere in considerazione, secondo T. Rowe Price, c’è quello dei semiconduttori, come dimostra l’ultima valutazione di AMD. Ci sono anche opportunità nel cloud computing e software aziendali, grazie alla crescente domanda di soluzioni IT flessibili e scalabili. “Anche le aree del comparto fintech potrebbero mostrare una certa solidità, motivo per cui continuiamo a impegnarci nel settore”, aggiunge il gestore di T. Rowe Price. “L'e-commerce ha continuato ad accelerare dopo la reflazione seguita alla pandemia e le società nel comparto fintech sono più disciplinate a livello di spese di gestione”.

OCCHIO ALLE VALUTAZIONI


I rischi all’orizzonte, anche per il settore dell’IA, sono le valutazioni eccessive di alcuni titoli più popolari ma anche il rischio di in rallentamento ulteriore dell’economia cinese che potrebbe frenare la domanda globale di prodotti tecnologici. “Da ultimo, anche il rischio normativo rimane una sfida per il comparto. Mentre i governi cercano di adattarsi all’adozione più diffusa dell'IA e alla più ampia disponibilità di dati, per l'IA permane il rischio di un aumento delle normative governative in materia di privacy dei dati, questioni correlate all’antitrust e sicurezza nazionale, nonché di potenziali maggiori oneri e costi di conformità per le società tecnologiche. “Tuttavia, continuiamo a ritenere che il tema dell'IA sia più grande di quanto percepito da molti investitori e che possa generare rendimenti e spese in conto capitale esponenzialmente maggiori di quanto previsto dal mercato”, conclude Rahul Ghosh.
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