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L'analisi

“Il Pil Usa potrà arrivare all’1,5% grazie a Barbie, Taylor Swift e Beyoncé”

A dirlo è Eric Winograd, director Developed market economic research di AllianceBernstein, che spiega perché fenomeni mediatici ad alto impatto sui consumi possono essere segnali di ripresa dell’economia e spingere a rivedere al rialzo le stime di crescita relative agli Stati Uniti

di Annalisa Lospinuso 20 Settembre 2023 12:48
financialounge -  AllianceBernstein Barbie Beyoncé economia Eric Winograd PIL Taylor Swift
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Il 2023 potrebbe concludersi con un Pil degli Stati Uniti pari all’1,5% grazie anche all’effetto contagio sui consumi del film Barbie, Taylor Swift e Beyoncé. A sostenerlo è Eric Winograd, director Developed market economic research di AllianceBernstein, che ha rivisto le previsioni di inizio anno proprio grazie ai tormentoni degli ultimi mesi. “Nel corso della mia carriera di economista – ha detto in un’intervista l’economista di AB – ho rivisto le mie previsioni decine di volte. È la natura del lavoro. Lo abbiamo fatto di nuovo di recente, migliorando le nostre previsioni per il Pil statunitense nel 2023 a quasi l’1,5%, un livello leggermente superiore rispetto a quello in cui abbiamo iniziato l’anno. Questa volta, però, il motivo è (credo) molto più divertente delle normali cose che potrebbero indurci a spostare una previsione. Lo stiamo spostando a causa di Taylor Swift, Beyoncé e del film Barbie”.

EFFETTO TORMENTONI SUI CONSUMI


Eccessiva semplificazione oppure l’effetto marketing di grandi fenomeni mediatici come Barbie, Taylor Swift e Beyoncé può avere un impatto sulla crescita di un Paese? “È una semplificazione eccessiva – ha continuato Winograd – affermare che l’aumento della crescita del Pil è dovuto solo a Taylor Swift e Beyoncé? In una certa misura lo è, ma i tour di queste cantanti non sarebbero andati così bene e Barbie non avrebbe avuto quel successo se i consumatori non fossero nella posizione di acquistare i biglietti, viaggiare e partecipare ai tour. Questa è la buona notizia”.

RALLENTAMENTO IN VISTA


Lo scenario non è, ovviamente, tutto “rosa Barbie”. Lo scenario è più complesso e la strada da percorrere non sarà tutta in discesa. “Riteniamo che a questo punto – ha aggiunto l’economista di AllianceBernstein – le famiglie abbiano speso la maggior parte dei risparmi in eccesso e, sebbene il mercato del lavoro sia ancora forte, ci sono alcuni primi segnali che il ritmo sta iniziando a rallentare, e ci aspettiamo che ciò continui”.

VICINI ALLA FINE DEI RIAZI


Per quanto riguarda le banche centrali, secondo AB la Fed è in linea con queste previsioni e difficilmente migliorerà le proprie stime e alzerà ancora i tassi. “Riteniamo che la Fed sia quasi alla fine del ciclo e che sia più propensa a lasciare i tassi di interesse invariati per un lungo periodo di tempo, al fine di riportare gradualmente l’inflazione, piuttosto che aumentarla ulteriormente”, ha aggiunto Eric Winograd.

FRENA LA CINA


Altre economie nel mondo non hanno beneficiato dello stesso aumento dei consumi visto negli Stati Uniti nel terzo trimestre. L’Europa sembra attraversare una situazione economica più negativa e la Cina sembra bloccata in un rallentamento secolare a lungo termine senza che si intraveda l’orizzonte della fine. “Anche se non riteniamo che esista un ampio collegamento diretto tra l’economia cinese e l’economia statunitense, o tra il sistema finanziario cinese e il sistema finanziario globale – ha detto il director Developed market economic research di AllianceBernstein – un rallentamento più disordinato in Cina sarebbe senza dubbio dirompente e sconvolgerebbe il sentiment economico, con possibili impatti significativi sui mercati finanziari. Quindi è un argomento che stiamo osservando molto da vicino”.

ATTERRAGGIO MORBIDO DELLE BANCHE CENTRALI


L’economia si sta, dunque, deteriorando più rapidamente al di fuori degli Stati Uniti ma AllianceBernstein continua a credere “che un atterraggio morbido o una lieve recessione sia l’esito più probabile in maggior parte delle principali economie, compresa l’Europa, e in Cina”. Ci sono sempre, però, le incognite che potrebbero avere un impatto sulla crescita. “Tuttavia il tour di Taylor Swift andrà in Europa e in Asia entro la fine dell'anno e nel 2024”, ha concluso Eric Winograd.
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