Il programma

Al via la terza edizione di Project Female Founder, l’iniziativa di UBS per le fondatrici di start-up

Il progetto punta alla creazione di un ecosistema di supporto per affrontare il divario di genere nei finanziamenti

di Redazione 12 Aprile 2024 12:28
financialounge -  gender gap Project Female Founder 2024 UBS
UBS ha annunciato il lancio del Project Female Founder 2024. Il programma, della durata di un anno, è dedicato alla fondatrici di start-up nella fase iniziale del loro progetto, con lo scopo di favorirne l’accesso al capitale. Il Project Female Founder, portato avanti con i partner Fortuna, Coralus e Live True, è direttamente collegato al Female Founder Award di UBS, il premio pensato per la nuova generazione di aziende a guida femminile che fornisce l’accesso all’ecosistema venture di UBS.

FOCUS SUL TUTORAGGIO E SUL NETWORKING


Il programma, giunto alla terza edizione, affronta tutti gli aspetti necessari a raccogliere capitali di serie A e a preparare una strategia di finanziamento personalizzata che consenta di sfruttare le opportunità migliori. Le partecipanti verranno seguite dai client advisor di UBS e avranno accesso alla rete globale Coralus, un ecosistema focalizzato sul tutoraggio e sul networking, per sviluppare relazioni in grado di garantire il supporto necessario per avere successo. UBS invita poi “mentori” provenienti dal mondo del venture capital, da quello del crowdfunding, oltre a investitori privati ed esperti in ambito legale.

ADESIONI IN AUMENTO: PIÙ 70% PER IL 2024


Per l’edizione 2024, le candidature al Project Female Founder sono aumentate del 70%, raggiungendo quota 75; è cresciuta anche l’adesione dei client advisor di UBS, che nel 2024 saranno 60 e proverranno da tutto il mondo: 'America Latina, Stati Uniti, Canada, Europa, Medio Oriente e Asia Pacifica. “Al terzo anno di Project Female Founder, è ormai evidente come la rete imprenditoriale di UBS e la guida dei nostri specialisti offrano nuove opportunità per quanto riguarda il tutoraggio e il finanziamento” ha affermato Emma Wheeler, Head of Women’s Wealth di UBS Global Wealth Management. “Si tratta di una leva importante per il percorso di crescita delle fondatrici, vitale per il loro successo. In qualità di gestori patrimoniali, potremmo non avere sempre le soluzioni finanziarie per sostenere questa fase iniziale di crescita: ma la possibilità di costruire relazioni ha un valore significativo.”

SENZA DIVARIO DI GENERE, IL PIL GLOBALE AUMENTEREBBE TRA IL 3 E IL 6%


Nel 2021, UBS ha pubblicato un rapporto dal titolo "The Funding Gap: Investors and Female Entrepreneurs", in cui si esaminavano le ragioni alla base del divario di finanziamento tra uomini e donne nel mondo imprenditoriale, e si identificavano possibili soluzioni per ridurlo. Il rapporto evidenziava che se il divario fosse colmato, il Pil globale aumenterebbe tra il 3% e il 6%, e cioè di una cifra tra i 2,5 e i 5 trilioni di dollari. Si sottolineava anche che investire nelle imprese guidate da donne rappresenta una buona opportunità per gli investitori: in media generano 78 centesimi ricavi per dollaro investito, rispetto ai 31 centesimi delle aziende a guida maschile.

“RACCOGLIERE CAPITALE È SEMPRE PIÙ IMPORTANTE”


Affrontare il deficit di finanziamento per le fondatrici e le imprenditrici rappresenta insomma un potenziale impulso per l’economia e un’importante opportunità non sfruttata per gli investitori. “Nel corso dei miei vent’anni di carriera nei mercati dei capitali, ho fornito consulenza a molte aziende in materia di finanziamenti nella fase iniziale”, ha spiegato Delilah Panio, fondatrice e CEO di Fortuna. “Con il programma Funding Investor Readiness aiutiamo le donne ad accedere a quel capitale che è di vitale importanza per una start-up appena nata: data l’evoluzione del mercato, oggi è più importante che mai che le donne abbiano gli strumenti per raccogliere capitale”. Ana Mahony, fondatrice e CEO di Addition Wealth e vincitrice dell'UBS Female Founder Award 2023, ha affermato: “Sono orgogliosa della forte comunità di donne che sostiene e costruisce la nostra organizzazione, incluse quelle venture capitalist che hanno firmato i nostri primi assegni e continuano a investire su di noi”.
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