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La prospettiva

Invesco spiega perché il futuro delle monete è nelle valute digitali delle banche centrali

Se tokenizzate, le CBDC (central bank digital currency) fornirebbero una soluzione basata in modo nativo sulla blockchain, contribuendo a velocizzare pagamenti e scambio di asset e a ridurre il rischio di credito e di controparte

di Leo Campagna 20 Febbraio 2024 07:55
financialounge -  Ashley oerth banche centrali cbdc token valute digitali

Le valute digitali delle banche centrali (central bank digital currency, CBDC) non sono monete fiat, cioè, ancorate al prezzo di una materia prima come oro o argento: il loro valore si basa infatti, in larga parte, sulla fiducia nei confronti dell'autorità che la emette (uno Stato o una banca centrale).

RIVOLUZIONARE L’ATTUALE SISTEMA MONETARIO


Le CBDC mirano a rivoluzionare l’attuale sistema monetario da due importanti punti di vista: riduzione del rischio controparte e tempi di regolamento più rapidi. Le valute digitali delle banche centrali sono una versione digitale della moneta fiat cartacea: rappresentano passività della banca centrale, non di un’impresa o di una banca privata. Sono l’unico asset monetario privo di rischio di credito o di controparte in quanto, con il loro scambio, un debito è estinto in maniera definitiva.

RISCHIO DI CONTROPARTE


“Al crescere del numero delle transazioni all’interno di ecosistemi di pagamento digitali chiusi si incrementa un ulteriore rischio di controparte. L’introduzione di una CBDC rappresenterebbe una soluzione di pagamento ufficiale per il cittadino e l’impresa media, contribuendo in tal modo a ridurre il rischio di controparte” spiega Ashley Oerth, Senior Investment Strategy Analyst di Invesco.

TEMPI DI REGOLAMENTO PIÙ RAPIDI


In secondo luogo, le CBDC possono rendere più rapide le transazioni. Attualmente il sistema bancario prevede due livelli: la banca centrale funge da banca per le banche commerciali, che a loro volta forniscono servizi bancari sia a imprese che a privati. “Quando un cliente effettua una transazione con un’impresa, la banca del cliente (A) trasferisce fondi a favore della banca dell’impresa (B). Sebbene l’addebito sul conto del cliente avvenga subito il regolamento definitivo della transazione può richiedere diversi giorni: l’impresa riceve il pagamento solo alla conclusione dello scambio finale tra le riserve presso la banca centrale della banca A e della banca B” riferisce Oerth.

PAGAMENTI PIÙ SEMPLICI E VELOCI


Una CBDC consentirebbe a chiunque, famiglie e imprese, di scambiarsi riserve presso le banche centrali, con ciascuna transazione regolata in via definitiva tramite il trasferimento di CBDC. Queste ultime dovrebbero garantire pagamenti decisamente più semplici e rapidi, ridurre il rischio di controparte, e sostituire il robusto, ma lento, sistema di controlli che caratterizza l’attuale metodo di regolamento delle transazioni

UNA VALUTA DIGITALE UFFICIALE


“Le CBDC, essenzialmente, mirano a offrire un bene pubblico, come il denaro, che consenta un accesso costante a un meccanismo affidabile e fornito dallo Stato per il regolamento dei debiti di soggetti pubblici e privati” sottolinea la manager di Invesco. Le CBDC sono anche un modo per esercitare la sovranità monetaria, ovvero la capacità di uno Stato e della sua banca centrale di emettere una valuta nazionale perseguendo al contempo in maniera autonoma i propri obiettivi di politica monetaria e promuovendo concorrenza e innovazione all’interno delle soluzioni di pagamento e tra di esse.

STABLECOIN


Oggi nell’ecosistema cripto sono sempre più diffuse le stablecoin. Quelle di tipo “asset-backed”, ovvero garantite da asset, costituiscono depositi in valuta fiat detenuti dalla società custode, che emette stablecoin collegate a tali depositi. Nello scenario ideale ciascun euro in forma di stablecoin è garantito da asset in euro dal valore di un euro.

DISTRIBUTED LEDGER TECHNOLOGY


La diffusione delle criptovalute e delle “stablecoin”, e la diminuzione del ricorso al contante in tutte le principali economie, stanno propiziando l’introduzione delle CBDC. Attualmente sono in fase di studio la progettazione di una CBDC in 130 Paesi, corrispondenti al 98% del PIL mondiale. Una possibilità interessante è la loro tokenizzazione, che consentirebbe loro di operare in modo nativo all’interno delle “distributed ledger technology”, i sistemi basati su un registro distribuito senza un amministratore o una banca centrale.

LE CBDC TOKENIZZATE


“Le CBDC tokenizzate fornirebbero una soluzione basata sulla blockchain, eliminerebbero la necessità di ricorrere alle stablecoin e contribuirebbero a ridurre il rischio di credito e di controparte. Le CBDC possono propiziare un sistema finanziario basato sulla tokenizzazione che, con ogni probabilità, velocizzerebbe pagamenti e scambio di asset” conclude la Senior Investment Strategy Analyst di Invesco.
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