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Transizione green

Ricaricare l’auto e fare la spesa, Carrefour guida la rivoluzione elettrica

Insieme a Shell e Redevco, lancerà 500 stazioni di ricarica EV, iniziando dal Belgio. E ne arriveranno altre 5.000 in Francia

di Stefano Silvestri 1 Febbraio 2024 09:20
financialounge -  auto elettrica Carrefour Mobilità elettrica Next transizione green
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Stavolta notizia in sé è breve, le implicazioni lo sono meno. Pertanto, iniziamo direttamente dai fatti: la catena di supermercati francese Carrefour sta aggiungendo numerose stazioni di ricarica per i veicoli elettrici nei suoi punti vendita in Belgio.

A SEI MANI


L'operazione vedrà il colosso della grande distribuzione collaborare con Shell e Redevco. Se la prima non ha bisogno di spiegazioni, la seconda invece merita un piccolo excursus. Redevco è un'azienda di investimento immobiliare specializzata nel settore retail e gestisce un portafoglio di proprietà commerciali, principalmente focalizzate su spazi retail in numerose città europee. La mission di Redevco è orientata alla sostenibilità e all'innovazione, il che si traduce in un forte accento su pratiche sostenibili e investimenti responsabili.

500 STAZIONI DI RICARICA


Ora che il quadro è chiaro e che il ménage a trois pare ben affiatato, non stupisce che il frutto di questa unione sia l'installazione, in Belgio, di circa 500 stazioni di ricarica entro il 2025, con 50 di queste già operative. Il progetto prevede la messa in opera di charging station sia a corrente alternata (fino a 22 kilowatt), sia a corrente continua (fino a 150 kilowatt). Oltre alla rete belga, Carrefour sta espandendo le proprie infrastrutture di ricarica anche in Francia, con l'obiettivo di installare 5.000 punti di ricarica pubblici negli oltre 700 punti vendita transalpini entro il 2025.

LE IMPLICAZIONI


Scrivevamo in apertura che la notizia, in sé semplice, offre vari spunti. Il primo, e più evidente, è che la mobilità elettrica non può che trarre beneficio da simili iniziative. L'installazione di stazioni di ricarica per i veicoli elettrici da parte di Carrefour accelera la transizione verso una mobilità più sostenibile, offrendo ai proprietari di EV più opzioni per rifornirsi.

SERVONO PIÙ PUNTI DI RICARICA


Trovare un distributore per la benzina non è un problema, trovare un punto libero dove ricaricare il proprio EV oggi è tutta un'altra questione. A ciò si aggiunge il problema della durata dell'operazione stessa. Che durando in media attorno ai 20 minuti circa, comporta l'occupazione prolungata della charging station. Morale: allo stato attuale, per evitare disservizi servirebbero in proporzione più punti di ricarica che non distributori di benzina.

MULTITASKING


Questo problema ne comporta un altro: che fare durante la ricarica, che può anche arrivare a durare 50 minuti? Carrefour ci dà la risposta: shopping! Il che, ammettiamolo, è senz'altro più utile che stare seduti in macchina a perder tempo guardando una serie TV. Ricaricare la macchina e fare la spesa in contemporanea, può fare la differenza tra l'avere un po' di tempo una volta usciti dal lavoro, oppure no. E per Carrefour, investire in infrastrutture di ricarica significa anche attirare nuovi clienti, aumentare il loro tempo di permanenza nei punti vendita e, potenzialmente, incrementare il fatturato. Due piccioni con una fava, insomma.

CONVERSIONE ELETTRICA


Infine, il fatto che nell'operazione sia coinvolta anche Shell conferma che anche chi finora ha guadagnato dai combustibili fossili, sta muovendosi verso un piano B. Shell comunque non è l'unica che sta diversificando. Anche il gigante petrolifero britannico BP sta investendo attivamente nel settore delle stazioni di ricarica EV. Nel 2018, ha acquisito Chargemaster, che al tempo era la più grande rete di ricarica EV del Regno Unito, ora conosciuta come BP Pulse.

AUMENTANO GLI INVESTIMENTI


TotalEnergies (che una volta si chiamava solamente Total), ha invece compiuto investimenti significativi nel settore delle stazioni di ricarica EV. L'azienda ora possiede circa 36.500 punti di ricarica in tutto il mondo e ha l'ambizioso obiettivo di raggiungere 150.000 punti di ricarica entro il 2025, concentrando i suoi sforzi principalmente in Francia, Germania, Regno Unito, Paesi Bassi e Belgio.

Il mondo è in costante mutazione e, come sempre accade, c'è chi si adegua ai cambiamenti prima degli altri. Certo, sarebbe ironico se una volta completata la conversione alla mobilità elettrica, il mondo dovesse riconvertirsi alle auto a idrogeno. Ma ciò non accadrà nel futuro prossimo ed è meglio concentrarsi su un problema alla volta...
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