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L'analisi

Indagine Goldman Sachs: nei mercati privati cresce l'ottimismo

La survey condotta da Goldman Sachs mostra che l'interesse dei Limited Partner persiste: mercati secondari, private credit e infrastrutture principali opportunità di crescita

di Virgilio Chelli 27 Settembre 2023 07:50
financialounge -  Francis Idehen mercati Michael Brandmeyer Scott Lebovitz
financialounge -  Francis Idehen mercati Michael Brandmeyer Scott Lebovitz

Goldman Sachs ha condotto una nuova survey sui mercati privati tra giugno e luglio 2023 su oltre 200 Limited Partner e General Partner in tutti i segmenti del mercato privato, da cui emerge un crescente ottimismo sulle opportunità d’investimento rispetto a un anno fa, con il 64% che vede un miglioramento mentre per il 22% si stanno stabilizzando. Nonostante diffuse preoccupazioni di sovra allocazione, una quota più alta degli LP intervistati è sotto-allocata in strumenti alternativi. L’indagine ha affrontato anche temi come geopolitica e contesto macroeconomico, registrando le preferenze di allocazione in termini di settore e di strategia e considerazioni sul fundraising. Sia i GP che gli LP preferirebbero relazioni più profonde con un minor numero di GP.

LE PRINCIPALI SFIDE E I RISCHI PERCEPITI


L’indagine di Goldman segnala che la principale sfida non legata agli investimenti per i GP è il fundraising, sempre più difficile, mentre i LP considerano il track record come fattore principale nella valutazione dei GP, rendendo più difficile l'ingresso di nuovi GP. "In contrasto con i titoli che parlano di 'sovra-allocazione' e in presenza di rischi percepiti più elevati, il nostro sondaggio mostra che non solo molti LP sono sotto-allocati nella maggior parte delle strategie, ma che la maggior parte sta invece aumentando le allocazioni", ha dichiarato Francis Idehen, Partner e US Head of Alternative Multi-Strategy Solutions in Goldman Sachs Asset Management.

RECESSIONE, GEOPOLITICA E INFLAZIONE


Ma, prosegue Idehen, anche se si torna a un'attività di investimento più normalizzata rispetto al 2022, gli LP vorrebbero rapporti più solidi con i GP, con una riduzione degli impegni e un aumento delle attività di coinvestimento. Dall’indagine emerge che i rischi percepiti si concentrano sulle preoccupazioni macro e non sui fattori di mercato, e sono identificati in recessione (48%), geopolitica (46%), inflazione (43%) e tassi (37%). I timori di recessione sono più evidenti in Eurozona che per gli USA come anche per l’aumento dei tassi.  Ma gli LP sono prevalentemente investitori esperti che riconoscono l'importanza di rimanere costantemente investiti nei mercati privati, sottolinea Idehen, e non vogliono ripetere gli errori del 2001 o 2008, ritirandosi dagli investimenti alternativi.

LE PREFERENZE TRA LE DIVERSE ASSET CLASS


Tra le otto principali asset class, le maggiori allocazioni medie comprendono: buyout (12,2%), private credit (10,1%), real estate (9,6%), infrastrutture (6,4%), growth (5,1%), mercati secondari (5,1%), venture capital (3,9%), investimenti opportunistici/distressed (2,6%). I LP dichiarano di essere molto più propensi a una sotto-allocazione nelle strategie di private equity, in particolare con riferimento a coinvestimenti, investimenti opportunistici/distressed, infrastrutture e venture capital. I buyout fanno eccezione con un 27% di sovra-allocazione e un 26% di sotto-allocazione.

INTERESSE MAGGIORE PER LE OPPORTUNITÀ DI CO-INVESTIMENTO


Idehen spiega che i LP rimangono maggiormente sotto-allocati nelle strategie che offrono punti di accesso differenziati ai mercati privati, in particolare mercati secondari, opportunistiche e infrastrutturali, mentre hanno un interesse maggiore per le opportunità di co-investimento, riflettendo il crescente desiderio di stabilire relazioni più profonde con un numero minore di GP favoriti. Il 58% dei LP dichiara inoltre di non avere allocazioni nei coinvestimenti, ma il 59% prevede di aumentarle nei prossimi due o tre anni. I mercati secondari sono al secondo posto per l'aumento delle allocazioni, seguiti dal credito privato, venture capital, infrastrutture, investimenti opportunistici.

UN’EVOLUZIONE NATURALE DEI MERCATI PRIVATI


Michael Brandmeyer, partner e Co-Head dell'External Investment Group di Goldman Sachs Asset Management, rileva che l'aumento dell'esposizione dei LP ai mercati secondari e ai coinvestimenti è un'evoluzione naturale dei mercati privati, con un numero crescente di LP molto esigenti che dispone ora delle risorse e delle competenze necessarie per accedere a queste strategie. Scott Lebovitz, Partner e Co-Chief Investment Officer of Infrastructure Investing di Goldman Sachs, aggiunge che il settore sta beneficiando di venti di coda strutturali che supportano una prospettiva rialzista a lungo termine, tra cui la digitalizzazione delle economie e la transizione energetica.

OPERATORI PIÙ OTTIMISTI, VOLONTÀ DI AUMENTARE LE ALLOCAZIONI


In conclusione, Brandmeyer sottolinea che i private market sono cresciuti a un ritmo straordinario, premiando molti GP e LP. Volatilità e incertezza possono avere impatto su fundraising e crescita, ma la maggior parte dei LP afferma di aver continuato a mantenere le allocazioni e volerle aumentare in una serie di strategie. Una maggior visibilità su tassi d’interesse e trend macro potrebbe portare a una maggiore fiducia nelle valutazioni e a un miglioramento della liquidità. Anche se la maggior parte degli operatori è comunque sempre più ottimista, secondo l’esperto di Goldman Sachs AM questi fattori offrirebbero ai GP e agli LP una maggior flessibilità nell’individuare nuove opportunità e soluzioni.
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