Pictet AM disegna la mappa per navigare nell’universo dei semiconduttori

Attese nuove operazioni di M&A alla ricerca di occasioni in società strategicamente solide, con valutazioni interessanti, che ancora non sono state in grado di recuperare la flessione dello scorso anno

di Leo Campagna 8 Agosto 2023 07:55

financialounge -  Anjali Bastianpillai chip economia Pictet Asset Management semiconduttori
Il settore dei semiconduttori  è sempre più strategico per la manifattura globale. Non a caso, i chip sono diventati l’oggetto del contendere geopolitico – a cominciare dalla rivalità di Washington e Pechino – dal momento che si tratta sia di componenti cruciali per l’informatica moderna che di dispositivi caratterizzati da una complessa catena produttiva.

LA LEADERSHIP DEI CHIP


“La leadership nella progettazione dei chip è saldamente in mano agli Stati Uniti, mentre la Cina rimane fondamentale lungo l’intera catena produttiva, coprendo il 38% della domanda di assemblaggio, imballaggio e collaudo. A livello di fornitori esclusivi di chip all’avanguardia (semiconduttori da 3 nm), primeggiano  Taiwan (con il colosso TSMC, che copre il 90% delle tecnologie più avanzate) e la Corea del Sud (con Samsung  a cui fa capo il restante 10%)” fa sapere Anjali Bastianpillai, Senior Product Specialist di Pictet Asset Management.

GLI INGENTI INVESTIMENTI DI PECHINO…


In tutto il mondo i governi e gli stakeholder del settore sono impegnati a rafforzare la propria posizione lungo la catena produttiva globale, ricorrendo a diversi tipi di sussidi. La Cina, dopo un iniziale stanziamento di 20 miliardi di dollari per la progettazione e realizzazione di circuiti integrati, a marzo 2020 ha annunciato un ulteriore investimento di 30 miliardi. “Pechino deve tuttavia lottare con le rigide restrizioni imposte dai paesi esteri come quelle di Washington su strumenti e chip d’avanguardia e quelle decise da Giappone e Olanda: nel 2019 all’azienda olandese ASML è stato vietato di spedire in Cina le sue macchine per litografia ultravioletta estrema (EUVL)”, riferisce Bastianpillai.

…E QUELLI STATUNITENSI ED EUROPEI


Mentre in Asia, Giappone e Corea del Sud hanno stanziato ingenti investimenti per finanziare la produzione dei semiconduttori, il Chips Act statunitense dovrebbe destinare oltre 50 miliardi al comparto (di cui l’80% destinato a implementare la produzione). In Europa, invece, è stato deliberato un sostegno mirato di oltre 40 miliardi destinati a migliorare la capacità produttiva. “Si tratta di sussidi che richiederanno probabilmente diversi anni per concretizzarsi e che, inoltre, non garantiscono di competere con i costi di produzione di Taiwan” specifica la manager di Pictet AM.

TSMC, SAMSUNG E INTEL


In quest’ottica, si deve considerare che i tre principali produttori di semiconduttori (TSMC, Samsung e Intel) hanno già annunciato l'intenzione di investire oltre 300 miliardi di dollari in capacità produttiva globale fino al 2030. Nel frattempo, le aziende più lungimiranti si stanno orientando con decisione all'Intelligenza Artificiale per accrescere l'affidabilità delle loro supply-chain: una scelta che permette di conoscere in tempo quasi reale le fluttuazioni dei prezzi e della domanda. “Proprio gli squilibri tra domanda e offerta nel settore dei semiconduttori hanno generato problemi di produzione in tutte le industrie a seguito della carenze di approvvigionamenti di chip” sottolinea Bastianpillai.

I POTENZIALI BENEFICIARI DELL’INTELLIGENZA ARTIFICIALE


La manager ricorda poi come il recente rally di mercato dei chips sia stato guidato dalla forte diffusione delle applicazioni basate sull’Intelligenza Artificiale, che si avvale di chip progettati per sostenere e velocizzare le operazioni di calcolo necessarie per permettere l’esecuzione di algoritmi di apprendimento automatico. “Un trend che spinge a interrogarsi sui potenziali principali beneficiari di questa tecnologia e come gestire capitalizzazioni di mercato in grado di decidere le sorti di interi panieri di riferimento” argomenta Bastianpillai.

POSSIBILI NUOVE OPERAZIONI DI M&A


La stagione delle trimestrali delle aziende tecnologiche si è rivelata importante per valutare le prospettive degli utili aziendali e la consistenza dei margini, in un nuovo contesto di entusiasmo tech post-COVID. “Per i prossimi trimestri sono probabili nuove operazioni di M&A (fusioni e acquisizioni) alla ricerca di occasioni in società strategicamente solide, con valutazioni interessanti, che ancora non sono state in grado di recuperare la flessione dello scorso anno” conclude la Senior Product Specialist di Pictet Asset Management.

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