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Investimenti sostenibili

DPAM: investimenti ESG in evoluzione, un ponte tra diritti umani e politiche sostenibili

DPAM, nell’Outlook a cura di Ophelie Mortier, Chief Sustainable Investment Officer, sottolinea l'importanza di un approccio proattivo

di Virgilio Chelli 7 Febbraio 2024 08:00
financialounge -  DPAM ESG good Ophélie Mortier
financialounge -  DPAM ESG good Ophélie Mortier

I Principi per l'Investimento Responsabile sono rimasti un catalizzatore fondamentale per gli investimenti sostenibili anche nel 2023 e sono sempre più al centro dell'attenzione dei policymaker globali. L'organizzazione che promuove i PRI rappresenta oggi oltre 500 firmatari in tutto il mondo e ogni anno l'evento "PRI in person" riunisce i principali decisori a livello mondiale. Quest'anno l'inaugurazione del Primo Ministro giapponese è stata una chiara testimonianza della sua reputazione. Firmatario del PRI dal 2011, DPAM assume una posizione proattiva, adattandosi all'evoluzione delle esigenze di sostenibilità, in primo piano nell'influenzare e attuare i cambiamenti che definiranno il futuro degli investimenti.

L’INEVITABLE POLICY RESPONSE


Lo stesso DPAM, nell’Outlook a cura di Ophelie Mortier, Chief Sustainable Investment Officer, sottolinea che quest’approccio proattivo è in linea con le intuizioni dell'Inevitable Policy Response (IPR), quadro di riferimento cruciale commissionato dal PRI nel 2018 che cerca di preparare gli investitori istituzionali ai rischi e alle opportunità associati al cambiamento climatico. In breve, evidenziando i potenziali effetti di una transizione tardiva e affrettata verso pratiche sostenibili. Il consenso scientifico suggerisce che ritardare farà esacerbare la necessità di misure più drastiche. Le risposte politiche probabilmente accelereranno, poiché i governi saranno costretti ad agire con maggiore decisione rispetto al passato.

VENTI ANTI-ESG IN USA


Secondo Mortier le ramificazioni della transizione sono di vasta portata e con un impatto sulle fondamenta dell’economia: come alimentiamo le nostre città, coltiviamo il nostro cibo e utilizziamo la nostra terra. La salute del pianeta è profondamente intrecciata con la stabilità e la crescita economica, non si tratta solo di ambiente ma di garantire che gli ingranaggi dell’economia continuino a girare in un mondo costretto a confrontarsi con le conseguenze sempre più accelerate del cambiamento climatico. Ma un vento anti-ESG ha iniziato a soffiare negli USA, dove alcuni dei maggiori operatori e dei politici hanno dichiarato di non essere disposti a compiere il passo verso il net zero.

MA SUL MERCATO GLOBALE LA STORIA È DIVERSA


L'Europa ha incoraggiato e regolamentato gli investimenti sostenibili, negli USA invece sono entrate in vigore misure concrete e proposte contro la sostenibilità. Ma nonostante questo contraccolpo, il mercato globale racconta una storia diversa, osserva DPAM, sottolineando che il denaro continua infatti a fluire verso gli investimenti ESG. Anche tra i sostenitori dell'ESG è però essenziale distinguere tra il semplice greenwashing e gli attori realmente impegnati. La richiesta di pratiche e normative ESG solide rimane forte, soprattutto in Europa, dove gli investitori cercano approcci affidabili e conservativi.

RISCHI E OPPORTUNITÀ DALL’INTELLIGENZA ARTIFICIALE


Poi c’è l'arma a doppio taglio dell'Intelligenza Artificiale, con un impatto sia sociale, legato alla diffusione di informazioni fuorvianti, che ambientale, anche perché il consumo di energia e di acqua necessario alla produzione dell'hardware, la creazione del modello, l'addestramento, l'aggiornamento e l'uso effettivo è notevole. Ma l'IA comporta anche notevoli opportunità a condizione di bilanciare rischi e opportunità.

PONTE TRA DIRITTI UMANI E POLITICHE SOSTENIBILI


L’attuale panorama geopolitico complica ulteriormente il quadro per i fattori ESG, con i problemi delle catene di fornitura e le restrizioni commerciali. Anche la dimensione dei diritti umani e una corretta due diligence sta diventando sempre più importante, in particolare in Asia dove molti Paesi cercano di promuovere un’agenda ESG attuabile. Le aziende devono assumersi la responsabilità dell’intera catena di fornitura, compresi i servizi esternalizzati, per garantire di non ignorare le questioni relative ai diritti umani, facendo dell’ESG un ponte tra diritti umani e politiche sostenibili, conclude l’analisi di DPAM.
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