Nuovi scenari

L'Italia esce dalla Via della Seta, stop all'accordo economico con la Cina

Dopo 4 anni il Governo Meloni ha deciso di interrompere l'adesione alla Belt & Road Initiative, il piano voluto da Xi Jinping per spostare l'asse commerciale verso oriente

di Davide Lentini 6 Dicembre 2023 13:18

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L’adesione scade a marzo 2024. E come ormai era nell’aria da tempo, non sarà rinnovata. L’Italia ha deciso di uscire così dalla Via della Seta, la Belt & Road Initiative, ovvero il piano voluto nel 2013 dal presidente Xi Jinping per rimodellare l’economia globale e spostare l’asse dei commerci più verso oriente.

L'ACCORDO FIRMATO DA CONTE


Era stato il Governo di Giuseppe Conte a sottoscrivere l’accordo, nel 2019. Ora, dopo mesi di trattative, l’attuale esecutivo guidato da Giorgia Meloni ha deciso di inviare una nota ufficiale di disdetta a Pechino. Un atto formale che arriva dopo una serie di indiscrezioni e passaggi che facevano pensare a questa uscita già dall’estate scorsa.

I PASSAGGI VERSO LO STOP


A fine luglio, infatti, Meloni ne aveva parlato con Biden nel corso di un incontro alla Casa Bianca. Prima ancora il ministro dell’economia Giorgetti aveva spiegato, durante una seduta del Fondo monetario internazionale, di non essere d’accordo con l’ingresso nella "Bri" deciso a suo tempo da Conte, mentre la stessa Meloni, durante il vertice Nato di Vilnius di inizio luglio, aveva rafforzato la scelta del patto atlantista.

LA NOTA UFFICIALE


L’Italia era l’unico paese del G7 coinvolto nella Belt & Road Initiative. Nella nota ufficiale inviata a Pechino con la disdetta, il Governo italiano ha voluto comunque ribadire la vicinanza con la Cina e l’impegno a sostenere i rapporti economici strategici, per evitare una crisi diplomatica e scongiurare ripercussioni in alcuni settori strategici per il nostro Paese, come quelli della moda e del lusso.

COSA PREVEDEVA IL PATTO


L’intesa siglata tra Cina e Italia il 23 marzo 2019 prevedeva l’elaborazione di un progetto economico condiviso con investimenti bilaterali, sinergie finanziarie, lo sviluppo di infrastrutture e vie di comunicazione tra i due Paesi, oltre a collaborazioni tra le università e una cooperazione nell’ambito della sostenibilità. Un piano complessivo che doveva generare affari per 1.900 miliardi di euro in tutto il mondo, secondo gli annunci di Xi Jinping, di cui 20 miliardi per l’Italia. Ma di quella somma, fanno sapere dal Governo, in quattro anni si è visto poco o nulla.

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