Investimenti alternativi

Quotazioni dei vini pregiati, chi sale e chi scende nel 2023

La classifica Liv-ex Power 100 dei Fine Wine più potenti riflette una rivoluzione del mercato

di Paola Jadeluca 28 Novembre 2023 08:22

financialounge -  economia Mood vini pregiati
Appena pubblicato il Liv-ex Power 100 2023, la classifica annuale dei marchi più potenti nel mercato secondario del vino pregiato. La congiuntura geopolitica internazionale ha visto gli investitori prendere una posizione più cauta verso questo asset di passione, con una riduzione netta dell’esposizione al rischio. Il mercato ha registrato una forte correzione dei prezzi, ma le posizioni vengono calcolate sulla base di diversi criteri ponderati, oltre al prezzo, infatti, conta il numero di vini di un marchio commercializzati e il valore e volumi cumulativi di questi scambi. Il periodo analizzato va dal primo ottobre 2022 al 30 settembre 2023.

DOMANINE DE LA ROMANÉE CONTI PRECIPITA


Lo scenario appare profondamente cambiato e il Borsino di chi sale e scende  registra grandi sorprese, sia negative che positive. La prima è che tra i peggiori figura Domaine de la Romanée-Conti, il più raro dei vini più  prestigiosi al mondo, scivolato dall’ottavo  al 67mo posto. Più a alto è il prezzo di un brand, maggiore l’impatto quando i prezzi scendono. Insieme a lui ha perso quota un altro brand di punta della Borgogna: Arnoux-Lachaux, che  è sceso di 97 posizioni e si è a malapena assicurato un posto nella classifica di quest'anno, con il suo prezzo di mercato medio in calo del 19% su base annua. Sempre in Borgogna crolla il ranking di Prieuré Roch, Coche-Dury, Armand Rousseau.



KRUG E DOM PERIGNON PERDONO QUOTA


Cadute rovinose che riguardano anche prestigiosi champagne: Krug, il re delle bollicine, crolla dal decimo posto al 54, mentre Dom Perignon, altro brand culto della scuderia Lvmh, scivola dal sesto al 44mo  posto. C’è chi scende e c’è chi sale. Ai crolli rovinosi fanno da contraltare successi improvvisi, ad opera spesso di brand emergenti, che per la prima volta scalano il Liv-ex Power 100. E’ il caso di Louis Latour, della Borgogna, passato dal 199mo posto al 23mo; oppure la cantina toscana Biondi Santi, che nel 2022 figurava al 135 posto e nel ranking 2023 è balzata al 35mo.



VINO DA CONSERVARE, VINO DA BERE


Il borsino riflette il sentiment degli investitori nell’anno in corso. Specchio di tendenze che probabilmente si radicheranno meglio nei prossimi anni, ma che comunque non inficiano il valore e il prestigio dei singoli brand. Gli investimenti di passione, infatti, come gli investimenti finanziari hanno due direttrici: il vino da conservare e il vino da bere.

CROLLO DEI PREZZI E AVVERSIONE AL RISCHIO


Nel 2023 erano in gioco due tendenze, apparentemente contrastanti. Una è stata la fuga verso la qualità, la ricerca di scommesse sicure in condizioni commerciali difficili, tornando per esempio a ciò che si conosce meglio, come il Bordeaux. Quando l’avversione al rischio ha preso piede sul mercato, spiegano gli analisti del Liv-ex, i collezionisti hanno ristretto la loro attenzione ai vini di altissima qualità, sia a livello di marchio che di annata. Per questo motivo, quest’anno il numero di marchi qualificati per l’inclusione nel Power 100 è diminuito del 2,1%

ESPLORANDO NUOVI MERCATI E NUOVI MARCHI


D’altro canto, però, si è affermata un’altra tendenza che riguarda l’atteggiamento verso i mercati in crescita, in questo caso i collezionisti hanno manifestato la voglia di mettere leggermente alla prova il loro coraggio e di esplorare “nuovi marchi” meno consolidati a livello globale. Un paradosso, ma solo all’apparenza.
Di fronte ai crolli generalizzati dei prezzi, infatti, ha resistito di più chi ha prezzi molto elevati: Romanée-Conti, per esempio, all’apice delle quotazioni, non è uscito dalla classifica proprio grazie al fatto che il valore finale dei vini trattati è rimasto alla fine alto. Lo stesso non si può dire dello champagne Salon, che è uscito dalla classifica Power 100: ha perso terreno perché il volume di scambi relativamente limitato non ha compensato  l’andamento dei prezzi negativo (-5,7%,che fa seguito all'impennata nel 2022.

PREMIATI I PORTAFOGLI AMPI


Sul versante opposto, sono stati particolarmente premiati dalla congiuntura di mercato i brand che hanno un portafoglio di etichette ampio e, in molti casi soprattutto, più “accessibili”. I produttori e i negozianti della Borgogna hanno un vantaggio rispetto a regioni come Bordeaux in termini di numero di etichette prodotte, che tendono a spaziare dai Grands Cru ai vini da bere, in particolare nella fascia più conveniente dello spettro. Sebbene producano volumi più limitati di ciascun vino rispetto a quanto farebbe una tenuta di Bordeaux, questo criterio ha dato ad alcuni produttori un vantaggio nella classifica nel Power 100 del 2023. soprattutto nella fascia più conveniente dello spettro. I produttori di Borgogna bianca, in particolare, erano in aumento poiché commercianti e collezionisti si concentravano sul bere vini piuttosto che sulle scorte da conservare

GLI EMERGENTI DELLA BORGOGNA BIANCA


E questo spiega anche perché la Borgogna ha avuto il maggior numero di vini sia nella lista dei maggiori rialzi che in quelli dei peggiori all'interno del Power 100 di quest'anno. L'impatto si è visto in modo particolare nella cosiddetta Borgogna bianca: Joseph Drouhin/Drouhin-Vaudon e Louis Jadot si classificano entrambi tra i primi dieci marchi per numero di vini commercializzati. Inoltre, poiché questi vini bianchi vengono spesso acquistati per essere bevuti, la loro offerta generalmente diminuisce rapidamente al momento del rilascio, mantenendo i prezzi relativamente stabili. Caroline Morey e Hubert Lamy, ad esempio, figurano entrambi tra i primi dieci marchi in termini di performance dei prezzi, registrando aumenti medi dei prezzi di mercato rispettivamente del 19,3% e dell'11,7%.

PIEMONTE E TOSCANA, LA SCALATA DEI RIALZISTI


La storia si ripete anche nel nostro Piemonte: produttori come Roagna, Rinaldi, Vietti e Gaja comprendono tutti un elevato numero di etichette, alcune delle quali offrono un buon prezzo rispetto a Conterno e Bartolo, attirando l'acquirente di valore. Vietti è arrivato 21mo per numero di vini scambiati, e Roagna 38mo,con un balzo nel Power 100 dal 158mo posto del 2022 al 46mo del 2023. Nella lista dei maggiori rialzisti in assoluto figura anche Giuseppe Rinaldi, passato dall'85mo al 15mo. Tignanello e Ornellaia anche fanno registrare un balzo nella classifica.

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