Valutazioni e scommesse

Passata la febbre di Borsa per le auto elettriche?

Finita la fase pionieristica dei progetti futuri e dei multipli stellari in Borsa, ora anche sui mercati si comincia a prezzare in modo più normale e prudente un settore che da prateria da conquistare è già diventato molto competitivo

di Controredazione 4 Marzo 2024 14:29
financialounge -  auto elettriche borsa Contrarian
Ci sono mercati che sono la grande promessa futura, la frontiera, l’innovazione del domani, con conseguenti mirabolanti valutazioni in Borsa, con multipli stellari perché i mercati, si sa, prezzano il futuro o almeno ci provano. È successo con i cellulari, tanto per fare un esempio classico, e in tempi recenti con l’auto elettrica. Poi di solito dopo la fase pionieristica, proprio quando il nuovo settore prima solo immaginato comincia a concretizzarsi, sui mercati finanziari tende a passare l’eccitazione e si torna a valutazioni “normali”. Sta iniziando a succedere con l’auto elettrica?

IL SETTORE SI NORMALIZZA E CRESCE LA COMPETIZIONE


E, sì, perché quando il mercato comincia a concretizzarsi vuol dire che non c’è più una nuova frontiera su cui scommettere, ma un settore normale come tutti gli altri da valutare nei numeri. C’è meno “hype”, perché quella cosa che sembrava una volta fantascienza ora è comune (successe perfino per il forno a microonde…), e soprattutto, se nella prima fase c’erano come si dice “lepri in fuga”, poi è arrivata la concorrenza di molti; altri nuovi operatori o vecchi brand che si adeguano al nuovo. Esattamente quello che sembra iniziare a succedere sul mercato dell’auto elettrica: Tesla ha rappresentato sicuramente la lepre visionaria e veloce, il game changer, ma ora arrivano tutti gli altri o almeno ci provano cercando di prendersi la propria fetta di torta. Il mercato non è più una grande e libera prateria, ma diventa molto competitivo, quindi più difficile economicamente. Questo è il punto.

BRAND CHE ARRIVANO E BRAND CHE LASCIANO


Ci sono i molti brand cinesi, che preoccupano tanto in Occidente e fanno paura allo stesso Musk, a partire da Byd, che ora fa pure elettriche di lusso. E ci sono le altre case storiche che sono corse ad adeguarsi, a partire da Volkswagen e Renault. I francesi ad esempio hanno appena lanciato la Renault 5 a 25mila euro. Perché in un mercato che diventa appunto “normale” non servono solo auto costose per pochi, ma elettriche popolari per il mass market. Qui si giocherà la sfida che ora da "futuribile" diventa industriale. E una Volvo che riduce la sua quota in Polestar o, ancora di più, Apple che in modo abbastanza clamoroso rinuncia al suo attesissimo progetto di auto elettrica sono segnali proprio di un mercato che si normalizza, che non è più frontiera visionaria, ma lotta day by day su costi, ricavi e margini. Meno futuro da disegnare su un foglio bianco, più conti da far quadrare ogni giorno su un foglio a quadretti.

PRUDENZA SUI TITOLI DEL SETTORE


Tutto questo per dire cosa? Che forse sta finendo l’era dei multipli di Borsa esagerati sull’auto elettrica (che come il microonde a suo tempo diventa comune e infatti non ti sorprendi più quando ne vedi una in strada) e che di conseguenza bisogna andarci ancora più prudenti quando si investe sui titoli del settore auto, su quelli finora più premiati dalla promessa elettrica. Il mercato non prezza più tanto il futuro, perché il futuro è arrivato, e ora si valutano i numeri della messa a terra dei business plan. La nuova frontiera si è spostata, insieme all’hype, ora è quella dell’intelligenza artificiale: lì adesso è la sbornia dei mercati. In attesa, ovviamente, della “next thing”, della prossima cosa per cui sognare. Succede sempre così.
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