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Direttiva Case Green, da Europa stop a caldaie a gas. Via anche gli incentivi

Dal 2025 niente bonus fiscali per le caldaie, restano quelli per gli impianti ibridi. Dal 2040 divieto di installazione e utilizzo delle caldaie a combustibili fossili. Prevista una spesa fino a 50mila euro a edificio

di Davide Lentini 13 Marzo 2024 14:43
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Le case europee dovranno essere green. Lo ha deciso il Parlamento europeo dopo un anno di discussioni e trattative approvando una direttiva che prevede emissioni zero entro il 2050 per tutte le abitazioni Ue, con una serie di scadenze per raggiungere l’obiettivo gradualmente.

STOP AGLI INCENTIVI FISCALI


Secondo la direttiva, che ora deve essere approvata formalmente anche dal Consiglio europeo, dal prossimo anno non si potrà più usufruire degli incentivi fiscali per sostituire le caldaie a gas, che dal 2040 non potranno più essere installate e non potranno più essere utilizzate. Il provvedimento interessa gli edifici nel loro complesso, per cui saranno i condomini a dover sostituire gli impianti.

AGEVOLAZIONI PER GLI IMPIANTI IBRIDI


Via gli incentivi per il cambio delle caldaie a gas, arrivano quelli per sostenere il passaggio a sistemi di riscaldamento e raffreddamento alimentati da energie rinnovabili. Quindi, dal 1’ gennaio 2025, per sostituire la caldaia a metano non si potrà più contare sugli sconti fiscali, previsti da quella data solo per i sistemi ibridi, ovvero per gli impianti costituiti da caldaia abbinati a una pompa di calore, in modo che possano essere utilizzati anche senza sostituire i radiatori. L’ecobonus prevede un rimborso del 65% della spesa, con detrazione fiscale in 10 anni. In Italia ci sono 19 milioni di caldaie a gas, di cui 7 milioni in funzione da più di 15 anni.

GLI OBBLIGHI PER GLI EDIFICI PUBBLICI


La direttiva Ue prevede obblighi anche per gli edifici pubblici: dal 2026 al 2030 tutti quelli di nuova costruzione dovranno installare pannelli solari, in modo graduale. Mentre dal 2030 tutte le nuove costruzioni residenziali dovranno essere realizzate a emissioni zero. Obbligo che per gli edifici pubblici scatta due anni prima, del 2028.

PRIORITÀ PER 5 MILIONI DI CASE


In Italia si stima ci siano 12,2 milioni di edifici residenziali, di cui la metà nelle classi energetiche più basse. Questi, in particolare, dovranno adeguarsi alla direttiva sulle case green entro il 2030/2035. Il provvedimento, infatti, prevede che le emissioni calino del 16% entro il 2030 e del 20/22% entro il 2035, con un ulteriore vincolo: la riduzione del consumo energetico deve essere raggiunto ristrutturando il 43% delle abitazioni oggi più inquinanti. In Italia sono circa 5 milioni e saranno le prime a dover cambiare le caldaie.

SPESA TRA I 20 E I 50MILA EURO


Il nostro Paese è uno dei più colpiti dal provvedimento europeo: oltre 9 milioni dei nostri edifici residenziali, sui 12,2 milioni presenti, non soddisfano neppure le garanzie energetiche minime richieste dalla normativa sul risparmio energetico del 2005. Secondo una stima, gli interventi per adeguarsi alle nuove disposizioni potranno costare dai 20mila ai 50mila euro a edificio.

GLI EDIFICI ESONERATI


La direttiva Ue sulle case green esonera da questi obblighi alcune strutture: sono gli edifici sottoposti a vincoli, quelli religiosi, le seconde case usate per meno di 4 mesi l’anno, gli immobili della difesa e quelli più piccoli di 50 metri quadri.
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