L'apertura dei mercati

Il colosso cinese del fast fashion Shein verso la quotazione a Wall Street

Per Shein si parla di una possibile Ipo da 90 miliardi di dollari sulla Borsa Usa. Listini europei deboli in attesa del dato sull’inflazione americana in arrivo domani, in rosso le Borse asiatiche

di Antonio Cardarelli 28 Novembre 2023 09:13

financialounge -  Borse europee mercati Piazza Affari shein
Partenza debole per le Borse europee nella seconda seduta della settimana. Il Ftse Mib apre intorno alla parità nonostante il buon avvio dei titoli bancari. In rosso anche Francoforte e Parigi, che cede circa mezzo punto percentuale.

ATTESA PER L’INFLAZIONE USA


Dalla Germania arrivano segnali positivi sulla fiducia dei consumatori, con un sentiment in miglioramento a -27,8 a dicembre da -28,3 a novembre. L’attenzione dei mercati è concentrata sui prossimi dati macro americani. Nel pomeriggio di oggi (16) è prevista la pubblicazione del dato sulla fiducia dei consumatori, mentre domani arriva quello sull’inflazione. In caso di un ulteriore calo la possibilità di vedere una Federal Reserve più accomodante sui tassi di interesse potrebbe crescere. Nel frattempo Wall Street ha chiuso la prima seduta della settimana con i tre indici principali in calo.

IPO IN VISTA PER SHEIN


Proprio dalla Borsa Usa potrebbe arrivare presto una grande novità nelle Ipo. Secondo diverse fonti finanziarie, tra cui CNBC, il colosso del fast fashion cinese Shein avrebbe depositato i documenti per la quotazione a Wall Street. Per l’azienda cinese con sede legale a Singapore, che dopo aver conquistato il mercato asiatico punta al Nord America (e all’Europa), la valutazione sarebbe di circa 90 miliardi di dollari. L’Ipo sarebbe stata affidata a Goldman Sachs, JP Morgan Chase e Morgan Stanley.

ASIA IN CALO


Borse asiatiche in leggero ribasso, con il Nikkei di Tokyo che ha perso lo 0,12% a 33.408,39 punti e il Topix ha perso lo 0,21% a 2.376,71 punti. Alla Borsa di Hong Kong, l'indice Hang Seng ha registrato un calo più marcato (-1%), in un contesto di persistenti timori sull'economia cinese. Sul valutario, il cambio tra euro e dollaro si mantiene sopra quota 1,09. In salita il petrolio, mentre si guarda alla riunione Opec+, rinviata al 30 novembre, con il Brent gennaio a 80,19 dollari al barile (+0,26%) e il Wti di pari scadenza a 75,05 dollari (+0,25%). In calo il gas naturale sulla piattaforma di Amsterdam a 43,3 euro al megawattora (+0,8%). Da registrare infine la stabilizzazione dell'oro: ora sale dello 0,1% a 2.015,33 dollari, dopo aver toccato il suo massimo dal 16 maggio.

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