Geopolitica

Elezioni nel 2024: le possibili ricadute per mercati finanziari e valute

Nei prossimi mesi la metà della popolazione mondiale andrà al voto. L’attesa maggiore è per gli Usa, ma anche le tornate elettorali in Messico, India e Corea del Sud tengono i mercato con il fiato sospeso: l’analisi di RBC BlueBay

di Antonio Cardarelli 28 Febbraio 2024 16:10
financialounge -  donald Trump elezioni RBC BlueBay AM
Nel 2024 circa 4,2 miliardi di persone in 50 Paesi andranno al voto. Nei prossimi mesi si recherà alle urne la metà della popolazione mondiale oppure, guardando con la lente dei mercati, il 68% della capitalizzazione mondiale. Alcune di queste tornate elettorale possono avere pesanti ricadute sugli equilibri geopolitici globali, sia in termini positivi che negativi. Dijana Jelic, Product Specialist, RBC BlueBay, ha passato in rassegna i prossimi appuntamenti, soffermandosi in particolare sulle elezioni americane e messicane.

USA: TRUMP-CINA, COSA PUÒ SUCCEDERE


Negli Usa, spiega l’esperta, la vittoria di Donald Trump sembra sempre più probabile. Ma le conseguenze sui rapporti con la Cina potrebbero essere leggermente positive, almeno stando a quanto dichiarato finora da Trump. Nonostante le attese di un allentamento, sotto la presidenza Biden si è assistito a un aumento della tensione tra Washington e Pechino. Con Trump, analizza Jelic, “l'attenzione potrebbe tornare a concentrarsi sul commercio e sulla stipula di accordi”. Discorso diverso per i rapporti tra Usa e Messico, che in caso di vittoria di Trump potrebbero tornare a diventare molto tesi, come accaduto nel primo mandato del presidente repubblicano. Tuttavia, sottolinea l’esperta, dopo una prima fase di incertezza e volatilità la reciproca dipendenza dei due Paesi sul piano degli scambi commerciali dovrebbe portare a un contenimento del rischio.

DUE DONNE IN LIZZA IN MESSICO


Proprio in Messico, il 2 giugno, sono in programma le elezioni generali, con gli elettori chiamati a scegliere tra due donne con Claudia Sheinbaum, sostenuta dal presidente uscente Andres Manuel Lopez Obrador, favorita. L’esperta di RBC BlueBay non prevede cambiamenti drastici a livello politico tranne, forse, maggiori investimenti e riforme nel settore energetico. La speranza è che il Messico possa recuperare il terreno perso nel settore dell’energia verde. I rapporti con gli Usa potrebbero subire un cambiamento in caso di vittoria dell’altra candidata, Xóchitl Gálvez, se quest’ultima dovesse assumere posizioni più decise su immigrazione e commercio. Nonostante il voto in Messico, secondo Jelic il futuro del Paese centroamericano potrebbe dipendere di più dall’esito delle elezioni di novembre negli Usa perché una vittoria di Trump aumenterebbe le tensioni con conseguenti pressioni sul piano valutario, come successo già nel 2016. Ma, conclude l’esperta, considerate l'interdipendenza di USA e Messico in termini di scambi commerciali e la stipula dell'Accordo nordamericano per il libero scambio, “non prevediamo un peggioramento significativo delle relazioni”.

COREA DEL SUD PRONTA AL DECOLLO


Elezioni di cui finora si è parlato poco sono quelle in programma in Corea del Sud il 10 aprile. Per il presidente in carica Yoon Suk-yeol si tratta di un’occasione importante per conquistare la maggioranza dell’Assemblea nazionale, attualmente controllata dal partito di opposizione DPK che, sostanzialmente, ha bloccato l’agenda legislativa. “Anche se il quadro continua a essere incerto – commenta l’esperta di RBC BlueBay - sarebbe positivo se il PPP riuscisse a ottenere la maggioranza all'Assemblea Nazionale, in quanto verrebbe meno l'attuale situazione di stallo. Nel complesso, il programma del presidente Yoon è relativamente favorevole alle imprese e al mercato, quindi lo considereremmo uno sviluppo positivo. Dal punto di vista dei mercati azionari, abbiamo notato una maggiore attenzione del governo nei confronti delle riforme aziendali e dei rendimenti degli azionisti, in vista delle elezioni generali, tenuto conto anche dell'aumento degli investitori retail in Corea del Sud dalla pandemia”.

INDIA, MODI PER IL TERZO MANDATO


Tra aprile e maggio andranno al voto anche i cittadini dell’India, la più grande democrazia del mondo. Il primo ministro Narendra Modi andrà a caccia del terzo mandato, un fatto senza precedenti, per mantenere al potere l’Alleanza Democratica Nazionale. Per farlo dovrà vincere la concorrenza dell’Alleanza Nazionale Indiana per lo Sviluppo e l'Inclusione (INDIA), guidata dal Congresso Nazionale Indiano (INC). Il presidente uscente sembra essere nettamente favorito. “L'opposizione potrebbe avere delle rimostranze in riferimento alle politiche sociali di Modi – commenta Jelic - ma le riforme e lo sviluppo sul piano economico sono stati impressionanti sotto la sua guida. Ci aspettiamo che l'attenzione nei confronti degli investimenti pubblici continui se Modi otterrà un altro mandato. Il rischio principale, pur attualmente ridotto, è che il principale gruppo d’opposizione, l'INDIA, riesca a mobilitarsi. Ciò potrebbe creare una notevole polarizzazione e incertezza da qui alle elezioni”.
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