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Cosa aspettarsi

Goldman Sachs Asset Management: investire con prospettiva strategica nel nuovo contesto

L’attenzione è concentrata, in particolare, su tre aspetti: la ricostruzione delle allocazioni obbligazionare core, l’uso del private credit e il ricorso alla gestione attiva per investire sui mercati azionari emergenti

di Leo Campagna 14 Agosto 2023 12:03
financialounge -  mercati
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Le condizioni finanziarie restrittive, in seguito alla politica monetaria delle principali banche centrali in risposta all’impennata dei prezzi al consumo, determinano effetti incerti sull’economia reale. Una dinamica che ha indotto molti investitori a rimanere inerti, in un contesto in cui le opportunità offerte dagli asset maggiormente esposti al rischio sembrano poche e meno frequenti. Inoltre, i margini di ribasso apparentemente più ampi di quelli al rialzo hanno reso difficile identificare dei punti di ingresso nei mercati più esposti al rischio, favorendo una fuga verso la liquidità.

IMPLEMENTAZIONE DI ALLOCAZIONI STRATEGICHE


“Il rendimento offerto dai titoli obbligazionari a brevissimo termine, per quanto interessante, può tuttavia rivelarsi instabile, e la scelta di rinviare le decisioni di allocazione strategica potrebbe rivelarsi costosa per gli investitori”, fanno sapere gli esperti di Goldman Sachs Asset Management che hanno analizzato come investire con una prospettiva strategica in un regime post-stretta monetaria. Secondo gli esperti “le dinamiche divergenti tra le differenti aree geografiche offrono una gamma diversificata di opportunità per posizionari sulle varie asset class”.

FOCUS SU TRE ASPETTI


Goldman Sachs Asset Management evidenzia, in particolare, tre aspetti:

•       la ricostruzione delle allocazioni obbligazionarie core per trarre vantaggio da livelli di rendimento ai massimi da oltre un decennio e per coprirsi da potenziali ribassi dei mercati azionari;

•       l’uso del private credit come completamento delle strategie obbligazionarie tradizionali per migliorare i rendimenti corretti per il rischio e costruire portafogli più durevoli;

•       il ricorso alla gestione attiva per investire sui mercati azionari emergenti, che sembrano ben posizionati per beneficiare di una potenziale ripresa degli utili trainata dai consumi.

RAFFORZAMENTO DEL  CORE


Guardando all’obbligazionario core, “gli investitori possono trarre vantaggio da livelli di rendimento nel reddito fisso ai massimi da oltre un decennio, sulla scia dell’inasprimento della politica monetaria globale e del rialzo dei tassi di interesse, raddoppiando potenzialmente i rendimenti annualizzati e riducendo la volatilità complessiva”, spiegano gli esperti di GS Asset Management, che aggiungono: “Il ciclo di mercato post-pandemia ha comportato sfide d’investimento significative nella sua fase iniziale, ma ora l’obbligazionario core potrebbe offrire un’alternativa ragionevole alle azioni per il futuro”. Pur in presenza di una economia globale resiliente, l’inasprimento della politica monetaria non esclude una congiuntura negativa. “Le obbligazioni core hanno generato rendimenti positivi nelle recessioni passate, e possono offrire una protezione dai ribassi azionari qualora si materializzi uno scenario sfavorevole in questo ciclo. In questo contesto, preferiamo mantenere una duration intermedia per bilanciare i rischi di tasso, pur vedendo rendimenti interessanti lungo l’intera curva”, specificano gli esperti di Goldman Sachs Asset Management.

PRIVATE CREDIT, UN VALIDO COMPLEMENTO


Secondo l’asset manager, il private credit può rappresentare un efficace complemento delle strategie obbligazionarie tradizionali, poiché offre la capacità di generazione di reddito incrementale, una potenziale resilienza, rendimenti migliori e diversificazione. “Riteniamo che l’inserimento di una modesta allocazione al private credit in un portafoglio diversificato, da finanziare attingendo sia dalla componente di azioni quotate sia dalle posizioni su obbligazioni societarie, possa condurre a un miglioramento del rendimento corretto per il rischio del portafoglio. A nostro avviso, gli investitori che prevedono un’allocazione al private credit possono costruire portafogli più durevoli”, sottolineano gli esperti di GS Asset Management, ricordando tuttavia che la selezione resta cruciale.

L’AZIONARIO EMERGENTE E LE OPPORTUNITA’ NELLE IPO


Per quanto riguarda infine le performance dei mercati azionari emergenti, presto potrebbero dipendere dalla ripresa degli utili, generalmente caratterizzati da attività solide e profitti sostenibili. “A nostro avviso i settori orientati ai consumi, generalmente caratterizzati da attività solide e utili sostenibili, sono ben posizionati per beneficiare dei circa 1.100 miliardi di dollari di eccesso di risparmio che i consumatori cinesi hanno cominciato a spendere. In ultima analisi, le previsioni di consenso relative a questi settori indicano una crescita degli utili del 22,7% in media per il 2023”, commentano da Goldman Sachs Asset Management. In quest’ottica, è determinante accedere al prezzo di offerta dei titoli collocati in IPO (Initial Public Offering). “Le società dei mercati emergenti che si sono quotate tra il 2016 e il 2022 hanno generato un rendimento medio del 53% (dal prezzo dell’offerta al prezzo di chiusura) nel giorno di esordio in Borsa, guadagnando in una sola giornate quasi due terzi del rendimento generato nel primo anno”, commentano gli esperti di GS Asset Management, secondo cui “l’accesso alle IPO lanciate sui Mercati Emergenti richiede una ricerca attiva al di fuori delle componenti dell’indice – il numero di società quotate è aumentato, ma i provider degli indici sono lenti a modificare i benchmark comunemente utilizzati in modo da riflettere tale incremento”.
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