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Perché Goldman Sachs Asset Management opta per un mix strategico di azioni growth e value

È probabile che la distinzione tra growth e value diventi meno netta e ceda il posto a una maggiore attenzione alle opportunità di generare alfa, oltre che a una maggiore diversificazione settoriale e geografica

di Leo Campagna 16 Luglio 2023 15:00

financialounge -  asset allocation Goldman Sachs Asset Management mercati Simona Gambarini
Nel corso degli ultimi 15 anni, gli investitori hanno privilegiato in prevalenza lo stile growth, che ha sovraperformato in modo netto fino al 2020. Tuttavia, in un mondo in cui i cambiamenti di leadership tra stili potrebbero essere più frequenti e i megatrend secolari a lungo termine potrebbero apparire sempre di più trasversali tra differenti stili e regioni, sembra più opportuno possedere una gamma ben assortita di titoli growth e value nei portafogli strategici.

UN APPROCCIO VALIDO


Un approccio valido anche assumendo che, nel corso del prossimo anno, i rischi per il contesto macroeconomico sembrano orientati a favore di una continua sovraperformance del value. “Il tasso di inflazione, benché in diminuzione, probabilmente rimarrà al di sopra degli obiettivi delle banche centrali fino alla fine del 2024. Al contempo, di fronte all’inflazione elevata, è improbabile che le banche centrali si affrettino a ridurre i tassi già quest’anno. E sebbene la crescita economica abbia rallentato, il che normalmente dovrebbe favorire i titoli Growth, è stata comunque migliore del previsto”, fa sapere Simona Gambarini, Senior Market Strategist, Strategic Advisory Solutions di Goldman Sachs Asset Management.

AUMENTO STRUTTURALE DEI PREZZI AL CONSUMO


Un aspetto chiave riguarda le tendenze di crescita e le aspettative di inflazione. Ovvero se prevarrà un contesto di crescita debole e aspettative di bassa inflazione, come quello che ha dominato l’era successiva alla crisi finanziaria, oppure se si materializzerà l’inizio di un periodo prolungato di rafforzamento della crescita, con aumento delle aspettative di inflazione e rialzi dei tassi d’interesse. “Sebbene sembri improbabile un cambiamento sostenuto verso tassi d’inflazione simili a quelli degli anni ‘70, vi sono buone ragioni per ritenere che l’attuale aumento dell’inflazione non sia né transitorio né persistente, ma piuttosto strutturale, trainato da forze come l’invecchiamento demografico, la deglobalizzazione e la decarbonizzazione”, spiega Gambarini.

UNA DISTINZIONE MENO NETTA TRA GROWTH E VALUE


Secondo la Senior Market Strategist di GS Asset Management, è probabile che la distinzione tra growth e value diventi meno netta e ceda il posto a una maggiore attenzione alle opportunità di generare alfa, oltre che a una maggiore diversificazione settoriale e geografica. Mentre il passaggio alla decarbonizzazione sta migliorando le opportunità di crescita nei segmenti del mercato che hanno sottoperformato per tanto tempo, la tecnologia sta permeando tutti i settori. Una dinamica che ha impatti significativi sulla valorizzazione dei beni immateriali, e che può rendere le definizioni tradizionali di growth e value meno accurate.

GUARDARE OLTRE LO STILE


Il tutto senza trascurare alcune limitazioni presenti anche nei benchmark. “Per esempio, circa 170 azioni dell’indice MSCI World, ossia il 10% dell’universo d’investimento, sono presenti in entrambi i benchmark MSCI World Value e MSCI World Growth. Un particolare che rafforza la necessità di guardare oltre lo stile come unico criterio di scelta di investimento” specifica Gambarini che, in quest’ottica, ricorda come gli investitori possano anche utilizzare le valutazioni di altri fattori relativi ai dati finanziari di una società specifica al fine di costruire un portafoglio.

UN MONDO SEMPRE PIÙ MUTEVOLE E COMPLESSO


“Da un punto di vista macroeconomico e geopolitico, il mondo sta diventando sempre più complesso e mutevole e riteniamo che anche l’approccio d’investimento dovrebbe cambiare. La classificazione degli investimenti in categorie tradizionali, growth o value, o una suddivisione per Paesi, oppure per mercati pubblici o privati, potrebbe essere il modo sbagliato per affrontare le opportunità di investimento che si presenteranno” puntualizza l’esperta di Goldman Sachs Asset Management.

GLI INVESTITORI CHE PUNTANO ALLA GENERAZIONE DI ALFA


Infine, in questo nuovo mondo, i cambiamenti nella leadership di stile possono diventare più frequenti, rendendo più difficile anticipare i trend del mercato e più costoso implementare le modifiche dei portafogli. “La generazione di alfa in queste condizioni richiederebbe agli investitori di considerare l’intero universo d’investimento in modo olistico ed essere più accurati nell’identificare i futuri creatori di ricchezza. Riteniamo che le aziende che innoveranno, trasformeranno, offriranno servizi, si adatteranno e sapranno diversificarsi nei vari mercati globali saranno quelle contribuiranno all’alfa in futuro” conclude la Senior Market Strategist, Strategic Advisory Solutions di Goldman Sachs Asset Management.

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