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AllianzGI: il taglio dei tassi aiuterebbe l’economia a non perdere lo slancio del momento

Anche se la prudenza della Federal Reserve non è immotivata, il trend su risparmi, lavoro, salari e affitti suggerisce un allentamento della politica restrittiva

di Redazione 9 Febbraio 2024 17:00

financialounge -  Allianz Global Investors Federal Reserve Greg Meier mercati
La Federal Reserve dovrebbe tagliare subito i tassi d’interesse o fa bene ad aspettare? È uno dei temi del momento negli Stati Uniti, e lo è diventato ancora di più da quando Jerome Powell, il presidente della Fed, si è sbilanciato annunciando che prima di attuare questa misura la banca centrale statunitense vuole “vedere più risultati positivi”.

TAGLIARE I TASSI È UN RISCHIO?


Perché la Fed ha deciso di temporeggiare? Innanzitutto perché i dati sulla produzione rimangono incoraggianti: nonostante lo spettro recessione, la crescita è stata del 2,5% e non è assolutamente detto che si arresti. Anche la disoccupazione rimane ai minimi degli ultimi 50 anni, mentre l’indice dei prezzi PCE core – che misura i consumi personali al netto della spesa per cibo ed energia ed è utilizzato dalla Federal Reserve per controllare l’andamento dell’inflazione – si mantiene al di sopra dell’obiettivo del 2%. Se il contesto economico è solido, perché rischiare un ritorno dell’inflazione tagliando i tassi? Perché aggiungere stimoli adesso che potrebbero causare problemi in futuro?

I RISPARMI DELLE FAMIGLIE SONO IN DIMINUZIONE


Secondo Greg Meier, Director, Senior Economist, Global Economics and Strategy di AllianzGI, si tratta di un punto di vista che va analizzato con grande attenzione. “La maggioranza degli economisti si aspetta che la crescita statunitense deceleri in parallelo all’attenuarsi delle distorsioni dell'era Covid” spiega Meier. “Il rallentamento è già visibile in alcune aree, per esempio nel surplus di risparmi delle famiglie, diminuito del 65% circa rispetto al 2022, e gran parte di ciò che ne rimane si concentra nelle mani delle famiglie a più alto reddito e con minor propensione alla spesa”.

IL PUNTO SU MERCATO DEL LAVORO, SALARI E AFFITTI


Il dato sulla disoccupazione, secondo l’analista di AllianzGI, rischia di trarre in inganno. “È in corso un riequilibrio del mercato del lavoro, come si rileva dalle posizioni aperte, che danno una visione chiara dello stato della domanda occupazionale. Dal 2022 l’offerta di lavoro è diminuita di un terzo e si prevede che nella seconda metà del 2024 tornerà ai livelli pre-Covid”.

L’analisi prosegue prendendo in considerazione salari e costi legati alle abitazioni: se dal 2022 l’aumento dei salari ha subito un rallentamento, passando dal 5,9 al 4,5%, gli affitti di mercato invece “sono tra il debole e lo stazionario”.

LA DOMANDA DEGLI INVESTITORI


La somma di questi indizi porta a uno scenario decisamente più adatto a un taglio dei tassi da parte della Federal Reserve, anche perché l’economia potrebbe averne bisogno prima del previsto. “In caso di disinflazione la politica della Fed si inasprirà in modo automatico, senza che la banca centrale faccia nulla” nota infatti Meyer, per poi concludere: “La domanda che gli investitori si pongono è se, con l’attenuarsi delle scosse di assestamento post-pandemia, la nuova economia saprà reggere lo slancio del momento”.

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