Contatti

Tecnologia e spazio

“San Marziano”, il nuovo pomodoro progettato dall’ENEA per le missioni spaziali

ENEA sviluppa una specie di pomodoro biofortificata per le missioni spaziali di lunga durata

di Stefano Silvestri 26 Gennaio 2024 10:41
financialounge -  economia Next spazio
financialounge -  economia Next spazio

In un'epoca in cui le missioni spaziali umane stanno raggiungendo nuovi traguardi, come il programma Artemis che punta a riportare l'uomo sulla Luna nel 2026 e l'ambizioso obiettivo di raggiungere Marte tra il 2030 e il 2040, l'alimentazione degli astronauti rimane una sfida cruciale.

CIBO COMPLICATO


Oltre ai problemi legati alla perdita di massa muscolare e ossea, alla protezione dalle radiazioni spaziali e alle difficoltà digestive in microgravità, la questione del cibo è di fondamentale importanza. Trasportarlo nello spazio è costoso e complicato, per cui è essenziale non sprecarlo. I pasti degli astronauti sono infatti confezionati per essere pratici e conservabili, ma ci sono limitazioni in termini di varietà, sapore e odore.

Per affrontare queste sfide, le agenzie spaziali stanno esplorando nuove soluzioni per migliorare la dieta spaziale. Una di queste è il pomodoro nano "San Marziano", sviluppato dall'ENEA, Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile. Questo pomodoro è stato arricchito con antiossidanti e progettato per resistere alle radiazioni spaziali, rendendolo ideale per missioni di lunga durata.

LE CARATTERISTICHE


La ricerca sull'adattamento delle piante alle condizioni spaziali, parte dei progetti Hortspace e BioxTreme finanziati dall’Agenzia Spaziale Italia e condotti dall’ENEA, è iniziata nel 2014. Il San Marziano si distingue per il suo contenuto elevato di antocianine, pigmenti noti per i loro benefici sulla salute e per conferire colori vivaci a frutta e verdura. Questo pomodoro dimostra una notevole resistenza alle radiazioni e una crescita stabile in condizioni di microgravità.

Silvia Massa, scienziata dell’ENEA, sottolinea l'importanza dei risultati ottenuti: "Nella roadmap di esplorazione umana dello Spazio profondo, in cui la Luna sarà tappa fondamentale verso Marte, gli astronauti dovranno autosostentarsi con le risorse a disposizione, non avendo alcun contatto con la Terra. In questo scenario le piante, insieme ad altri organismi, presiedono alla produzione e al riciclo di materie prime e hanno la funzione di fornire cibo fresco e salutare in modo indipendente dalla Terra: l’ambiente confinato, le differenti condizioni di gravità rispetto alla Terra e le radiazioni ionizzanti condizionano infatti non soltanto la salute dell’uomo, ma anche la produttività delle piante e la qualità del cibo, potendo generare stress ossidativo e danni al DNA".

POMODORO BIOFORTIFICATO


"Grazie al nostro modello realizzato in collaborazione con l’Università di Amsterdam – Swammerdam, siamo riusciti a ‘riaccendere’ nel pomodoro la biosintesi delle antocianine che è ‘dormiente’ nelle specie attualmente coltivate, ottenendo così il pomodoro biofortificato e, per la prima volta al mondo in modo così sistematico, abbiamo studiato gli effetti delle radiazioni ionizzanti durante l’intero ciclo vitale, oltre che sui principali indici del metabolismo primario e secondario.

Il pomodoro San Marziano va dunque oltre il semplice nutrimento: è un simbolo dell'ingegno italiano e dell'incessante ricerca dell'umanità di superare i limiti dell'esplorazione spaziale. I tempi di una bella spaghettata nello spazio sono ancora lontani ma, da oggi, paiono un po' più vicini.
Read more:
Trending