Caro energia

Riscaldamento in casa: le alternative più economiche al gas

Il conflitto in Israele può far salire ulteriormente il costo del gas e dell’elettricità, in vista del prossimo inverno. Ecco quali sono le alternative per riscaldare la propria abitazione

di Redazione 11 Ottobre 2023 09:00
financialounge -  caldaia economia energia Gas riscaldamento
Tornano a salire i prezzi di luce e gas. Dopo pochi giorni dall’attacco di Hamas ad Israele, si sono già sentiti gli effetti sui prezzi del petrolio e del gas, con rialzi consistenti. Il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, ha parlato di “situazione di emergenza”, in vista dell’imminente arrivo dell’inverno. Per Assountenti il conflitto in Israele potrebbe causare un aumento medio delle tariffe del 15%. Come riscaldare, quindi, la casa senza gas per risparmiare? Vediamo quali sono le soluzioni.

LA POMPA DI CALORE


La prima soluzione per riscaldare casa senza gas è installare una pompa di calore. Si tratta di un impianto che riscalda l’acqua del sistema di riscaldamento senza bruciare combustibile. Il suo funzionamento, infatti, si basa sul prelevare calore gratuito dall’ambiente esterno trasferendolo in casa. Ci sono principalmente tre tipi di pompe di calore che variano in base al funzionamento.

TIPOLOGIE E COSTI


Iniziamo dalla pompa di calore aria-acqua che scalda l’acqua del circuito di riscaldamento prelevando calore dall’aria esterna. D’estate può produrre acqua fredda per raffreddare i locali. Costo: fino a 10mila euro. La pompa di calore aria-aria è il classico sistema utilizzato per climatizzare, immettendo aria calda, o fredda d’estate, sempre scambiando energia con l’aria esterna. Può costare da 2mila fino a 8mila euro. La terza tipologia è la pompa di calore geotermica, ossia un sistema che scalda e raffredda l’acqua di un pavimento, soffitto o parete radiante, scambiando energia termica con l’acqua di falda o con il terreno. In questo caso il costo è più elevato e può arrivare a 20mila euro.

I CONSUMI


La pompa di calore usa l’energia elettrica solo per “spostare” calore già esistente e non per “scaldare”. Oggi le pompe di calore possono produrre non solo calore in inverno ma anche freddo d’estate. Passando ai consumi, quelli di una pompa di calore sono più bassi rispetto a una caldaia a condensazione, ridotti fino al 40%, ma sull’effettivo consumo entrano in gioco diversi fattori. Attenzione però all’efficienza della pompa di calore perché se dovesse lavorare a temperature troppo alte, annullerebbe il risparmio di energia.

LA CALDAIA A BIOMASSA


Un’altra soluzione per riscaldare la casa senza usare gas è la caldaia a biomassa. Legna, pellet, mais e altre sostanze organiche, non fossili, fanno funzionare la caldaia con un consumo medio inferiore del 20-35% rispetto a una normale caldaia a condensazione; il risparmio diventa più consistente in caso dell’utilizzo della legna. Ma in questo caso le difficoltà sarebbero quelle di stoccaggio e acquisto della materia prima.

LA CALDAIA IONICA


La caldaia ionica sfrutta una nuova tecnologia che produce energia termica tramite scambio di ioni, attivato sempre con energia elettrica. Questa tecnologia non ha bisogno di “collegamenti” con l’esterno e può produrre anche alte temperature. Rispetto a una caldaia a pompa di calore, però, i consumi in questo caso sono fino a 1,5 volte più alti.

LA CALDAIA ELETTRICA


L’Unione europea sta valutando di introdurre, con la direttiva sulle case green, il progressivo divieto di caldaie a gas dal 2029. Tra le alternative da valutare c’è anche quella di scaldare casa con una caldaia elettrica. Per semplificare, si tratterebbe di una sorta di boiler con l’acqua necessaria scaldata senza gas ma usando le resistenze elettriche. Costa meno di una caldaia a gas ma consuma fino a 4 volte più energia elettrica. Si può pensare di installare un impianto fotovoltaico per ridurre l’impatto dei consumi, ma il costo iniziale può rappresentare un grosso limite per questo tipo di soluzione.
Share:
Trending