Investimenti sostenibili

Calcolo emissioni evitate: Mirova e Robeco scelgono I Care e Quantis per creare lo standard globale

Il database sviluppato consentirà di confrontare in modo trasparente i dati relativi alla decarbonizzazione su scala planetaria, orientando gli investimenti verso le soluzioni più efficaci

di Redazione 25 Gennaio 2024 14:53

financialounge -  ESG good Guillaume Abel Manuel Coeslier Mirova
La creazione di uno standard per il calcolo delle emissioni evitate è sempre più vicina. Mirova e Robeco, fondatori dell’iniziativa che mira a rendere trasparenti e comparabili su scala planetaria questa tipologia di dati, hanno scelto I Care di Bearing Point e Quantis per sviluppare un database globale di fattori in grado di evitare le emissioni di gas serra. Il database offrirà un calcolo standardizzato e trasparente da un ampio elenco di soluzioni a basse emissioni di carbonio o verdi.

PERCHÉ SERVE UNO STANDARD GLOBALE?


La transizione energetica impone di abbandonare le attività basate sul carbonio e quindi devono essere disponibili anche alternative decarbonizzate. I dati attualmente condivisi dalle aziende sulle loro emissioni dirette di gas serra (Ghg) e sulle emissioni indirette stimate (Scope 2, Scope 3) si fondano su solide basi metodologiche, ma per identificare i rispettivi contributi e poter confrontare le soluzioni sono necessarie altre metriche.

L’ESEMPIO DEI VEICOLI ELETTRICI


Prendiamo i veicoli elettrici. Se è importante tenere conto di tutte le risorse e della riciclabilità dei componenti che entrano in gioco nella loro produzione, è altrettanto fondamentale comprendere e misurare le emissioni di carbonio che possono essere evitate da quegli stessi veicoli elettrici all’interno di un settore dei trasporti ancora molto dipendente dai motori termici.

LE OPPORTUNITÀ PER IL FINANCE…


La creazione di uno standard per un database globale rappresenta quindi un importante passo avanti per molti attori economici. Per il settore finanziario, questa iniziativa genererà stime delle emissioni evitate dalle attività finanziate, rendendole trasparenti e comparabili. Applicate in modo standardizzato a un'ampia gamma di soluzioni, le stime ottenute consentiranno di incanalare gli investimenti verso le soluzioni con il maggior potenziale di decarbonizzazione.

… E PER LE AZIENDE


Per le aziende, gli sponsor o i finanziatori dei progetti e i consulenti, questo database consentirà invece di effettuare i calcoli in modo trasparente, facendo riferimento a uno standard esterno riconosciuto. Il database, infine, consentirà ai fornitori di dati di stimare le emissioni evitate in un'ampia gamma di investimenti, integrando così le metriche esistenti sugli impatti climatici, attualmente troppo imprecise o binarie.

IL PUNTO DI PARTENZA: 80 SOLUZIONI E 9600 FATTORI


Il database coprirà inizialmente 80 soluzioni specificamente definite a basso contenuto di carbonio, come energia da biomassa, plastica riciclata e cemento a basso contenuto di carbonio. La differenziazione geografica degli scenari di riferimento e i vari collegamenti nelle catene di valore di queste soluzioni porteranno alla creazione di circa 9600 distinti fattori per evitare le emissioni durante questa prima fase, che si concluderà nel quarto trimestre del 2024.

LA PRIMA VERSIONE PER GLI STAKEHOLDER


Quantificare, confrontare e verificare le emissioni evitate da aziende e progetti incoraggerà il riorientamento dei flussi finanziari verso attività che promuovano la decarbonizzazione, rivolgendosi ad esempio alla produzione di energia rinnovabile, all'elettrificazione dei trasporti, agli immobili a basse emissioni di carbonio, ma anche al riciclo o ai metalli rari necessari per la transizione. Lo sviluppo del database inizierà a gennaio 2024 e una prima versione sarà messa a disposizione di tutti gli stakeholder che hanno l'obbligo di calcolare le emissioni evitate, tra cui aziende, consulenti, sviluppatori di software di misurazione dell'impatto, istituzioni finanziarie e fornitori di dati.

UNO STRUMENTO PER GLI INVESTITORI


“Questa innovazione consentirà agli investitori di identificare e valutare meglio le aziende che contribuiscono positivamente alla decarbonizzazione dell'economia e sono quindi ben posizionate per creare valore in un mondo in transizione. Inoltre, faciliterà l'aggregazione dell'impronta di carbonio degli asset delegati per i nostri clienti istituzionali" ha dichiarato Guillaume Abel, Deputy CEO di Mirova.

TRASPARENZA E ACCESSIBILITÀ FATTORI DECISIVI


“L'approccio proposto da I Care di Bearing Point e Quantis è stato scelto perché consente di effettuare un'analisi completa del ciclo di vita, con l'attribuzione delle emissioni evitate lungo l'intera catena del valore” spiega Manuel Coeslier. Secondo il Lead Expert, Climate & Environment di Mirova, altri due fattori sono stati decisivi nell’orientare la scelta: “La trasparenza e l'accessibilità della metodologia utilizzata, due elementi essenziali per il calcolo e la comunicazione delle emissioni evitate. Siamo ansiosi di vedere presto questo nuovo database disponibile agli stakeholder e di poterlo integrare nei nostri processi di valutazione e investimento".

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