L'outlook

Generali Investments: sovrappesare il credito investment grade e il debito emergente

Nell'Outlook di settembre 2023 si continua a prevedere ulteriori difficoltà per gli asset più rischiosi, in particolare azioni e high yield, mentre i margini aziendali rischiano di essere erosi e le valutazioni di Borsa sono tirate

di Leo Campagna 4 Settembre 2023 19:30

financialounge -  BCE FED Generali Investments High Yield outlook 2023 Thomas Hempell
Il recente atteggiamento più cauto dei mercati verso gli asset rischiosi sembra destinato a continuare, mentre l’indebolimento della crescita potrebbe erodere i margini aziendali, soprattutto nell'area euro: le elevate valutazioni azionarie sembrano vulnerabili a una correzione. Sono alcune delle principali considerazioni espresse da Thomas Hempell, Head of Macro & Market Research di Generali Investments nell’Outlook di settembre 2023.

LO SCENARIO MACROECONOMICO GLOBALE


Lo scenario macroeconomico globale appare sempre più divergente e impegnativo. Infatti negli Stati Uniti hanno continuato a emergere dati positivi che, tuttavia, stanno facendo temere che i tassi possano restare elevati per un periodo più lungo. In Cina, invece, continuano a pesare le criticità profonde legate al settore immobiliare mentre la crescita ristagna. Nell’area euro, infine. l’inflazione persistente contrasta con i crescenti rischi di recessione.

BCE STRETTA TRA DUE PROBLEMATICHE


“La crescita salariale nell’area dell’euro è sostenuta e presuppone persistenti pressioni sui prezzi nei servizi, dove il lavoro rappresenta una quota elevata dei costi di produzione” fa presente Hempell che scorge la Bce stretta tra due problematiche. Da un lato, ha ignorato per troppo tempo il superamento del livello di inflazione post-pandemia. Dall’altro, non può nemmeno trascurare il recente rallentamento degli indicatori dell’attività economica (indici Pmi, Ifo ed Esi) che hanno deluso aspettative già contenute e che prefigurano una contrazione nel terzo trimestre, alimentando i timori di una recessione.

LE ‘COLOMBE’ NEL BOARD DELL’EUROTOWER


“La Bce difficilmente farà marcia indietro prematuramente sulla politica monetaria restrittiva. Tuttavia le ‘colombe’ nel Board dell’Eurotower potrebbero riuscire a congelare un ulteriore rialzo dei tassi il prossimo 14 settembre alla luce del rallentamento del carovita europeo e dell’effetto crescente dei passati rialzi dei tassi sull’attività economica” riferisce l’Head of Macro & Market Research di Generali Investments.

PROBABILE UNA PAUSA NEL CICLO DELA BCE E DELLA FED


Secondo il quale sembra ora più probabile una pausa nel ciclo della Bce e, il 20 settembre, anche per la Fed. Se così fosse, il possibile arrivo di nuovi dati economici ulteriormente deboli potrebbe comportare rendimenti moderatamente inferiori con possibili capital gain sui titoli a reddito fisso. Tuttavia, dal momento che non si possono escludere ulteriori futuri rialzi dei tassi da parte di BCE e Fed è improbabile un rally obbligazionario sostenuto. “Vediamo ulteriori difficoltà per gli asset più rischiosi, in particolare azioni e high yield, mentre il credito Investment Grade più sicuro potrebbe rafforzare la propria resilienza e beneficiare dell’interessante flusso cedolare (carry)” spiega Hempell.

LE VALUTAZIONI AZIONARIE RIMANGONO TESE


Le prospettive dei mercati azionari sono ostacolate dalle prospettive sugli utili, soprattutto nell’area dell’euro, a causa delle pressioni sui margini aziendali . Inoltre le valutazioni azionarie rimangono tese. Il rapporto prezzo/utili (p/e) dell’indice S&P500 è intorno a 19x, livello simile a quello nell’aprile 2022. Ma allora, sottolinea Hempell, i rendimenti reali statunitensi a 10 anni erano vicini allo zero mentre a fine agosto erano intorno al 2%.

LE PROSPETTIVE DEL CAMBIO EUR/USD


Infine, l’Head of Macro & Market Research di Generali Investments, disegna la probabile traiettoria del cambio euro – dollaro. “Nell’area euro la crescita è vacillante mentre negli Stati Uniti si prefigura una recessione più lieve con una successiva svolta da parte della Fed. Dinamiche che, nel breve termine, ostacoleranno il cambio eur/usd prima che possa riprendere la sua ascesa più avanti nel corso dell’anno”.

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