L'analisi

RBC BlueBay AM traccia una tabella di marcia del rischio geopolitico nel 2024

I periodi di volatilità persistente offrono enormi opportunità per gli investitori: il panorama politico si presta a chi adotta un approccio attivo, in grado di manovrare efficacemente il rischio geopolitico

di Leo Campagna 18 Marzo 2024 10:32

financialounge -  BlueBay Asset Management Fixed Income geopolitica Malin Rosengren mercati
Mai così tante persone sono state chiamate a votare nel mondo come è previsto per quest’anno. In quest’ottica, Malin Rosengren, BlueBay Portfolio Manager, analizza perché, per gli investitori, il rischio geopolitico quest’anno è senza precedenti e non può essere sottovalutato, in quanto la direzione della ‘democrazia globale’ incide direttamente sui premi di rischio nei mercati dei titoli di Stato. La valanga di elezioni anticipate ha infatti importanti implicazioni per la politica fiscale. I governi in carica competono per assicurarsi il sostegno della propria base elettorale e spesso accantonano gli sforzi di consolidamento fiscale a favore di misure di spesa più generose negli anni elettorali.

UNA TABELLA DI MARCIA PER GLI INVESTITORI


“Una dinamica che avviene in un momento in cui gli aggiustamenti fiscali anticiclici sono cruciali a livello globale, per mantenere la sostenibilità del debito e aprire spazio politico per contrastare gli impatti di future recessioni economiche” spiega Rosengren. Pertanto, non è solo una questione di rischi fiscali legati alle elezioni, ma anche di ciò che verrà dopo e di come gli investitori possono affrontare questa tabella di marcia piena di incertezza.

REGNO UNITO: PUNTARE SUL RIBASSO DEI PREZZI DE I GILT


Nel Regno Unito, la possibilità del Partito Conservatore di mantenere il potere alle prossime elezioni autunnali sono scarse in assenza di una manovra coraggiosa. Tuttavia, l’inflazione persistente impedisce alla Banca d’Inghilterra (BoE) di allentare la politica monetaria mentre la crescita deludente e gli elevati livelli di debito hanno compromesso gli squilibri fiscali. Ma, forse, ciò che più preoccupa è la direzione che prenderà la politica fiscale sotto un governo laburista. “Gli accresciuti rischi fiscali che si estendono fino alla fine dell’anno suggeriscono opportunità per shortare i Gilt (puntare sul ribasso dei prezzi) in previsione che ulteriori premi di rischio vengano scontati nei rendimenti, con il segmento a lungo termine particolarmente vulnerabile, dati i rischi di ulteriore offerta di titoli sul mercato” argomenta la BlueBay Portfolio Manager.

STATI UNITI, LA SPESA FISCALE RESTERÀ  SOSTENUTA


Nel frattempo, gli Stati Uniti si avviano verso le elezioni presidenziali, con quella che è probabilmente la peggiore situazione fiscale delle economie avanzate. L’amministrazione Biden ha rilanciato l’economia con massicce spese fiscali, che sono state il fattore più significativo alla base della sovraperformance dell’economia statunitense rispetto al resto del mondo negli ultimi anni. In vista di un’altra elezione molto combattuta tra i Democratici, è probabile che questa dinamica non cambi. “L’economia statunitense continuerà pertanto a essere sostenuta dalla spesa fiscale nel corso dell’anno, il che incoraggerà ulteriormente la persistenza dell’inflazione dei servizi a fronte del ciclo di inasprimento della Fed” specifica Rosengren.

COME POSSONO POSIZIONARSI GLI INVESTITORI


Un contesto di questo tipo suggerisce cautela anche perché sembra prematura la previsione di un ciclo di allentamento aggressivo. “Vediamo valore nell’irripidimento della curva dei tassi e ci aspettiamo che il mercato prezzi premi a termine più elevati per tenere conto delle forti pressioni inflazionistiche e delle pesanti misure fiscali, nel contesto di un’offerta netta di titoli del Tesoro record anche alla luce della stretta quantitativa della Fed” sottolinea la manager. Secondo la quale, se vincesse Trump, probabilmente i vincoli fiscali negli Stati Uniti continuerebbero ad essere estesi per consentire ulteriori stimoli all’economia. Probabili pure una serie di dazi aggiuntivi sulle importazioni, una politica estera aggressiva e la fine ai finanziamenti esterni per questioni come l’Ucraina.

I RISCHI DERIVANTI DALLE RELAZIONI USA-CINA


“I rischi derivanti dalle relazioni USA-Cina acquisiranno importanza, poiché si combinano con le priorità del presidente cinese Xi che punta ad uno spostamento dall’economia verso un’enfasi sulla sicurezza. Ciò favorisce un dollaro forte, in particolare nei confronti dei vicini più vulnerabili come il peso messicano e fa sembrare vulnerabile il credito ucraino” argomenta Rosengren.

L’EUROPA, UN FARO SI STABILITÀ IN UN ANNO DI INCERTEZZA


La manager ritiene infine l’Europa un faro di stabilità in un anno di elevata incertezza, tutelato da un solido quadro europeo. “Alle elezioni del Parlamento europeo una coalizione centrista dovrebbe ancorare il prossimo ciclo legislativo anche perché i nazionalisti non lavorano bene insieme. Saranno favoriti gli spread europei, nonostante i rischi esterni derivanti dal conflitto in Ucraina e dalla Cina” puntualizza Rosengren convinta che, in generale, il panorama politico si presti agli investitori che adottano un approccio attivo, in grado di manovrare efficacemente il rischio geopolitico.

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