L'indagine

I Fund Selector globali temono meno la recessione ma prevedono rendimenti in calo

L’ultima survey di Natixis IM su 500 professionisti in 26 Paesi segnala incertezza diffusa che favorisce i bond e soprattutto gli asset privati, ma senza modifiche radicali alle strategie. Emergenti sempre interessanti

di Virgilio Chelli 21 Febbraio 2024 10:15

financialounge -  fund selector investimenti Marco Barindelli mercati Natixis IM
Lo spettro di una crescita più lenta mantiene la recessione in cima alla lista delle preoccupazioni dei fund selector globali con il 52% ma aumenta del 20% il numero di chi crede che verrà evitata. Seguono i rischi legati alla minaccia di guerra e terrorismo (50%) e a un errore di politica delle Banche Centrali (36%). Ma la maggior parte (56%) rimane ottimista sulle performance del mercato quest’anno, anche se le prospettive sono smorzate da un alto grado di incertezza e da una dose di rischio imprevedibile.

AUMENTATO IL RISCHIO DI STAGFLAZIONE


Inoltre, la maggior parte dei fund selector (69%) ritiene che le valutazioni non riflettano ancora i fondamentali e il 65% si aspetta la volatilità dell’azionario sia ancora maggiore quest’anno rispetto al 2023. Ma mentre il 62% crede che l’economia del proprio Paese sperimenterà uno scenario di soft landing, più della metà vede comunque un rischio maggiore dalla stagflazione, con timori maggiori in Asia (79%), EMEA (66%) e Regno Unito (58%). Nei Mercati Emergenti gli intervistati continuano a vedere opportunità, nonostante il rallentamento della Cina, mentre gli asset privati e i bond sono al centro delle allocazioni. Emergono anche con forza i benefici della gestione attiva.

SEMPRE PIÙ ADOTTANO L’INTELLIGENZA ARTIFICIALE


Sono le principali indicazioni dell’ultima Global Fund Selector Survey di Natixis Investment Managers, condotta da CoreData Research, che ha coinvolto 500 professionisti in Nord America, America Latina, Regno Unito, Europa continentale, Asia e Medio Oriente, in tutto 26 Paesi responsabili di oltre 34.000 miliardi di dollari di asset gestiti. Dalla Survey emerge anche che più della metà (51%) ha iniziato a utilizzare l’Intelligenza Artificiale per supportare le analisi e il 73% crede che li aiuterà a scoprire opportunità che prima non erano chiaramente evidenti

L’INCERTEZZA ABBASSA LE ATTESE DI RITORNO


Sul versante macroeconomico, più della metà (54%) prevede tagli dei tassi nel 2024, e il 75% riconosce l’importanza del timing per assicurarsi che l’inflazione non ricominci a salire. L’incertezza rimane quindi il tema dominante per i fund selector professionali nel 2024, il che ha portato a ridurre le aspettative di ritorno a lungo termine di quasi il 28% rispetto all’anno scorso, dall’8,8% al 6,3%. Anche perché la maggior parte (69%) ritiene che le valutazioni azionarie non riflettano ancora i fondamentali e il 65% si aspetta la volatilità ancora maggiore del 2023.

NESSUN CAMBIAMENTO RADICALE ALLE STRATEGIE


I fund selector non comunque stanno apportando cambiamenti radicali alle strategie ma seguendo dei tilt tattici all’interno delle asset class, per preparare meglio i clienti ad un nuovo contesto. Nei Mercati Emergenti continuano a vedere opportunità, nonostante le difficoltà della Cina che continueranno nel 2024, e otto su dieci hanno ancora intenzione di aumentare o mantenere le allocazioni in azioni emergenti, con preferenza per Asia ex-Cina ma anche Europa Orientale e America Latina.

OTTIMISMO SUI BOND, FOCUS SU ASSET PRIVATI


Sui bond quasi due terzi si mostrano ottimisti sui bond quest’anno in vista dei tagli dei tassi, con prospettive particolarmente allettanti in EMEA e nel Regno Unito, mentre a livello globale il 62% prevede che i portafogli a lunga duration avranno rendimenti migliori rispetto a quelli a breve. Oltre ai bond, gli asset privati continuano a essere un tema focale con ottimismo sia per il private equity che per il private debt. Del 79% che investe in private equity, l’88% prevede di mantenere o aumentare anche su input dei clienti.

IMPORTANZA DELLA GESTIONE ATTIVA


Nell’ultimo decennio, i gestori hanno lavorato per trovare il giusto equilibrio tra investimenti attivi e passivi, ma il 50% dei selezionatori intervistati attribuisce la recente sovraperformance degli investimenti passivi alle banche centrali, dopo dieci anni di tassi bassi e inflazione assente. Ora quasi sei su dieci riconoscono che gli investimenti attivi hanno superato i passivi, e con i tassi che sembrano destinati a rimanere alti, il 68% selector afferma ora che i mercati favoriscono i gestori attivi, e dato un contesto incerto, il 75% crede che gli investimenti attivi saranno essenziali per trovare alpha nel 2024.

RICERCA DELLA PROTEZIONE DEI PORTAFOGLI


Marco Barindelli, Responsabile per l’Italia di Natixis IM, ha sottolineato che i fund selector si aspettano che il panorama degli investimenti del 2024 sia tutt’altro che “normale” e stanno preparando prodotti e strategie che aiutino i clienti in un contesto che potrebbe essere volatile quanto il 2023. Sull’azionario, contano sulle large cap per superare possibili turbolenze e stanno allungando la duration sui bond per capitalizzare sull’attuale contesto dei tassi. Private asset e gestione attiva stanno anche emergendo sempre più nella continua ricerca di protezione dei portafogli.

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