La ripresa del Giappone

Man Group: ''Il record del Nikkei non è una nuova bolla, ma il mercato è ancora limitato''

Nonostante la recessione di inizio anno, il Giappone è sulla strada di una solida ripresa. Il prossimo indizio potrebbe arrivare dal record del Topix: significherebbe che è in atto una ripresa su larga scala

di Davide Lentini 1 Marzo 2024 17:24

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Lo scorso 22 febbraio, dopo 34 anni, l’indice Nikkei 225 ha prolungato il suo rally e ha finalmente segnato un nuovo record dal dicembre 1989. Dopo l'entusiasmo iniziale si sono susseguite una serie di domande sulla possibilità di essere vicini ai livelli tipici di una bolla, ricordando soprattutto quanto accaduto l'ultima volta. Per Emily Badger, Portfolio Manager del team Japan CoreAlpha di Man Group, la risposta è negativa.

LE DIFFERENZE CON LA BOLLA DI FINE ANNI '80


“Il contrasto tra la situazione generale e le valutazioni durante la bolla di fine anni '80 e il contesto attuale non potrebbe essere più netto - spiega - Nel 1989 il boom del mercato ha portato il Giappone a rappresentare il 37% delle azioni globali per capitalizzazione di mercato. Il Nikkei 225 era scambiato a 60 volte gli utili nei 12 mesi precedenti e aveva un rapporto prezzo/valore contabile di oltre 8 volte”. Nonostante il nuovo massimo e un aumento di quasi il 17% dall'inizio dell'anno, oggi il Nikkei 225 scambia a circa 16 volte il suo rapporto prezzo/utili, due volte il suo rapporto prezzo/valore contabile, e il 37% delle società incluse nell'indice Nikkei 225 ha un prezzo di mercato inferiore al suo valore contabile.

LE RAGIONI DEL RECORD DEL NIKKEI


L'aumento dell’indice Nikkei oltre i massimi visti durante la bolla è stato favorito da una moltitudine di fattori: un'economia che sta uscendo da tre decenni di deflazione, autorità concentrate sulla creazione di un ciclo virtuoso di aumento dei salari e dei prezzi, sostenute anche dalla "nuova forma di capitalismo" da parte del Primo Ministro Fumio Kishida e dalla richiesta della Borsa di Tokyo di migliorare il valore aziendale e l'efficienza del capitale. “Un insieme unico di venti di coda che hanno spinto contemporaneamente il mercato azionario giapponese e l'interesse degli investitori stranieri per l’area geografica - commenta Badger - Con questo massimo simbolico per il Nikkei, ci sono anche segnali incoraggianti che indicano che gli investitori nazionali stanno gradualmente spostando la loro attenzione verso il loro mercato”.

MA PER ORA RESISTE LA RECESSIONE


L’ottimismo degli investitori, soprattutto quelli rimasti fedeli fin dall'epoca della bolla giapponese, non sembra riflettersi almeno per ora anche sull'economia del Paese. All'inizio del mese, infatti, il Giappone è entrato in recessione: il Pil reale si è contratto a un tasso annualizzato dello 0,4% nel quarto trimestre del 2023, dopo un calo del 3,3% nel terzo trimestre. “A nostro avviso - spiega Emily Badger - si tratta di una recessione tecnica, in gran parte determinata dall'indebolimento dei consumi interni (alimentati da una mini-crisi del costo della vita), dal ritardo degli aumenti salariali e dal rinvio dei CapEx da parte delle aziende a causa della carenza di manodopera e dei costi più elevati”.

LA QUESTIONE SALARI


La crescita dei salari rimarrà il fattore chiave nel medio termine per garantire che il Giappone sia davvero uscito dalla deflazione strutturale che ha soffocato l'economia per tre decenni e poter passare a un'era di crescita costante e sostenibile. “È ancora presto, ma i segnali sono positivi”, dice la Portfolio Manager di Man Group. Le principali aziende giapponesi, tra cui Honda Motor e Aeon Group, hanno concordato questa settimana di soddisfare pienamente le richieste dei loro sindacati nelle trattative salariali di quest'anno, che inizieranno in primavera.

GLI ACCORDI PER GLI AUMENTI


Honda, che ha raggiunto un accordo nella prima tornata di trattative per il secondo anno consecutivo, ha accettato un aumento del 5,6%. Aeon, un importante rivenditore al dettaglio e il più grande datore di lavoro giapponese di personale part-time, ha soddisfatto pienamente le richieste dei sindacati e ha raggiunto un accordo una settimana prima rispetto al 2023. I salari dei lavoratori a tempo pieno aumenteranno del 6,4%, superando il 5% dello scorso anno, mentre i lavoratori part-time riceveranno un aumento del 7% della paga oraria.

LE PRESSIONI DEL GOVERNO


Alimentate in parte dalla necessità di trattenere i lavoratori altamente qualificati, queste mosse sono in linea con le pressioni del governo per mettere più soldi nelle tasche dei lavoratori. Per quanto il ritorno dell'inflazione possa essere gradito a livello macroeconomico, ha portato a una crisi del costo della vita per i comuni cittadini giapponesi e ha alimentato il malcontento nei confronti del governo.

VERSO LO STOP AI TASSI NEGATIVI


Questa tendenza è quindi favorevole a un'uscita della BoJ, la Banca del Giappone, dalla sua politica di tassi di interesse negativi e di controllo della curva dei rendimenti nel breve termine, dato il suo approccio lungimirante. Questo potrebbe anche contribuire a spiegare perché il mercato non si è lasciato scoraggiare dalla notizia della recessione.

LA SPINTA DELLA BORSA DI TOKYO


A parte i fattori macro, la ragione principale della recente e potenziale forza del Giappone è la rivoluzione della corporate governance guidata dalla Borsa di Tokyo. L'impulso continua a crescere.

LA RISTRUTTURAZIONE DELLE SOCIETÀ FINANZIARIE


Nel settore assicurativo danni, l'Autorità per i Servizi Finanziari (Fsa) sta esercitando pressioni sulle società affinché eliminino le partecipazioni incrociate in seguito ai recenti scandali di collusione. I tre maggiori assicuratori del ramo danni in esame hanno già in atto piani per ridurre gradualmente le loro partecipazioni incrociate, pari a quasi 8 trilioni di yen, ma secondo quando deciso dalla Fsa hanno tempo solo fino alla fine di febbraio per presentare piani di dismissione accelerati. Questa spinta normativa è stata accolta positivamente dal mercato, con le società interessate che hanno registrato un aumento del 13-25% dei loro titoli nel corso della settimana.

I PIANI DI MIGLIORAMENTO AZIENDALE


Di questo sviluppo, secondo l’economista di Man Group, potrebbero beneficiare anche altri titoli finanziari, come banche, assicurazioni sulla vita e broker, che detengono ancora partecipazioni incrociate significative. La Borsa di Tokyo continua a monitorare e pubblicare l'elenco delle società che hanno divulgato adeguatamente i piani di miglioramento del valore aziendale. “Con la stagione delle assemblee generali di giugno - spiega Emily Badger - ci si aspetta che altre società rendano noti i loro piani, rafforzando ulteriormente la fiducia degli investitori e mantenendo i riflettori puntati sulle aziende giapponesi”.

MERCATO LIMITATO ALLE TOP CAP


Secondo la Portfolio Manager del team Japan CoreAlpha di Man Group, gli investitori stranieri hanno chiaramente preso nota dei miglioramenti radicali che le aziende stanno cercando di realizzare. Ma con una liquidità limitata (solo 220 titoli hanno un valore medio giornaliero scambiato superiore a 20 milioni di dollari in Giappone), gli acquisti si sono concentrati sulle Top Cap e l'ampiezza del mercato è rimasta incredibilmente limitata negli ultimi 15 mesi. I nomi legati ai semiconduttori sono stati uno dei principali driver del mercato nelle ultime settimane, rispecchiando la tendenza globale.

IN ATTESA DEL RECORD DEL TOPIX


“Ciò ha contribuito a spingere il Nikkei 225 oltre i massimi del 1989, precedendo il più ampio indice Topix, che riflette maggiormente l'andamento delle imprese giapponesi e non è troppo lontano dai massimi storici - conclude Emily Badger, Portfolio Manager del team Japan CoreAlpha di Man Group - Un record del Topix segnalerebbe che è in atto una robusta ripresa su larga scala”.

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