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Wellington Management: come investire in un contesto di cicli più brevi e inflazione persistente

Wellington Management, in un’analisi dei Macro Strategist John Butler ed Eoin O’Callaghan, prevede una frenata globale, ma non sufficiente a far rientrare l’inflazione. Rischi, opportunità e nuovi modelli di crescita

di Virgilio Chelli 8 Dicembre 2023 09:30
financialounge -  Eoin O’Callaghan John Butler mercati wellington management
financialounge -  Eoin O’Callaghan John Butler mercati wellington management

I cicli economici stanno cambiando dinamica e la differenza di PIL tra regioni e Paesi avrà un impatto nel determinare il livello di inflazione maggiore rispetto a quanto osservato negli ultimi 20 anni di globalizzazione. Mercati e banche centrali necessiteranno di un periodo di adattamento a questa nuova realtà, ma ciò porterà a cicli economici più brevi e più frequenti, accompagnati da un’inflazione più volatile e, mediamente, più elevata. E’ l’indicazione di un contributo sulle prospettive macroeconomiche per il 2024 firmato da John Butler ed Eoin O’Callaghan, Macro Strategist di Wellington Management.

FRENATA ECONOMICA IN MOLTI PAESI MA NON TROPPO MARCATA


I due esperti vedono una crescita globale che sta rallentando e si aspettano che continui a farlo anche nel 2024, ritenendo molto probabile che la maggior parte dei Paesi registri almeno un trimestre di contrazione economica e che alcuni debbano addirittura affrontare una recessione tecnica, cioè due trimestri consecutivi di crescita negativa. Tuttavia, aggiungono Butler e O’Callaghan, queste flessioni non dovrebbero rivelarsi troppo marcate, soprattutto perché i consumatori sono supportati nel complesso da un aumento dei redditi reali.

LE BANCHE CENTRALI POTREBBERO SBAGLIARE A RIDURRE I TASSI


Le banche centrali sembrano indicare che il picco dei tassi di interesse è già stato raggiunto. Di fronte al rallentamento della crescita economica, all’aumento moderato della disoccupazione e alla diminuzione dell’inflazione, potrebbero cogliere l’opportunità di ridurre i tassi di interesse. Tuttavia, ad avviso degli esperti di Wellington Management, potrebbe rivelarsi una decisione errata, perché il rallentamento della crescita economica potrebbe non bastare a creare le condizioni di allentamento necessarie per riportare l’inflazione in modo permanente verso l’obiettivo.

L’IMPATTO DELLE POLITICHE DI BILANCIO E DEI CICLI ELETTORALI


Politica fiscale e cicli elettorali avranno un impatto sempre più significativo sulle previsioni economiche. Gli impegni fiscali, dalle spese per la difesa a quelle per la transizione climatica, porteranno i bilanci pubblici in deficit, in particolare in Europa, e con l’avvicinarsi delle elezioni, è probabile che i Paesi adottino politiche più accomodanti, ad esempio in USA e Regno Unito, anche con inflazione più alta rispetto agli obiettivi. Di fronte a una politica monetaria in continua evoluzione e a un incremento costante della spesa, Butler e O’Callaghan credono che i premi al rischio mostreranno un trend al rialzo nei prossimi anni, guidato da un notevole aumento dell’offerta netta di debito pubblico, ormai vicina a livelli non visti da tre decenni.

L’ECCESSO DI RISPARMIO SI SPOSTA VERSO I PAESI EMERGENTI


I governi stanno gradualmente consolidando i deficit, mentre le banche centrali stanno diventando venditori netti di titoli. Intanto l’eccesso di risparmio globale si sta spostando verso i Mercati Emergenti, meno inclini a investire nel debito pubblico di quelli sviluppati. La pressione strutturale conseguente al rialzo dei premi a termine potrebbe limitare il potenziale rialzo dei tassi a lungo termine in caso di contrazione economica, mentre i tassi a lunga potrebbero continuare ad aumentare se nel 2024 dovessero emergere i primi segnali di ripresa dell’inflazione.

UN APPROCCIO LOCALE PUO’ GENERARE PIU’ VALORE


Con la deglobalizzazione, gli esperti di Wellington Management credono che un approccio locale possa generare più valore, e vedono nel 2024 molti temi interessanti a livello regionale e nazionale. Numerose piccole economie aperte, dai Paesi scandinavi alla Nuova Zelanda, potrebbero affrontare situazioni cicliche e politiche molto diverse da quelli di USA, Eurozona e altre grandi economie, i cui bilanci del settore privato tendono ad essere più solidi.

CAMBIAMENTI IN VISTA PER GERMANIA, CINA E GIAPPONE


In conclusione, gli esperti di Wellington Management osservano che i Paesi la cui crescita in passato è stata legata alle esportazioni, in particolare Germania e Cina, potrebbero dover passare a un nuovo modello di crescita interna oppure rischiano di indebolirsi, mentre il Giappone, a lungo fonte di deflazione e di elevati risparmi a livello mondiale, potrebbe aumentare i tassi, porre fine al controllo della curva dei rendimenti e continuare sulla traiettoria della reflazione.
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